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Mar 25 2008

Il giallo di Pasqua

Published by Maurice under Cazzeggiamenti

Pasqua con il maltempo per tutti. Qui sembrava Natale, con la neve che fioccava come a dicembre, bloccando a 1400 metri gli ospiti che avevano già prenotato per il pranzo.
E’ comunque andata meglio a noi che a Tino Barbera, il proprietario dello Shooner di Sestri Levante, morto nel suo locale a causa di una onda anomala che ha divelto tutto, compresa una trave che lo ha colpito, uccidendolo sul colpo.
Non passano neppure tre giorni e lo stesso locale viene distrutto da un incendio, applicato così per gioco - pare - da due
balordi droghini strafatti, e già fermati.

Se fossi un giallista ne farei un libro, ovviamente secondo una ricostruzione fantastica.

Barbera è proprietario di tre discoteche, dopo che ha creato e poi venduto a Briatore anche il Billionaire, e come è risaputo in questi locali è "normale" che circoli altra roba, oltre a Bloody Mary e Bellini. Barbera si trova quindi implicato in strani giri, non solo di salsa e merenghe.
La notte tra venerdì e sabato, mentre infuria il maltempo, Barbera si trova allo Shooner in compagnia di taluni individui, per qualche operazione di compravendita di materiale. La trattativa è difficile, non si trova un accordo, la tensione sale finché si arriva alle maniere forti; l’uomo - che ha settant’anni suonati - è in minoranza fisica, ed un colpo ben assestato lo manda all’altro mondo.
La fortuna (o evento già preventivato dagli aggressori?) vuole che il maltempo faccia il resto: lo Schooner - come afferma Repubblica - è costruito proprio a ridosso della diga foranea che protegge il porticciolo peschereccio e turistico di Sestri Levante. La mareggiata, preannunciata dai bollettini meteorologici che segnalavano venti da Libeccio fino a cento chilometri orari al largo, ha spazzato la diga provocando gravi danni alle attrezzature da pesca ed alle barche. Dalla serata via Pilade Queirolo, lo stretto carrugio del porto, è stata invasa da pietre e detriti spinti dalle ondate.
Ed anche la discoteca viene colpita e devastata dalla mareggiata.

Per gli investigatori niente di più "naturale" che Barbera si sia trovato sul posto sbagliato al momento sbagliato, ed il cadavere dell’uomo sommerso dall’acqua e dai pezzi del locale è il risultato di una fatale casualità.

Passata la burrasca, in tutti i sensi, agli artefici dell’omicidio viene il sospetto che allo Shooner possano esserci indizi che possano portare le indagini alle loro persone. Decidono così di ritornare sul luogo del delitto e distruggere o portar via materiale compromettente; perché, poi, nulla sia a loro riconducibile, stabiliscono di cancellare completamente ogni segno, dando fuoco al locale.

Non male come traccia. Forse negli ultimi anni ho letto troppi thriller, o forse troppe coincidenze mi puzzano sempre.

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