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Mar 27 2008

Mozzarella mozzata

Published by Maurice under Mass media, Alimenti

La notizia gira da un po’ di giorni sulla stampa: l’estremo oriente ha chiuso le frontiere alla nostra mozzarella campana, ma anche la Germania e la Russia - notizia dell’ultima ora - sembrano orientate in tal senso.
Il danno è notevole - 30 milioni per il momento - per i produttori di casa nostra, ma anche per l’immagine dell’Italia, dei prodotti gastronomici tricolori e del made in Italy in generale.

Sappiamo già come vanno queste cose: basta un pirla qualsiasi che gridi al lupo al lupo e l’eco arriva fino negli angoli più remoti della terra. Così è successo con il vino all’etanolo, con mucca pazza, con l’aviaria; basta qualche caso, e qualche significa poca cosa rispetto all’enorme produzione del settore, e tutto è da buttare. Ne faranno le spese – c’è da giurarci – tutta la mozzarella italiana e nell’onda lunga tutta la produzione casearia.

Qualcuno potrebbe essere così maligno da sospettare, dietro la decisione della Corea e del Giappone, qualche interesse contrapposto alla nostra magia bianca, che ne so, qualche fabbrichetta di Taiwan o del Wisconsin. Giuro su una villa della Costa Smeralda che non è mai successo che qualche lobby abbia lanciato una campagna diffamatoria contro la concorrenza per avvantaggiare se stessa.

Chiarito questo, non possiamo neanche lamentarci e piangere su quanto sta succedendo, e probabilmente succederà. Ragazzi, ce lo siamo cercato ed ora ci sta a pennello come un fiore all’occhiello (pure la rima m’è venuta), e questo dimostra ancora una volta che quando una foglia cade in Cina la sentono in California.

Non siamo lo Zimbawe, dove qualsiasi cosa succeda è un accidente interno a cui nessuno fa caso. Nell’era della globalizzazione le corna di un presidente del Consiglio fanno il giro del mondo, come il clamore sulla mozzarella alla diossina.

Per primi se la sono cercata i campani, con il loro alto senso civico sulla raccolta differenziata, con il loro menefreghismo sulla monnezza, con il loro opporsi a qualsiasi soluzione ragionevole per lo smaltimento dei rifiuti.

Seguono nella classifica i poteri pubblici – tutti, degli ultimi vent’anni – che hanno permesso questo marciume. Quindi la camorra e la deliquenza organizzata, a cui non gliene importa niente dei quattro pellegrini di produttori di mozzarelle.

La lista continua con tutte quelle industrie che hanno scaricato in quella meravigliosa terra la merda della loro produzione, come al solito badando solo ai loro sporchi interessi piuttosto che al bene comune. E da ultimi, per chiudere in bellezza questo girone dei dannati ma mai condannati, i vari comitati, le associazioni più o meno verdi, che con le loro esagerazioni e generalizzazioni hanno permesso la criminalizzazione di un’intera terra.

Ben ci sta, anche se purtroppo anche questa lezione non servirà a nulla per il futuro. Sono razzista o qualunquista? Può darsi, ma quando è troppo è troppo.

 

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