Apr 04 2008

Non ci manca nulla, ora anche il Velenitaly

Published by Maurice at 00:02 under Viti & vini

Concimi, sostanze cancerogene, acqua, zucchero, acido muriatico e un quinto di mosto: questo il ‘cocktail al veleno’ con cui sono stati prodotti 70 milioni di litri di vino a basso costo, venduti in tutta Italia. E’ quello che viene definito ‘Velenitaly’, lo scandalo enologico e sanitario raccontato in uno speciale che uscirà domani su ‘L’Espresso’.
L’articolo illustra un sistema industriale di contraffazione che parte dalla criminalità organizzata per alimentare le grandi cantine: le aziende coinvolte nello scandalo, racconta L’Espresso, sono già 20 di cui otto al Nord e il resto sparso tra Puglia e Sicilia. Ma l’indagine è tutt’ora in corso e, scrive L’Espresso, "assume una dimensione di alto impatto per l’economia italiana, con il rischio di un danno d’immagine ben più grave di quello provocato dall’allarme sulla bufala". Inoltre, nonostante i sequestri, molte delle bottiglie sotto inchiesta sarebbero tutt’ora "pericolosamente in commercio".

Aspettiamo che esca il settimanale ed andremo a leggere perbenino tutto. Non si è ancora calmata la bufera sulla mozzarella alla diossina ed ecco l’ennesimo scandalo. Vero o presunto? Al momento non lo sappiamo, ma intanto la pietra è lanciata, e non importa chi colpirà e quanti danni farà.

Giustamente prima di qualsiasi altra cosa viene la salute di tutti noi, prima della ricaduta economica sulle imprese del settore (anche per noi che inconsapevolmente magari l’abbiamo venduto) e sull’intero Paese, e prima ancora dell’immagine dell’Italia nel mondo (penso già a quanto gongoleranno i nostri concorrenti francesi quando la notizia farà il giro dei continenti). Quindi non c’è nulla che tenga di fronte alla nostra salute.

Ma… e se fosse un’altra bufala, non nel senso di mozzarella? Se alla fine di tutte le indagini e le analisi - perché mi par di capire che siamo ancora in questa fase - venisse fuori che le sostanze "strane" sono entro i limiti di norma?

Viviamo in tempi in cui solo chi usa le maniere forti o le spara più grosse riesce a farsi sentire in un mondo fatto di chiasso. Penso alla campagna elettorale in atto, ma penso anche a tanti blog che dicono cose importantissime ma che non vengono neppure letti per il fattore SEO. Un esempio per tutti è il post di ieri, che è caduto come un fiocco di neve al sole.

Se sotto allo strombazzamento dell’Espresso si dimostrerà che non c’è nulla di criminoso?

In questi ultimi anni ne abbiamo viste e sentite di tutti i colori. Facciamo qualche esempio sufficientemente recente?

  • Berlusconi, presidente del Consiglio, viene raggiunto al G8 di Napoli da un avviso di garanzia per un’inchiesta che lo vedrà completamente assolto
  • Mastella che viene scagionato ancora in istruttoria, dopo che a seguito di quell’inchiesta abbiamo avuto una crisi di governo ed una fine anticipata di legislatura
  • il "delitto" di Gravina dove un padre, per quanto non sia uno stinco di santo, viene ingiustamente tenuto in carcere con un’accusa assolutamente infondata.

Potrei fare un elenco che non finisce più, ma fermiamoci qui.
I danni provocati dalla leggerezze degli inquirenti e della magistratura sono enormi, ma nessuno paga, per il principio non scritto che lo Stato, nei suoi vari poteri, non è perseguibile, a differenza delle imprese private dove anche solo una leggerezza o una svista può trasformarsi in reato perseguibile in base al codice penale.

Butto lì una proposta non con la speranza che qualcuno di importante la legga e la tramuti in realtà, ma almeno per dire che la soluzione a questo malcostume c’è.
Basterebbe abolire il registro degli indagati.
La Carta Costituzionale prevede la presunzione d’innocenza fino alla sentenza definitiva, ma oggi c’è il vizietto di considerare colpevole chi viene anche solo indagato. Aboliamo allora il registro degli indagati: nessun nome può uscire dagli uffici giudiziari finchè la persona o l’azienda non passa da indagata ad imputata, fin quando cioè l’istruttoria non è chiusa e si va al processo.
Insomma, un mal di testa non mi fa automaticamente un paziente di oncologia: facciamo prima tutte le analisi e gli esami, solo se saranno positivi e quando sarà fissata la data dell’intervento chirurgico potrò dire di avere un tumore da operare. Prima no.

 

7 commenti a “Non ci manca nulla, ora anche il Velenitaly”

  1. darioil 04 Apr 2008 alle ore 09:38

    Ciao.
    Cos’e’ il fattore SEO?

    Credo che dal punto di vista formale tu abbia ragione. Cioe’ e’ giusto che il medico indaghi sul tuo mal di testa, ma che non ti venga a convincere che e’ probabile tumore prima di aver fatto gli esami del caso.
    In altre parole, e’ giusto che Berlusconi venga indagato, ma non e’ giusto che lo si sappia prima che diventi imputato.

    Il problema e’ che se poi sei un potente, cioe’ se ci sono degli interessi in ballo che remano contro, alla fine si riesca a voltare la frittata prima che cio’ avvenga, cioe’ Berlusconi riesca a non passare mai ad imputato non perche’ sia innocente, ma perche’ abbia sguinzagliato i suoi mastini. E allora secondo me e’ un bene che si sappia quanto meno che e’ stato indagato. Insomma, e’ un metodo di controllo che le cose siano fatte in modo pulito.

  2. salviamolabufalacampanail 04 Apr 2008 alle ore 11:54

    certo che tra vino contraffatto, mozzarella di bufala alla diossina ed emergenza rifiuti potremmo anche meritarci il premio internazionale di miglior paese contaminatore dell’anno…

  3. vittorioil 04 Apr 2008 alle ore 12:45

    abolire il registro degli indagati non serve a nulla (da qualche parte risulterebbe comunque che uno è indagato, no? i processi penali sono pubblici, quindi..)
    Al contrario servirebbe spiegare alla gente che essere indagato è altra cosa dall’essere condannato. E su questo credo dovrebbero lavorare più i giornalisti che la giustizia in se..

  4. Mauriceil 04 Apr 2008 alle ore 17:11

    @ Dario e Vittorio: la provocazione è stata buttata lì in maniera semplicistica, se si vuole. Dev’essere sempre netta la distinzione tra indagato ed imputato.
    Poi, siamo tutti d’accordo che alcuni sono più uguali di fronte alla legge (e non sono mai i poveracci), che comunque nelle procure ci sono gole profonde e golose di mazzette in cambio di informazioni riservate, e che il cittadino ha diritto di sapere quando il personaggio di turno è imputato, per che cosa, e come va a finire il procedimento a suo carico.
    Come dev’essere stabilito il principio che anche per i magistrati, come per tutte le altre categorie di lavoratori, esiste il principio di responsabilità soggettiva: quando sbaglia - che è diverso dal perdere un processo - deve pagare di persona e di tasca sua.

  5. La Meringail 04 Apr 2008 alle ore 23:27

    Stasera c’era la Bonino intervistata alle invasioni barbariche. E poveraccia era molto stressata da questo fatto di Velenitaly. Soprattutto dal fatto che all’estero possano pensare che i prodotti italiani siano tutte “bufale”. Poveri noi. Qualcuno ha fatto qualcosa, di recente, per l’Italia?

  6. gianniil 06 Apr 2008 alle ore 10:16

    l’elenco delle aziende coinvolte a quanto pare è già stato trasmesso agli uffici competenti della Com Europ
    quando si verificano questi casi, nella maggior parte degli stati europei esso viene pubblicato - come garanzia supplementare dei cittadini
    ma a noi, essendo un paese “mentecatto” questo non è dato
    …..ma che figura di merda ci stiamo facendo??
    a me sembra che sottovalutiate………

  7. Mauriceil 06 Apr 2008 alle ore 17:21

    @ Meringa: l’ho vista anch’io, e mi ha trovato pienamente d’accordo nel voler stabilire per legge la responsabilità civile dei magistrati. Quasi quasi il 13 aprile…

    @ Gianni: sembra che siano una percentuale insignificante le aziende del Brunello che hanno fatto le furbe. Il danno però è per tutti.

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