Apr 05 2008
Che fine ha fatto l’art. 656?
Ho appena finito di scrivere il post di ieri. Guardo fra le bozze e c’è un articolo di qualche giorno fa, tenuto lì in frigorifero in attesa di sentire una lontana eco. Tutto è silenzio, tg e giornali stampati/online tacciono, che farmene di quell’articolo? Se lo pubblico rischio magari una querela, eppure la notizia l’ho sentita bene con queste orecchie, non me la sono certamente sognata. Ok, eliminiamo l’articolo.
Ore 20 di giovedì, il Tg de La7: contraffatto il Brunello di Montalcino. Nooo! Guardo qui e qui e ritrovo la notizia. Come diceva mia mamma, mai buttare via niente. Mi consola il fatto che ho ancora il vecchio fiuto giornalistico (chissà se qualcuno se ne accorgerà mai).
Mi rompe come non mai tornare sull’argomento nel giro di ventiquattr’ore, quindi gli affezionati lettori considerino questo post come il completamento del precedente.
Abbiamo un presunto reato, tutto da definire peraltro, perché sarebbe stato violato il disciplinare del Brunello, non la legge:
La Procura, che ha fatto eseguire anche rilievi fotografici, ipotizza aggiunte di altre uve nelle annate dal 2003 in avanti, per rendere il vino più consono a un gusto internazionale e migliorarlo specie nelle annate non felici.
Potrebbe succedere, come è ipotizzabile, che anche questo si risolva in una bolla di sapone.
Nel frattempo… vedi quanto scritto ieri sui danni diretti ed indiretti.
Santo Iddio, esiste o non esiste, è in vigore o è stato abrogato l’art. 656 del Codice Penale? Non mi pare, anzi è pienamente vigente la norma che punisce
la pubblicazione e diffusione di "notizie false, esagerate o tendenziose, per le quali possa essere turbato l’ordine pubblico".
Per chi non ha studiato giurisprudenza, ma ha voglia di saperne di più, rimando a questa ed altre sentenze della Corte Costituzionale. A questa norma si collega l’art. 501 sempre del Codice Penale, che punisce l’aggiotaggio.
Sicuramente i magistrati inquirenti non hanno diffuso notizie false e tendenziose, ma il solo fatto che nel registro degli indagati ci siano nomi illustri come Antinori, Frescobaldi e Banfi, equivale per un giornale ad uno scoop simile a quello di Naomi Campbell che sputa ad un poliziotto.
L’unica differenza è che la Naomi si fa pubblicità, il Brunello vede crollare le vendite in tutto il mondo e sputtana l’intero Bel Paese.
Ribadisco quindi quanto detto ieri: aboliamo il registro degli indagati. I nomi vengano fatti solo quando saranno rinviati a giudizio, dopo tutte le analisi e le indagini (serie) del caso. Ne sono sempre più convinto.




















































