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Apr 14 2008

Thank you, Mr. Bush.

Published by Maurice under Politica, Alimenti

Non possiamo più ammettere che la gente muoia di fame in Africa perché c’è qualcuno negli Stati Uniti che considera i voti degli agricoltori o dei proprietari terrieri più importanti della sopravvivenza di milioni di persone.

Così afferma oggi Romano Prodi in un suo intervento su Repubblica, a proposito dell’allarme lanciato dalla Fao su milioni e milioni di persone che stanno morendo di fame in ogni angolo del mondo a causa della mancanza di grano e cereali.

Non sto qui a ripetere quanto scrivevo il 20 luglio scorso in un post che oggi ha la stessa freschezza, anzi sembra ancora più attuale.
Mi fanno star male i servizi dei tg che, quando parlano dell’aumento dei prezzi dei generi alimentari, ne parlano sempre come se fosse colpa del governo che va a scadere, dei commercianti o dei ristoratori. Mai una parola, mai un accenno a quel signor G.W. Bush che a 90 gradi ha regalato agli amici proprietari terrieri profitti supplementari, imponendo di radere al suolo le coltivazioni di grano per impiantare il mais, necessario per produrre il biocarburante.
Quello sì doveva rialzarsi, dalla posizione di sodomia all’homo erectus, per dire no a una tale bestemmia. Fame di tanti per il profitto di pochi.

I più recenti studi (come quelli dell’Ocse e Royal Society) sostengono invece che con le tecnologie oggi impiegate per produrre biocarburanti, il bilancio energetico è solo marginalmente positivo o addirittura negativo. Il computo preciso dipende dalle specifiche realtà territoriali ma vi è chi autorevolmente sostiene (come le analisi apparse su National Resources Research) che l’energia impiegata per produrre biocarburanti sia negli Stati Uniti del 30% superiore all’energia prodotta.

Complessivamente un bel disastro sia dal punto di vista energetico che da quello ambientale. Ma il disastro ancora più grande è quello di mettere in conflitto il cibo con il carburante in un periodo già di scarsità. Un conflitto vero, tragico.

Per descriverlo in modo semplice e fortemente evocativo basta dire che il grano richiesto per riempire il serbatoio di un così detto Sport Utility Vehicle (Suv) con etanolo (240 chilogrammi di mais per 100 litri di etanolo) è sufficiente per nutrire una persona per un anno. E già siamo arrivati ad utilizzare per usi energetici intorno al 20% di tutta la superficie coltivata a mais negli Stati Uniti.

Concordo pienamente con quanto scrive Prodi. Non è demagogia questa, è la radiografia di quanti danni può fare un uomo al governo che pensa solo agli interessi propri e della combriccola che lo sostiene. Forse il popolo americano saprà darsi una svolta, ma gli italiani - per quanto ci compete - ieri ed oggi l’avranno capita?

 

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