Apr 27 2008
In carrozza, si parte!
Domani è un grande giorno. Non perché con i ballottaggi sarà finito anche questo strazio delle elezioni ‘08, ma perché il Presidente è in regione per inaugurare i lavori del traforo del Brennero.
La notizia è stata data in sordina anche sulla stampa locale, e non ne capisco il motivo.
L’A22 del Brennero è una delle poche autostrade italiane ancora a due corsie, e così rimarrà anche in futuro perché le due provincie interessate - Trento e Bolzano - da tempo hanno preso l’impegno con l’Austria di non fare la terza corsia, ma di incentivare il traffico su rotaia. Nonostante gli sforzi finora non si è ancora riusciti, perché la lobby degli autotrasportatori è troppo potente, e troppo ottusa a mio modesto parere.
Le attuali gallerie sulla linea ferroviaria del Brennero, troppo basse, non permettono di "caricare" il camion intero su un vagone in modo da decongestionare il traffico autostradale e ridurre gli scarichi sull’arco alpino.
Così già una quindicina d’anni fa le Ferrovie dello Stato avevano progettato un ingegnoso sistema che permetteva di trasformare il bilico dei Tir in vagone, caricandolo su due carrelli - uno in testa ed uno in coda. In tal modo il carico avrebbe attraversato mezza Europa su ferro.
Progetto ingegnoso, dicevo, ma rimasto lettera morta per la contrarietà dei bisonti della strada e l’arretratezza delle società di logistica, con qualche eccezione. Per non fare nomi, la Fagioli - azienda di S.Ilario d’Enza - già trent’anni fa con lungimiranza aveva capito che era assurdo pagare degli autisti che se ne andassero in giro per il mondo a consegnare merci; così ha deciso di spedire i container alle proprie agenzie che prendono in consegna i carichi e da lì li portano a destinazione.
Neppure il divieto di sorpasso per i Tir dal Brennero ai confini con la provincia di Verona li ha fatti desistere dall’intasare l’A22.
Se non vi saranno intoppi fra una dozzina d’anni i treni entreranno in galleria subito dopo Bressanone per sbucare ad Innsbruck, evitando di arrampicarsi sul Brennero. Male che vada, in mezzora si potrà arrivare da Bolzano nella valle dell’Inn, neve o sole non importa. La gita di una giornata, insomma.
Non voglio neppure sentire gli strilli ambientalisti che, per la verità, sono sommessi e sparuti. Legambiente ha sostanzialmente detto sì, come non c’è alcuna opposizione da parte di tutti i comuni nord e sudtirolesi. Opporsi ad un’opera del genere sarebbe folle, visto che da tempo vanno sostenendo di privilegiare la rotaia al traffico su gomma.
Se c’è un augurio da fare, è che una volta finita anche i Tir vengano obbligati ad usare la ferrovia, volenti o nolenti, lobby o non lobby.




















































