Apr 28 2008

Mediterraneo

Published by Maurice at 00:03 under Ristorante

Ero felice dell’uscita in edicola di Dove di maggio. Come mi era stato anticipato, a pagina 93 e seguenti dell’inserto dedicato al Trentino c’è lo chef che scrive, anche se pensavo che avrebbero pubblicato una foto per così dire operativa, mentre spadellavo, piuttosto che quello che diventerà il mio ritratto ufficiale, visto che - quando serve una foto - scelgono sempre questa.
Ero felice finché venerdì sera, in pieno ponte della Liberazione, un gruppo ha prenotato tutto il nostro piccolo ristorante per il pranzo di domenica. Menu unico per quarantacinque persone. Una fortuna, dirà subito qualche collega; una fortuna avrei detto anch’io in altre circostanze: prepari prima e, quando arrivano, non devi far altro che impiattare, senza diventar matto con le comande.

Ed invece stavolta non era proprio così.
Per prima cosa mi sono trovato spiazzato con le mie riserve alimentari perché il gruppo in questione era composto da una delegazione di greci, ospiti in paese per un gemellaggio fra Comuni, che da buoni cristiani ortodossi proprio domenica festeggiavano la loro Pasqua.
Bisogna sapere che per i greci il pranzo di Pasqua consiste in una grande abbuffata di carne, non esistono i primi, non esiste altro. Quindi, per un marketing rivolto al cliente, era opportuno considerare questa loro tradizione, anche se in trasferta trentina.
Pensare prima e trovare poi centottanta porzioni di carne assortite nel sabato di un ponte festivo non era cosa semplice, ma ce l’abbiamo fatta. In meno di trentasei ore abbiamo messo su un menu con un primo (sennò che italiani siamo?) e quattro portate di carne diverse (agnello, manzo, maiale e pollo) in quattro modi diversi di cottura (griglia, umido, forno ed arrosto) con due verdure calde ed una fredda.

Per completare l’opera di marketind oriented non potevo non pensare anche al menu personalizzato, con tanto di auguri in greco Χριστός ανέστη e clipart con la croce ortodossa. Nulla di eclatante, una semplice ricerca nel web, l’aiuto di Google e qualche ricordo degli studi classici; l’Inserisci-Simbolo di Word ha fatto il resto.
Questa semplice accortezza mi ha reso doppiamente felice perché ho smerdato la tipografia locale e fatti felici gli ospiti. In tipografia, infatti, avevano detto che era impossibile trovare i caratteri greci (sic!), quando anche uno smanettone come me sa che tra i simboli si trovano tutte le lingue, afgano compreso.

E da domani il mio menu sarà incorniciato ed esposto nello studio del sindaco di unisoletta greca di settecento abitanti dispersa nel Dodecanneso. Basta poco a volte per farsi ricordare.

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