Mag 06 2008

Come andremo a finire?

Published by Maurice at 00:03 under Politica, Costume

Poche cose mi sconvolgono ormai nella vita, essendo abituato (assuefatto?) ad aspettarmi sempre il peggio. Non riesco però a togliermi dalla testa un paio di episodi successi alla vigilia ed il giorno del 1° maggio, come uno di quei motivetti stupidi che tenti di cacciare ma che tornano impietosi con il loro refrain.

Vigilia del 1° maggio. Passa in cucina il mio amico venditore di carni per l’ordine settimanale. Siamo già a posto per questa settimana, e così si fanno quattro chiacchiere. Saluti di commiato: "Buon 1° maggio", gli auguro. "Non sono comunista" mi sento rispondere.
Cosa vuol dire? Ricordare con una festa le battaglie di un secolo che hanno ridotto da 20 ad ore 8 quotidiane l’orario di lavoro, che hanno tutelate le donne ed i minori, che rivendicano un maggior salario per mantenere una famiglia, tutto questo ed altro vuol dire essere comunisti? Esigere di essere pagati in ragione delle proprie prestazioni da un datore di lavoro significa essere comunisti? Chiedere un posto di lavoro dove non si muoia è essere comunisti? Se la risposta è affermativa io sono comunista, come tutti gli iscritti ai sindacati, anche a quello di destra.

Mezzogiorno del 1° maggio. Una coppia di commensali sceglie con competenza dei piatti che amo particolarmente, abbinando un ottimo vino (per caso o per competenza?). In giornata di grazia a fine servizio esco dalla cucina e mi intrattengo ai tavoli. Anche al loro.
Si parte dissertando sul vino, sulla cucina, e si va a finire sulla tradizione culinaria in antitesi alla sperimentazione, ai piatti di una volta contro la molecolare degli spagnoli, con gli italiani che stringi stringi sono dei conservatori.
Apriti cielo! "Troppo poco conservatori" afferma lei, e partono entrambi per la tangente sui Rom, sugli albanesi, su Fini che manca poco che sia un comunista pure lui, sui leghisti che sono delle pappamolle, sulle nostre donne tutte stuprate dagli altri. Mancava solo che tirassero fuori dalla tasca il Mein Kampf e si alzassero in piedi a cantare Deutchland über Alles con il braccio teso.

Poi succedono fatti come quelli di Verona e di Viterbo, e tutti si dimostrano scandalizzati. Di qualcuno saranno pur figli, quei delinquenti.

Ma in quale mondo stiamo vivendo?  E’ questo che ci ha insegnato il Ventesimo Secolo? Che cavolo è andato a fare mio padre in Russia nel ‘43? Ma soprattutto, riuscirò io a morire senza vedere la rinascita dei campi di concentramento?
E’ meglio l’ottimismo della speranza o il pessimismo della ragione?

6 commenti a “Come andremo a finire?”

  1. giulianail 06 Mag 2008 alle ore 10:06

    la mia sensazione è che si siano rotte le dighe. il risultato elettorale ha dato diritto di cittadinanza a ogni sorta di intolleranza. c’è solo da sperare che a un certo punto qualcuno se ne renda conto…

  2. Simonail 06 Mag 2008 alle ore 10:22

    avrei tante cose da dire, ma non so da che parte iniziare. sono sconvolta, arrabbiata, stupefatta, ma anche un pò rassegnata. Il livello di xenofobia in Italia è cresciuto a livelli mai visti prima d’ora! ciò che è diverso fa paura è pericoloso, ma la diversità è il bene del mondo!
    Anch’io mi sono sentita dire, basta con queste feste comuniste! Io sono comunista, ma il 1° Maggio è qualcosa di più. Questi signori dovrebbero ricordarsi ogni giorno che timbrano il cartellino che tutti i diritti che oggi hanno, non sono piovuti dal cielo, ma c’è stata gente che ha lottatto per averli, rinunciando a salari e soprattutto non rinunaciando ai propri ideali!! Ideali, qualcuno conosce ancora questa parola in Italia?
    Ma perchè in Italia si tende a politicizzare il tutto, come la morte di quel povero ragazzo di Verona.
    Tutto è destra o sinistra!!!! Si parla di politica come se si trattasse di una partita di calcio, avete visto le manifestazioni a Roma per la vincita di Alemanno, no comment, sembrava di essere allo stadio. La politica è una cosa seria, noi cittadini ce lo siamo dimenticati, ma (lo so non è una scusante) se i nostri esempi sono i politici italiani, sia di sinistra che di destra……abbiamo imparato bene.
    Ci sarebbe ancora tanto da dire!!!
    Buona giornata a tutti
    Simona

  3. aidiil 06 Mag 2008 alle ore 10:51

    ieri mi chiedevo come si fa a fare l’avvocato difensore di un gruppo di nazi che picchiano a sangue un ragazzo qualsiasi… adesso lo so: devi esserlo anche tu.

    Forza Nuova:
    “Il giovane fermato si muove in ambienti vicini a Forza Nuova, ma l’associazione di estrema destra nega qualsiasi coinvolgimento nella vicenda e minaccia di querelare chiunque la associ all’episodio. “Nessuno si permetta di associare Forza Nuova a tale vicenda” ha detto il coordinatore nazionale Paolo Caratossidis. “I nostri militanti non compirebbero mai un atto di così grave stupidità e cattiveria; se poi il ragazzo frequenta ambienti ultras o piazze dove si ritrovano neofascisti, questo è un altro discorso, non collegabile a Forza Nuova”. Come movimento politico, aggiunge Caratossidis, “prendiamo completamente le distanze da tale indegno e vergognoso atto. Forza Nuova è contraria a ogni forza di violenza, tanto più se insensata, illogica e incivile come quella compiuta da quella banda di pazzi irresponsabili”.

    peccato che a smentire Caratossidis ci sia la figura di Roberto Bussinello che ha immediatamente assunto la difesa dell’aggressore: “Si è presentato col suo legale, Roberto Bussinello, candidato sindaco per Forza Nuova alle scorse elezioni, nonche’ rappresentante legale nazionale di FN”

    Il Sindaco Tosi (*):
    che in un primo momento ha richiesto “pene esemplari”, per poi invece minimizzare quando e’ risultata inconfutabile l’apparteneza politica degli aggressori.

    (*) il sindaco Tosi fu a suo tempo condannato in 2° grado, assieme ad altri suoi amici, ad alcuni mesi di reclusione e al pagamento di 50.000 € nei confronti di alcuni Rom di un campo del veronese per aver violato la legge Mancino contro il razzismo e per aver espresso «un’innegabile idea di superiorità e sentimenti di odio», come da motivazione del tribunale.

  4. MisterQil 06 Mag 2008 alle ore 22:40

    @ Aidi:
    No Aidi, no. Tu mi scrivi :
    “ieri mi chiedevo come si fa a fare l’avvocato difensore di un gruppo di nazi che picchiano a sangue un ragazzo qualsiasi… adesso lo so: devi esserlo anche tu.”
    Questo tuo “devi esserlo anche tu” è una frase dissennata.
    Stai dicendo, senza mezzi termini, che l’avvocato è un nazi che va a picchiare la gente per strada… così !
    Allora un avvocato che difende uno stupratore, deve essere uno stupratore a sua volta ?
    Chi difende un rapinatore, magari tra un’udienza e l’altra si diletta con qualche scippo !?
    Su, non generalizziamo e rimaniamo coi piedi per terra.
    Che ci piaccia o no, anche se a volte ci viene da chiederci “perché certa gente va difesa?”, tutti hanno diritto alla migliore difesa possibile.

  5. Mauriceil 06 Mag 2008 alle ore 23:16

    Concordo con MisterQ. In un sistema democratico anche il più turpe dei colpevoli ha diritto alla difesa equa, e qualcuno deve farlo.
    Che poi in casi come questi tra difensore ed imputato vi sia una “corrispondenza d’amorosi sensi” è spesso accertato.

  6. darioil 08 Mag 2008 alle ore 12:40

    Mah… quindi, secondo l’episodio che hai raccontato, io dovrei decidere tra cucina tradizionale e sinistra.
    Cioe’, o rinuncio alla casseula della mia mamma oppure la prossima volta devo votare Berlusconi?
    Che minchiata solenne.

    Per quanto riguarda la giusta difesa e’ vero, io sono d’accordo con MisterQ che ognuno deve averla.
    Del resto sono anche d’accordo con Aidi, e mi chiedo come sia mai possibile essere vicini a qualcuno che commette una cosa orribile e non sentirsi la coscienza sporca mentendo al processo per difenderlo.
    Uno che difende uno stupratore o e’ come lui oppure vende la propria coscienza cercando di nasconderne (o almeno minimizzarne) la colpa nei confronti della vittima e della societa’.

    Certo nessuno agisce pensando di fare male. Anche lo stupratore in cuor suo pensa di essere un buono, e forse il compito di un difensore e’ quello di far uscire allo scoperto la logica, per quanto malata sia, secondo cui anche lo stupro puo’ essere considerato azione morale.
    Colui che e’ punito dalla legge non e’ giudicato secondo una morale assoluta, ma secondo un insieme di leggi che non hanno niente a che vedere con la morale.
    Uno stupratore e’ probabilmente un malato di mente, e compito dell’avvocato e’ fare in modo che questa verita’ venga a galla e il criminale venga opportunamente curato dall’apposita struttura.

    Questo dal punto di vista ideale, ovviamente. Poi dobbiamo scontrarci con la cruda realta’ di uno stato che non funziona come si deve.

    ciao
    dario

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