Mag 07 2008
Stasera passera fresca
Beccato mentre attraversava la piazza, ho fermato Giacomo, patron dell’Hermitage di Campiglio dove ha lavorato - prima di volare alla stellata Siriola in Val Badia - il mio amico Claudio Melis.
Con Giacomo Maffei abbiamo una lunga amicizia e quindi ogni raro incontro è un’occasione preziosa per scambiarci punti di vista, impressioni, esperienze, conoscenze, qualche gossip sui colleghi, ed ogni volta è per me un arricchimento intellettuale e professionale.
Questa volta, per esempio, mi ha fornito un indirizzo prezioso dove rifornirmi di caviale italiano, squisito quanto il più blasonato russo. Se lo dice lui che tutti gli anni ospita Michael Schumacher, posso fidarmi.
Internet ci mette in comunicazione con tutto il mondo: trovato il numero di telefono sul web domani posso telefonare alla ditta per farmi inviare qualche pallet di caviale. Perfetto. Ma se ne volessi solo una scatoletta da un etto? Difficile che siano così comprensivi per una scatoletta soltanto. Bisogna quindi rifornirsi sulla piazza.
Il problema di abitare in un piccolo centro sta proprio qui: quando hai bisogno di qualcosa che sia fuori della ordinarietà nella gran parte dei casi devi rinunciarvi. Non do colpa ai commercianti, ma ad una semplice legge di mercato che in mancanza di domanda manca anche l’offerta. In altri termini, chi glielo fa fare ad un negozio di farsi scorta di merce che nessuno chiede?
Qualche giorno fa sono sceso in città. Dato che ero lì, sono entrato in un IperCoop per non ricordo quale acquisto; all’entrata, al reparto ortofrutta, c’era una cassetta di tuberi che non ho riconosciuto, più avanti al reparto pesce c’era una bella esposizione di sardine, crostacei e compagnia cantante.
Avessi il ristorante in città la musica sarebbe ben diversa. Cosa facciamo oggi? Senza pensare al mercato tradizionale e limitandosi al supermercato, basta mettere la testa dentro le porte scorrevoli e fra nuovi arrivi ed offerte speciali le occasioni non mancano.
Se il paese ha altri vantaggi, il principale svantaggio è l’approvvigionamento delle materie prime. Con la conseguenza che il menu rimane limitato ed i costi sempre più alti rispetto ai colleghi di città.
Non pretendo di avere ogni mattina sulla porta di casa il pesce appena pescato a Marzara del Vallo, ma neppure di essere costretto ad ordinare cinque chili di scampi cinque giorni prima o diventar matto perché non si trova il timo.
L’aspetto positivo è che i neuroni non hanno modo di rimanere inoperosi: tutte le mattine bisogna inventarsi qualcosa di diverso con quel poco che si ha a disposizione. Un po’ come la vita matrimoniale: la moglie è sempre la stessa da trent’anni a ’sta parte, ed occorre ricorrere alla fantasia per non annoiarsi.
Cucina e sesso, sesso e cucina. Gira e rigira si torna sempre là.

















































Ahaha… come la moglie!
Certo che pero’ se, venendo a visitare di nuovo il tuo ristorante trovassi nel menu’ il pesce fresco di Mazara del Vallo o il caviale, seppur italiano, rimarrei quantomeno stupito!
Nah! io purtroppo non sono un habitue del tuo ristorante (e quindi non ho avuto modo di annoiarmi dei tuoi piatti) - ci sono venuto una sola volta - ma io non rinuncerei alla cucina tradizionale ultra-locale, addirittura fatta con le verdure dell’orto, per dare sfogo ad una varieta’ piu’ ampia del menu’…
…gia’… io pero’ faccio i conti solo con i miei gusti (cioe’ mi piace andare in giro e trovare in ogni posto la cucina locale), e non con il budget del ristorante….
Ma se vengo come lavapiatti, anche a me tocca cucina e sesso, sesso e cucina ?
Marco
Sai dopo Ronaldo !!!
Ma era esattamente quello che diceva mio cognato! Ti ricordi?
D’altronde, che ti vuoi aspettare da persone che mangiano i carciofi lessi?
E’ ovvio che al mercato i carciofi non ci sono neanche a pasqua! ;-)
Eh, non ti arrabbiare, co’ sto post m’hai provocato!
Andiamo per ordine.
@ Dario: è la solita battaglia delle località turistiche. Cucinare per chi? E chi vuole cosa? Tipico o innovativo? Il turista preferisce il tipico (ma non troppo), il residente vuole il nuovo (ma non troppo). Io ho scelto una via di mezzo: il tipico innovato. Ma c’è il rischio di non accontentare nessuno. Un bel grattacapo.
@ Marco: povero Ronaldo, e poveri vip che in camera da letto non possono fare quello che vogliono, senza essere sbattuti in prima pagina.
Padre Dante torna attuale: chi vuole non puote, e chi puote non duole. Avendo tanti euri da buttare, chi non vorrebbe farsi qualche esperienza “forte”?
@ Meringa: grrr…
Beh… la cosa che fa ridere di Ronaldo è la giustificazione che “non se ne era accorto…”
Posso capire un’affermazione del genere se, come mi è successo, ti ritrovi a pattinare con Eva Robins sotto i portici di Bologna, ma vedendo le foto delle Signorine ti assicuro che è più femminile Calderoli con la parrucca.
:)