Mag 08 2008

La dieta scheda

Published by Maurice at 00:02 under Alimenti, Costume

Svelato il segreto per cui gli italiani hanno una buona linea: non è la dieta mediterranea, non è una sana alimentazione, non è perché facciamo più sport. E’ solo perché mangiamo di meno.

Un’indagine della Confederazione Italiana Agricoltori ha messo in evidenza che il consumo del pane è sceso del 6,2%, quello dell’olio di semi del 5,6%, della carne di maiale del 4,7%, del vino del 4,6%, delle verdure del 4,2%, della carne di manzo e di vitello del 3,8%, del burro del 3,6%, della pasta del 2,6% e della frutta del 2,5%. 

Se a questo assommiamo il fatto che i generi alimentari sono aumentati di prezzo (dal +4,8% dello yogurt allo 0,5% del latte fresco) e che il consumatore è sempre più orientato verso i prodotti più costosi (quarta gamma invece di verdura fresca, ad esempio) il quadro non può che confermare che l’italiano mangia di meno, per parlare di più al telefonino visto che il settore delle TLC è in costante crescita.
Dalla dieta mediterranea alla dieta scheda.

In un contesto di prezzi che crescono e stipendi che diminuiscono a vista d’occhio, si può comunque mangiare risparmiando?
Stamani ho voluto fare una prova sul campo e mi sono recato al supermercato. Carta e penna alla mano ho tirato giù i prezzi di un pasto ideale, quello che può venire consumato in un giorno qualsiasi. Chiunque può fare la stessa prova, magari equiparando tra loro diversi supermercati di città, o il supermercato con il mercato. Tutti i prezzi da me indicati sono per un chilogrammo di merce.

Partiamo con un risotto. Un Arborio di Riso Gallo costa € 2,35, contro i 7,94 del risotto alla milanese già pronto della Knorr. Anche mettendoci il costo dell’aglio, della cipolla e di una bustina di zafferano, il divario tra un risotto fai-da-te ed uno preparato è di almeno € 5.

Vogliamo invece farci un sughetto al pomodoro per due spaghettini? un Gran Sugo Star di pomodorini costa € 3,98, contro i 1,29 del ciliegino fresco. Anche qui, mettendoci pure la cipolla e l’aglio il risparmio con il fresco è di non meno di € 2,50.

Passiamo al secondo. Un filetto di platessa fresco viene € 12,90 sempre al chilo, contro i 18,50 del surgelato Findus, entrambi già puliti: € 5,60 (11.000 delle vecchie lirette!) di differenza.
Più contenuto il divario tra le cozze fresche a € 5,60 e quelle già sgusciate e surgelate a € 10,30. Le prime infatti salgono a non meno di € 9,00 perché dobbiamo considerare il grande scarto che c’è sulle fresche, anche se prezzi migliori si trovano al mercato del pesce.

Per contorno scegliamo una lattuga fresca a € 1,19 o un pan di zucchero a 1,99. Sulla quarta gamma troviamo l’insalata riccia, la più economica, a € 8,45, per arrivare al top dei prezzi con la valeriana a ben € 13,52: quasi 22.000 lire di differenza per non fare la "fatica" di pulirsi da sè l’insalata.

Finiamo con la frutta. A € 1,29 abbiamo ancora le mele golden ma anche le fragole (siamo nella stagione più brutta per questo settore), sempre meno comunque delle prugne a € 2,29, dei kiwi a 3,99 e delle albicocche a ben 6,99. 11.000 lire di differenza!

Ognuno tragga le proprie conclusioni.

6 commenti a “La dieta scheda”

  1. la conigliail 08 Mag 2008 alle ore 10:52

    Farsi il cibo da se è più lento ma più economico e sicuramente più gustoso…il sugo dei pomodorini freschi è tutt’altra cosa che quello del sugo già pronto…!

  2. Francescoil 08 Mag 2008 alle ore 11:40

    Per non parlare dell’impatto ambientale. Cucinare a casa invece che usare la quarta gamma rimuove un passaggio (si evita di passare per la Star/Knorr/Findus/…) e quindi meno trasporti…

  3. darioil 08 Mag 2008 alle ore 12:15

    Uhm… io sto cominciando a valutare anche i GAS (gruppi di acquisto solidale).
    Innanzitutto sono appunto solidali, cioe’ assicurano la giusta retribuzione del produttore, e i prezzi rimangono piu’ o meno uguali alla grande distribuzione, perche’ si eliminano i vari passaggi intermedi. Poi si assicurano le coltivazioni biologiche, e va a finire che un prodotto biologico certificato al GAS costa come un prodotto non biologico al super. Poi si assicura la localita’, dove cio’ sia possibile. Per ridurre le spese infatti si tagliano i costi sui trasporti, andando a prendere l’insalata dal produttore sottocasa invece che da quello in australia, con ovvi vantaggi dal punto di vista dell’inquinamento dell’ambiente.

    ciao
    dario

    PS: ma il risotto allo zafferano si fa con l’aglio? Io, milanese d’origine, l’ho sempre fatto senza, da ricetta insegnata dalla mamma. Certo ci vorrebbe il midollo, ma quello non si trova mai!

  4. darioil 08 Mag 2008 alle ore 12:17

    ah… quasi scordavo altri due importantissimi vantaggi dei GAS:
    1) si eliminano sprechi, perche’ i prodotti bisogna prenotarli prima (sembra che i supermercati buttino piu’ del 20 percento dei prodotti deperibili perche’ passano la data di scadenza)
    2) si eliminano (anche se non del tutto) gli imballaggi, perche’ l’insalata la pigli dalla cassetta e te la infili nella borsa che ti porti da casa.

  5. MisterQil 08 Mag 2008 alle ore 16:26

    Perchè il malefico WordPress si è mangiato il mio commento ?
    E se lo riposto mi dice che c’è già quando invece non è vero ?
    Vediamo se così si sblocca !
    :)

  6. Mauriceil 08 Mag 2008 alle ore 17:00

    @ Dario: io uso l’aglio solo per profumare l’olio, all’inizio, poi appena è imbiondito lo butto via.

    @ MisterQ: più che WP è il plugin Akismet che blocca e cestina automaticamente tutte le spam. Evidentemente c’era una qualche parola che ha riconosciuto come spam. Mi scuso.
    Se risuccede avvisami.

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