Archive for Luglio, 2008

Lug 31 2008

Ferie al lavoro

Published by Maurice under Ristorante

A - Quest’anno il 40% degli italiani rimane a casa.
B - Anch’io quest’anno passo le ferie al lavoro.
A - …
Oggi è l’ultimo giorno di luglio, come passa il tempo! Dopodomani dovrebbe cominciare la grande ondata di vacanzieri e fra un mese è già passato tutto, e siamo già proiettati verso il Natale.
All’inizio dell’estate per uno chef di villeggiatura è pura follia pensare a riposi infrasettimanali, serate fuori, la pizza la si fa in casa o si va a prenderla e la si mangia in cucina prima del servizio.
Da qualche anno ho una mia filosofia di sopravvivenza alla stagione feriale: si va in apnea!
Il calendario scorre tra casa (leggi: letto, doccia, Internet se avanza tempo) e cucina, tre piani sotto, senza pensare ad altro. Il massimo della concessione è l’occhio libidinoso, sorseggiando il caffè del dopo pasto mio e prima del pasto loro, sulle mamme foreste che passano in piazza.

Fino ad una quindicina d’anni fa l’estate montana era suddivisa in: giugno, il mese dei vecchietti accoppiati o single; luglio, dedicato alle giovani famiglie con i bimbi piccolini che non potevano arrostirsi al mare; agosto, la folla indistinta; settembre, il mese dei signori, professionisti, industriali, boss in genere, già abbronzati in Sardegna o sulla Costa Azzurra, che si rilassavano in montagna tra funghi e rifugi.
In questi anni ci sono state mutazioni genetiche che hanno cambiato anche il quadro delle presenze.
I vecchietti sono morti, anche se ce ne sono ancora tanti di nuovi, i bimbi piccoli sono giovanotti che preferiscono la riviera romagnoli o lo zaino in spalla, i boss sono falliti o vanno in Croazia. Rimane la folla che riempirà tutto il prossimo mese con la cacciara, sostituendo il caos metropolitano con il caos montano.
Ne parleremo.

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Lug 30 2008

Nemico di chi

Published by Maurice under Politica

Un partito politico è un’associazione tra persone accomunate da una comune visione sulle questioni fondamentali dello gestione dello Stato e della società, o anche solo su temi specifici e particolari. (Wikipedia)
Il partito è dunque un’aggregazione fra persone che hanno gli stessi interessi: i suoi rappresentanti, eletti nel Parlamento, hanno come unico compito quello di attuare gli interessi del gruppo. Tutta la politica è qui, in questa semplice frase.

Nulla di scandaloso, quindi, se un governo (qualsiasi) espressione di una maggioranza porta avanti la sua linea, quella votata dalla maggioranza degli elettori: è così e dev’essere così. Questo è imperativo. Pensare che un governo (qualsiasi) faccia il contrario o comunque diversamente da quello che gli hanno imposto i suoi elettori è impensabile e fuori dall’etica politica. Spetterà ai partiti di non governo tentare eventualmente di modificare questa linea.

E fin qui penso che siamo tutti d’accordo.
C’è una conseguenza, però, a cui non pensiamo mai, incapsulati nelle nostre convinzioni ideologiche. Sì, ideologiche, perché la caduta del muro di Berlino, la scomparsa in Italia di antichi partiti politici e la nascita di nuove aggregazioni non ha minimamente scalfito le ideologie, checché se ne dica. Gli anticomunisti sono sempre gli stessi, anche se non esiste più (ammesso che sia mai esistito) un "pericolo" comunista, gli antifascisti sono sempre quelli, gli anticlericali idem.

Da come agisce un governo (qualsiasi) si può identificare facilmente di quali interessi sia il portatore, e quindi di chi sia avversario o addirittura nemico.
Se fa una legge per le grandi aziende è sicuramente nemico dei giovani precari.
Se leva un assegno sociale è sicuramente nemico degli anziani più poveri.
Se taglia i fondi per la scuola e l’università è sicuramente nemico della cultura.
Se depenna il reato di falso in bilancio è sicuramente nemico di chi gestisce correttamente la propria azienda.
Solo per fare qualche esempio.

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Lug 29 2008

Nebbia in Val Padana, e nel resto d’Italia

Published by Maurice under Politica

"Le cosidette emergenze sono fumo negli occhi degli italiani, perche’ i problemi veri sono altri: in Italia la forbice tra ricchi e poveri e’ sempre piu’ larga, i prezzi raddoppiano e gli stipendi sono al palo".
Io lo riporto, ma a dirlo non è Liberazione o l’Unità bensì Famiglia Cristiana, che di tutto si può dire, ma non che sia un settimanale della sinistra più o meno radicale.

Quei pochi che leggono abitualmente questo blog sanno che da tempo predico le stesse cose. E non ci vuole grande acume o grandi studi per rendersene conto, basta solo un po’ di onestà intellettuale.
Che la cosiddetta emergenza sicurezza sia solo un trucchetto - vecchio come il mondo - per distogliere l’attenzione della gente dal problema ben più grave, e questo sì emergenziale, della crisi economica delle famiglie, che il governo lo abbia messo in atto deliberatamente perché non sa cosa fare (o non voglia fare) per il reddito delle famiglie, anche questo è assodato e lampante. Solo chi fa come gli struzzi non se ne rende conto.

Siamo di fronte alla miglior campagna mediatica mai messa in atto. Non so chi sia stato il genio della comunicazione che l’ha progettata, certo che bisogna fargli i complimenti. Neanche i creativi della Barilla o della Ferrero sono mai riusciti a fare una campagna pubblicitaria altrettanto efficace, altrimenti tutte le paste concorrenti sarebbero già uscite dal mercato chiudendo i battenti.

Se emergenza c’è stata per i rifiuti della Campania (problema ventennale che è stato fatto esplodere ad arte negli ultimi mesi) ed andava risolta in un modo o nell’altro, non esiste invece nessuna emergenza su Rom, immigrati e reati commessi, e lo dicono tutti gli operatori ben informati: vent’anni fa i delitti cruenti erano quattro volte gli attuali.
Come mai, allora, così tanta enfasi? Perché è funzionale a mascherare ben altre lacune e ben altri interessi.

Il grave è che a questo gioco dello struzzo si siano allineati con ingenuità e stupidità l’opposizione di centrosinistra e la stampa intera, con la sola eccezione di Famiglia Cristiana, come abbiamo visto. Neanche i grandi quotidiani "liberal" hanno scritto una riga contro.
Una fitta cappa di nebbia è calata sull’intero Paese che crede alle immagini di repertorio dell’estate.

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Lug 28 2008

Al bar, in piazza, in tv

Published by Maurice under Cazzeggiamenti

Non so chi l’ha lasciato sul bancone del bar, ma - data l’età avanzatissima - mi ha incuriosito un depliant dal titolo "Scopri lo stato di salute della tua prostata e parlane con il tuo farmacista".
Così ho voluto fare il test proposto, rispondendo alle otto domande che prevedevano sei risposte, da mai (0 punti) a quasi sempre (5 punti). Il totale rivelava una sintomatologia lieve, moderata o severa. Alla faccia della privacy confesso che ho ottenuto un bel 0 tondo tondo, quindi - mi aspettavo - nessun rischio prossimo o remoto di prostata.
Ed invece no, perché anche con 0 c’è una sintomatologia lieve!
E’ come se facessero un test sul fumo ad un bambino di un anno dell’Amazzonia, che non ha mai avuto contatti con il mondo industrializzato, e gli dicessero che ha una "sintomatologia lieve" di tumore ai polmoni.
E che cazpita! Tutti siamo soggetti a tutte le malattie. Dite più chiaramente: vai dal tuo farmacista e fatti appioppare un qualche farmaco, tanto qualcosa ti può capitare.

* * * * *

Privacy, cosa non si farebbe per te! Talmente sacra che ormai anche per evacuare l’aria intestinale bisogna prima aver sottoscritto due volte un modulo, dando o negando il proprio consenso al trattamento dei dati.
Talmente sacra che ieri, in piazza, in mezzo a tutta la gente che passeggiava il ragioniere di turno (o avvocato? o piccolo imprenditore brianzolo con la fabbrichèètta?) informava tutto il popolo tramite cellulare su tutti gli affari suoi. Non è che ce ne fregasse molto che il progetto era bloccato, ma dopo non facciamo un baillame perchè vengono pubblicate le intercettazioni telefoniche.
Giuro che se avessi avuto un registratore avrei pubblicata tutta la telefonata. Avrei voluto ben vedere se poi aveva qualcosa da eccepire.

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Quando si dice relatività.
Sapevamo fino a ieri che Sua Maestà guidava una coalizione di centro-destra, qualcuno dice di destra, comunque sempre da quelle parti. Ebbene no, perché a suo dire le sue politiche sono di sinistra. Per fortuna che l’88% dei lettori sa ancora distinguere in mezzo alla confusione.
Eppure sui numeri non ci dovrebbe essere dubbi. Fino a tre giorni fa Barak Obama era in forte vantaggio su McCain, ma - non si sa come - secondo i nostri telegiornali i sondaggi lo davano in ribasso rispetto al candidato repubblicano.
Oggi la Gallup (che ho sempre saputo essere un’agenzia seria) lo riporta a nove lunghezze avanti. Che i telegiornali nostrani abbiano passato una velina del Palazzo, indispettito perchè Roma è stata snobbata nel suo tour europeo dal candidato democratico? O forse è proprio l’aggettivo democratico che non suona bene a Roma?

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Lug 27 2008

Le rosse a pranzo

Published by Maurice under Ristorante

Ecco come parcheggiano i miei clienti in isola pedonale.