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Lug 07 2008

Era una notte nera

Published by Maurice under Politica

"Quest’area giustizialista, per alcuni versi è nuova, per altri estremamente vecchia. Se penso a Tangentopoli? No, no penso a qualcosa che risale a molti più anni addietro. Per alcuni sembra che siamo tornati all’avvento…del fascismo".

Finalmente l’ha detto chiaro e tondo. Dalla platea internazionale di Tokio il nostro premier ha dunque affermato chiaramente qual è il suo modello di società, dove i grandi dello Stato sono intoccabili - finché sono in carica, praticamente a vita nel nuovo modello "istituzionale" - dove i magistrati rappresentanti il Popolo Italiano saranno nominati dal governo (che ovviamente potrà dire su quali reati indagare e quali archiviare), dove i processi potranno essere rinviati o cassati per prescrizione.

Come dimostrano i sondaggi di questi giorni, il tema della giustizia è uno dei meno sentiti dal popolo italiano, attanagliato da ben altri problemi. Le parole del premier, però, rappresentano un ulteriore passo, non il primo, verso la "normalizzazione" del sistema, per troppi anni in mano ai comunisti. D’altra parte era un passo logico ed inevitabile.

Nei miei primi trent’anni un vasto movimento di popolo, non solo comunista ma anche democristiano e socialista, aveva vigilato con costanza affinché non risorgesse il mostro fascista. La generazione seguente, attenta a far denaro e basta, ha rimosso i vent’anni di dittatura bendandosi gli ochhi su quello che stava succedendo in Italia, in Europa ed  un po’ il tutto il mondo.
Dai naziskin agli ultrà, dai Papa boys ai vari movimenti per la vita, antiabortisti, clericali, fondamentalisti, dallo sdoganamento di partiti politici direttamente collegati al fascismo alla loro consacrazione come partiti di governo, dalle camicie verdi alle ronde armate, fino alla caccia allo straniero, all’omosessuale e al diverso in genere, il percorso in questi anni è stato costante ed inesorabile, con una brusca accelerazione in questi ultimi mesi, verso una nuova dittatura.

Il dibattito di queste settimane sulla giustizia e sul falso problema della sicurezza mi farebbe venire la nausea, se non fosse perché l’angoscia della busta paga e di un’economia in piena recessione si vanno incancrendo ogni giorno di più, e se non fosse perché è in ballo il futuro dei miei figli (del mio non me ne importa ormai un granché).

 

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