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Lug 18 2008

Le ragioni di Bossi

Published by Maurice under Politica

Finivo il post di ieri con la fotografia di alcuni fatti, da cui qualcuno ha tratto delle opinioni che non mi appartengono, anche se potrei restituire ai mittenti le conclusioni, come ha fatto la destra ogni giorno in cui ha governato Prodi. Ma è acqua passata, noi guardiamo avanti.
Sono stato uno dei tanti che, pur non avendo votato a dritta, era comunque speranzoso: alla sua quarta esperienza come Capo di Gabinetto, dopo dieci anni di conduzione del Paese, ritenevo che ormai avesse capito come funzionano le cose pubbliche a differenza di quelle aziendali, che avesse già sistemato tutte le sue cosette, e che quindi finalmente - di fronte alle emergenze nazionali ed internazionali - si desse un po’ da fare per tutti noi sudditi.

La delusione è che nei primi cento giorni, e chissà per quanto ancora, tutta la sua attenzione è per bloccare i processi in cui è o sarà imputato. Dei problemi reali della gente non gliene importa minimamente, e d’altra parte non può essere diversamente dal momento che Sua Maestà con noi umani non spartisce neppure un cappuccino con la brioche e relativo scontrino fiscale.
Sicuramente non è colpa sua se l’inflazione cresce e gli stipendi diminuiscono, ma non mi risulta che abbia battuto ciglio finora su questi argomenti.

Di ben altra pasta è Bossi. Dobbiamo ricordare che il Senatur è dagli anni ‘70 che fa politica, e non lo fa per salvare questa o quell’altra sua azienda o addirittura la sua testa: nel ‘94 al processo Enimont l’Umberto ha ammesso il finanziamento illecito (mazzetta) al suo partito, accettandone a testa alta la conseguente condanna.

Bossi è in parlamento da prima di S.M., è un "animale politico", sa e sente cosa vuole la gente, senza sondaggi ma con il contatto diretto. Con molto fiuto ha colto il malcontento della gente del Nord sugli stranieri, ha inventato il problema sicurezza, lo ha cavalcato per benino fino ad ottenere il successo che ha avuto nelle ultime elezioni; ovvio che adesso assieme a Maroni debba saldare il conto con chi l’ha votato.
E da buon animale politico sa che i problemi reali sono ben altri che non proteggere la testa di Sua Maestà, e che comunque è arrivata l’ora di portare a casa finalmente il federalismo, dopo tanti anni di battaglie. Di fronte alla paventata "riforma" della giustizia Bossi ha detto no, prima facciamo il federalismo, toccando un nervo che anche i governatori targati PdL hanno a cuore, viste le intenzioni di Tremonti di toglier loro la biada.
Se la situazione andrà avanti così (o peggiorerà come prevedono molti analisti) potrà sempre dire alla sua base di aver almeno portato a casa la riforma federale.

Ora si tratta di vedere se S.M. riuscirà a blandire ancora una volta i generali di Pontida con un altro cospicuo assegno, o se costoro - dopo aver capito che il federalismo con Sua Maestà non si farà mai - punteranno i piedi e non accetteranno la soluzione in denaro.

Sono begli interrogativi per un bel settembre caldo. Vedremo se prevarrà la tecnica dell’imbonitore o l’esperienza di non prenderla ancora una volta in quel posto. Nell’uno e nell’altro caso purtroppo i nostri problemi non-elettorali rimarranno ancora lì ad aspettare.

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