Ago 19 2008

Non è tutto oro

Published by Maurice at 08:40 under Costume & Società

Come in tutte le cose, ed ancor più quando si parla di numeri, occorre guardar bene i contenuti. E’ il caso dei comuni più ricchi e più poveri d’Italia, la classifica stilata dal Sole 24 Ore che - guarda caso - mette ai primi posti le località del nord ed agli ultimi quelle del sud.
In cima a tutti Ayas, un paesino valdostano più piccolo del mio, con 1335 abitanti e con un reddito pro capite di 66 euro (nel 2006). Ma che fanno quei 1335 ayassini per essere così ricchi? Nulla di particolare, se non che uno solo di loro è il padrone di Fastweb: ecco spiegato il mistero.
Se cerchiamo notizie sugli altri due comuni sul podio - Basiglio e Cusago, entrambi nell’hinterland milanese, uno con poco più di 8 mila abitanti e l’altro con 3 mila - scopriamo che non vi sono ricette segrete perché un comune sia particolarmente ricco, se non che sia la residenza dei signorotti che sono scappati dalla città per trovare tranquillità in campagna. Tutto qui.
Se le cose stanno così (le statistiche del pollo) andiamo a vedere Arcore che, pur avendo 17 mila abitanti, dovrebbe essere ben in cima alla classifica, visto che un suo cittadino è tra i più ricchi del mondo. Ed invece Arcore non figura tra i primi 50 comuni più ricchi. Come mai? Nebbia profonda.

Mi stupisce che nella classifica dei primi non ci sia neppure un comune del Trentino e dell’Alto Adige, unanimente considerate terre di benessere, se non proprio di ricchezza. Anni fa proprio il mio comune guidava la classifica del Sole, ma anche in quel caso la spiegazione c’era: avevamo una banca molto privata che alzava il reddito di tutti.

Allora, a ben guardare, le cose stanno diversamente. Ci basiamo sulle dichiarazioni dei redditi, che sono ben altra cosa dal reddito reale (e qui i nordisti si scateneranno, puntando il dito sul sud notoriamente grande evasore) o dal reddito effettivamente prodotto nei comuni. Se la mafia o la camorra facessero il modello Unico, sarebbe il sud la locomotiva d’Italia.

4 commenti a “Non è tutto oro”

  1. MisterQil 19 Ago 2008 alle ore 13:36

    Mi sembra sempre di far l’avvocato del Diavolo, ma non ci va molto a far due calcoli e capire perché Arcore non figura tra i comuni considerati “più ricchi”.
    Ayas, rispetto ad Arcore è 12 volte più piccola mentre la differenza tra i redditi di Berlusconi e Scaglia (FastWeb) è sicuramente meno evidente, visto che, per quanto poco conosciuto, Scaglia è uno con un pelo sullo stomaco alto così, nonché un esperto di “finanza creativa” (e il suo cambio di residenza in una Regione a Statuto Speciale già lo fa capire).

    “… Nel 2003, la milanese (controllata dal Comune) AEM vendette alla e.Biscom di Silvio Scaglia il 30% di Fastwe, ricavandone 277 milioni di Euro.
    Contestualmente, però (e cominciano le operazioni formalmente corrette, ma generalmente precluse alle persone “normali”), la stessa AEM acquistò da e.Biscom per 37 milioni di Euro il 33% di Metroweb, proprietaria della infrastruttura in fibra ottica, arrivando al 100% della proprietà.
    Fin qui, tutto bene. Casualmente, però, sempre AEM sottoscrisse un prestito obbligazionario convertibile emesso da e.Biscom, sborsando 240 milioni. In soldoni, AEM finanziò totalmente e.Biscom per farle acquistare Fastweb, non incassando nemmeno un centesimo, ma facendo credito. …”

    Per il resto, sempre che il Silvio non le paghi a Milano, ad Arcore mancano i capannoni. Per una dichiarazione dei redditi, valgono molto più una manciata di fabbrichette di qualche cumenda sconosciuto, che un nome che richiami l’attenzione.

    Piuttosto, parlando di cose serie… hai visto la giavellottista del Paraguay ?
    :)

  2. Mauriceil 19 Ago 2008 alle ore 16:11

    Non ho capito una mazza del giro di denaro tra e.Biscom, AEM e Fastweb, anche se ho capito che il mister è uno che sa fare i suoi affari per benino.
    Ti ringrazio per la segnalazione: da qualche giorno mi sono rotto con queste olimpiadi, ma ho visto su Google immagini la Miss Paraguay: accipicchia! (che non ci sentano le femminucce)

  3. ferroil 20 Ago 2008 alle ore 10:30

    Berlusconi ha la residenza a Milano. Ecco spiegato il mistero. Se cerchi le dichiarazioni dei redditi del 2005 vedi che per essere il più ricco d’Italia nn è quello che ha sborsato di più, anzi. Invece ieri al tgR dicevano che Dambel è il paese più povero del Trentino e tra i più poveri d’Europa. Reddito medio di 400 euro al mese. Poi svelavano il mistero: al sole 24 ore si erano dimenticati che i contadini in Italia non pagano le tasse! la media dei depositi in banca è di 30 mila euro a testa (vale anche per i bambini!). Visto che con 5 ettari di campagna pagano 200 euro di tasse i conti sono presto fatti: 5 “vagoni di pomi” per ettaro sono in totale 200.000 kili. Un kilo viene pagato 0,4 euro, se al netto delle spese rende anche solo la metà, ossia 0,2 euro, vengono fuori 40.000 euro. Togliendo le tasse.. 39.800 euro. Sti cazzi.

  4. Mauriceil 20 Ago 2008 alle ore 16:43

    Ah, buona a sapersi anche questa. Se non proprio la matematica, la statistica sì che è un’opinione! Presa per buona sic et simpliciter molto spesso è assurda.
    Per esempio: siccome la stragrande maggioranza delle persone muore a letto, secondo la statistica il letto è il luogo più pericoloso. Sti cazzi anch’io.

Comments RSS

Lascia una replica


Comments links could be nofollow free.