Pirati della strada e pedofili 0
Per i prossimi dieci anni Stefano Lucidi sa già cosa fare: passare il tempo a guardare il soffitto della sua cella. In mezz’ora di camera di consiglio il giudice ha deciso per la sua colpevolezza e gli comminato il massimo della pena per aver investito ed ucciso, drogato, la coppia di fidanzati sulla Nomentana il 22 maggio scorso, scappando subito dopo. Ben gli sta.
L’Italia "occupa il quinto posto nella poco onorevole classifica dei paesi "cacciatori di bambini", dopo Usa, Germania, Francia, Australia. Un esercito di centinaia di migliaia di persone, con un’età drammaticamente in calo rispetto a 10-15 anni fa, che oggi si attesta tra i 25 e i 30 anni" (Conferenza di Rio).
Le due notizie, pirati della strada e pedofilia, non hanno nulla in comune, ma potrebbero averlo.
Il tribunale ha accertato la responsabilità del 33enne a bordo della Mercedes e l’ha condannato. Alla responsabilità penale seguirà quella civile, con il risarcimento agli eredi delle vittime. Ma, come conseguenza accessoria, non è che incarichiamo la Guardia di Finanza a fare una bella indagine sui redditi di quel disgraziato, che a 33 anni si può permettere dosi quotidiane di cocaina e possesso di macchina di lusso?
Lo stesso discorso vale per i pedoturisti: andare in Thailandia o a Cuba o in Brasile tutti gli anni (a volte anche più volte all’anno) non è come prendere la linea 2 della metropolitana, ci vogliono bei soldini nonostante le offerte lowcost, più gli spiccioli per procurarsi il piacere infantile. Li vogliamo monitorare d’ufficio questi giovanotti?
Non dico che la Finanza debba passare in rassegna tutti i possessori di Mercedes o chi per una volta nella vita vuole togliersi lo sfizio di andare a Cuba o a Bangkok, ma un’occhiatina a come nascono certi redditi (e soprattutto come vengono dichiarati) che permettono il bonus della cocaina o dell’abbonamento aereo, questo sì mi sembra opportuno.
Non mi ricordo quale ministro delle Finanze diede l’ordine, ma ad un certo punto le nostre Fiamme Gialle cominciarono a fare l’inventario dei possessori degli yacht battenti bandiera monegasca o panamense ancorate nei nostri porti: ne uscì fuori un bel campionario di evasori nostrani.
Fra indulti, prescrizioni o leggine ad hoc (a certi livelli c’è sempre un padrino che fa passare un emendamento marchetta) si può anche evitare la galera, ma essere toccati sul portafoglio normalmente dà molto fastidio. Lo sanno bene i mafiosi a cui confiscano i beni, vediamo di estenderlo anche ad altre categorie.
Se certe persone non capiscono i valori morali ma solo quelli economici, vediamo di entrare in sintonia con loro e fargli capire la lezione: cash.
La relatività è sempre esistita, prima che Einstein scrivesse nero su bianco (o bianco sul nero della lavagna?) la sua celebre equazione. Nel mondo che conosciamo non esiste l’assoluto, anche se ci piacerebbe tanto (ti amo per sempre, sconfinato come l’universo), nella pratica esiste il limite, a tutto.
Perfettamente d’accordo sulle prime due affermazioni di principio. Ma l’asino cade sulle proposte: occorrono "forti iniezioni di speranza e di fiducia" che, in termini più tecnici, rispecchia quanto affermato dal rag. Tremonti nell’incontro di ieri sera con le forze sociali ("Nessuna modifica alla Finanziaria").
Primo. Ho sempre sostenuto che il cosidetto allarme sicurezza non è mai esistito ed è stato costruito ad arte dal centrodestra come slogan per raccogliere voti, come è stato. Ho portato cifre ufficiali che dimostravano che trent’anni fa la situazione era ben più drammatica di oggi, basti pensare ai sequestri di persona ed alle rapine in banca quasi scomparse.













