Come vivere felici in tempo di crisi 0
"Le prospettive economiche globali si sono deteriorate negli ultimi mesi – ha affermato Bertuch-Samuels, vice direttore del Fondo monetario internazionale – la fiducia dei consumatori e delle imprese è scesa a livelli mai visti da decenni e l’attività economica è scesa fortemente" (Agr del 25 gennaio, ore 15:34).
In Islanda contro la crisi da ottobre ogni giorno la gente scende in piazza a manifestare, tanto che il governo ha deciso di andare ad elezioni anticipate. In Grecia le piazze si infiammano, come in Bulgaria e nei paesi baltici. "Arriva una nuova rivoluzione per la perdita del benessere?" si chiede Marco Zatterin in una bella analisi.
Da noi, anche se il pessimismo ha coinvolto ormai oltre il 70% degli italiani, non succederà nulla, possiamo dormire sonni tranquilli. Basta guardare come stiamo affrontando la crisi ai livelli alti e bassi.
Nel Palazzo sono tutti preoccupati a trovare un nuovo presidente Rai o a mandare i militari a fare le vasche, ma per la crisi non si agitano più di tanto (e non sono io a dirlo, ma fior fiore di economisti): come al solito, siamo in mano a san Gennaro che vede e provvede.
Da parte nostra si aspetta che passi ‘a nuttata.
Le imprese sperano prima o dopo nelle sovvenzioni statali (è sempre successo, perché non dovrebbe succedere anche ora?), nel frattempo licenziano, anche se non ci sarebbe proprio la necessità se si cercassero soluzioni innovative.
Gli azionisti diversificano: la Fiat non distribuisce dividendi quest’anno? Bene, vendiamo e comperiamo qualcos’altro, così imparano.
I giovani che non trovano o hanno perso il lavoro precario hanno l’ancora di salvezza familiare, da sempre: da bamboccioni per comodo a bamboccioni per forza. Ed ai genitori mammoni – che lo siamo tutti – non pare vero di avere qualcuno per casa.
Le donne nella stessa condizione non-lavorativa in fin dei conti non sembra vero di concedersi un po’ di vacanza fra le mura domestiche: c’è sempre molto da fare a casa, con i figli, con le amiche, in cucina, su Facebook.
Per gli anziani, finché l’Inps continua ad accreditare l’assegno mensile, non cambia molto: basta solo stare attenti a dove mettere i risparmi, senza farsi infinocchiare dall’impiegato di banca che vorrebbe investire in fondi o altre diavolerie finanziarie (Cirio e Parmalat insegnano).
Poi c’è sempre la doppia contabilità, per tutti, liberi professionisti e dipendenti, in egual misura. Commercianti e ristoratori se ne accorgono ogni giorno, se e quando incassano: chi paga con carta di credito o bancomat ha una contabilità in chiaro, quando pagano invece in contanti…
Non è che le cose vadano male, dopotutto. Si tratta di essere un po’ più oculati ed abbandonare certi capricci, come cambiare il telefonino ogni due mesi, aspettare fino all’ultimo momento per il decoder (che anche se si perde il tg2 è solo un bene), comperare in saldi, ovviamente non fare mutui, che la seconda casa può rimanere dov’è.
I più virtuosi o più trendy abbracciano il filone radical chic del chilometro zero: basta boutique gastronomica, solo mercatino rionale o ricerca del produttore fuori porta – a volte molto fuori, alla faccia del risparmio energetico – che garantisce i carciofi naturali o il formaggio genuino.
Come dice Zatterin, "l’anima della rivolta (in Europa, NdA) sono coloro che hanno perso la ricchezza, non quelli che non l’hanno mai avuta"; a noi interessano molto di più le tette di Cristina Del Basso.
Da quanto mi risulta (ma chiunque può smentirmi, fornendo le prove) la nuova amministrazione americana non ha risposto al messaggio di congratulazioni del nostro Presidente del Consiglio, né la signora Clinton ha contattato la Farnesina in un secondo giro di telefonate. Se fosse successo i nostri fedeli tg ne avrebbero dato grande risalto.
Prima di imbiancare le pareti bisogna alleggerire la casa e, visto che non interessa a nessuno, buttiamo il superfluo che occupa solo spazio, genera inquinamento e fa perdere tempo a sistemarlo ogni tanto. Decisione presa: butto via il blog. Peccato perché era bello, graficamente parlando, ma inutile nei contenuti. Ne sono testimonianza le valanghe di commenti ricevuti rispetto ad altri cugini simili.
La materia del contendere è semplice: l’Italia è un paese di vecchi, anche perché non rientro (ancora) in questa categoria.
C’è anche chi, come il ragioniere di Sondrio, pensa come al solito di trovare la soluzione rafanando le carte. Mi aspetto una bella manovra economica a costo zero, semplicemente depennando dal bilancio statale la voce Perdite, e risolvendo così tutti i problemi.














