La storia non si ripete mai, in Italia 0
A proposito di Bettino Craxi leggo qui:
Il 29 aprile 1993, la Camera dei Deputati negò l’autorizzazione a procedere nei suoi confronti provocando l’ira dell’opinione pubblica e facendo gridare allo scandalo numerosi quotidiani. Nella stessa aula, seguono momenti di tensione, con cui i deputati della Lega e del MSI gridarono "ladri" ai colleghi che avevano votato a favore di Craxi. Alcuni ministri del governo Ciampi si dimisero in segno di protesta.
Il 30 aprile in tutt’Italia si svolsero manifestazioni di dissenso: a Roma circa 200 giovani dell’istituto Einstein avevano sostato in piazza Colonna scandendo slogan contro governo e Parlamento; un altro centinaio aveva protestato davanti alla sede del PSI in via del Corso; un terzo gruppo, proveniente dal liceo Mamiani, aveva percorso in corteo il centro storico soffermandosi sempre davanti alla sede del PSI dove però era stato disperso dalle forze dell’ordine. C’era una manifestazione del Movimento Sociale Italiano nella galleria Colonna – che aveva preceduto un incontro stampa del segretario Gianfranco Fini per sottolineare l’impossibilità di tenere in vita questo parlamento – ed un’altra dimostrazione si era tenuta in serata per iniziativa del PDS, la cui segreteria era stata all’uopo sospesa. Diverse migliaia di persone si erano radunate in piazza Navona per ascoltare i discorsi del segretario del PDS Occhetto, Rutelli e Ayala: essi tutti avevano incitato i presenti a protestare contro il voto parlamentare a favore di Craxi. Un piccolo corteo, organizzato dalla Lega Nord, sfilava infine da piazza Colonna al Pantheon. In coincidenza con la fine del comizio tenutosi a Piazza Navona, una folla invase Largo Febo e attese Craxi all’uscita dell’hotel Raphael, l’albergo che da anni era la sua dimora romana.
Quando Craxi uscì dall’albergo, i manifestanti lo bersagliarono con lanci di oggetti, insulti e soprattutto monetine mentre parte dei dimostranti, sventolando banconote da 50 o 100 mila lire, intonavano in coro "Vuoi pure queste? Bettino vuoi pure queste?" sull’aria della canzone "Guantanamera". Con l’aiuto della polizia, Craxi riuscì a salire sull’auto e poi lasciò l’hotel. Quest’episodio, ritrasmesso centinaia di volte dai TG, viene preso come simbolo della fine politica di Craxi. Egli stesso definì quanto aveva subito "una forma di rogo" in una intervista a Giuliano Ferrara trasmessa su Canale 5.
Nel corso dell’anno emersero sempre più prove contro Craxi: con la fine della legislatura e l’abolizione dell’autorizzazione a procedere, per Craxi si fece sempre più vicina la prospettiva di un arresto e il 5 maggio 1994 decise di scappare ad Hammamet in Tunisia.
Ieri il tribunale di Milano ha condannato l’avvocato inglese David Mills a quattro anni e sei mesi per corruzione in atti giudiziari: aveva ricevuto 600mila dollari dal gruppo Fininvest per dire il falso nei processi in cui era coinvolto Silvio Berlusconi. Il premier ha goduto dell’immunità grazie al lodo Alfano.
Il 30 aprile in tutt’Italia si svolsero manifestazioni di dissenso: a Roma circa 200 giovani dell’istituto Einstein avevano sostato in piazza Colonna scandendo slogan contro governo e Parlamento; un altro centinaio aveva protestato davanti alla sede del PSI in via del Corso; un terzo gruppo, proveniente dal liceo Mamiani, aveva percorso in corteo il centro storico soffermandosi sempre davanti alla sede del PSI dove però era stato disperso dalle forze dell’ordine. C’era una manifestazione del Movimento Sociale Italiano nella galleria Colonna – che aveva preceduto un incontro stampa del segretario Gianfranco Fini per sottolineare l’impossibilità di tenere in vita questo parlamento – ed un’altra dimostrazione si era tenuta in serata per iniziativa del PDS, la cui segreteria era stata all’uopo sospesa. Diverse migliaia di persone si erano radunate in piazza Navona per ascoltare i discorsi del segretario del PDS Occhetto, Rutelli e Ayala: essi tutti avevano incitato i presenti a protestare contro il voto parlamentare a favore di Craxi. Un piccolo corteo, organizzato dalla Lega Nord, sfilava infine da piazza Colonna al Pantheon. In coincidenza con la fine del comizio tenutosi a Piazza Navona, una folla invase Largo Febo e attese Craxi all’uscita dell’hotel Raphael, l’albergo che da anni era la sua dimora romana.
Conservare la natura sovente è associata mentalmente a rifiuto di ogni forma di progresso. Esiste un piccolo lembo di terra italiana dove, invece, la forte coscienza ambientalista si è sposata con forme di alta tecnologia, anche in chi non ha in tasca la tessera dei Verdi, ed è l’Alto Adige-Sudtirol.
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