Porco mondo
Prepariamoci. Puntuale come un servizio del tg sulle allergie di primavera è arrivata la pandemia di turno.
(Pandemia, da Wikipedia: epidemia la cui diffusione interessa più aree geografiche del mondo, con un alto numero di casi gravi ed una mortalità elevata. Nella storia si sono verificate numerose pandemie, fra le più recenti si ricordano l’"influenza spagnola", l’"influenza asiatica", l’"influenza di Hong Kong". Ma perché non continuare a chiamarla influenza o epidemia, come si usava fin dal 1400? Risposta: perché fa più figo riempirsi la bocca di termini nuovi, come esondazione al posto di alluvione, tsunami invece che maremoto)
Devo dire che cominciava a mancarci lo scagotto di turno. Passata l’aviaria e la mucca pazza praticamente senza colpo ferire, diventati argomenti vecchi l’ebola e l’Aids, bisognava trovare qualcosa che ci mettesse in allarme, l’emergenza (altro termine che comincia a saper di muffa, perché tutto ormai è emergenza) che ci facesse dubitare della nostra sicurezza.
A tutt’oggi non sono ancora un centinaio i decessi in tutto il mondo per l’influenza suina o messicana, uno sputo – con tutto il rispetto per chi ne è stato vittima – di fronte ai 500 mila casi di morte che ogni anno si registrano per le "normali" influenze stagionali.
Qui prodest? A chi giova tanto allarmismo? Prima di tutto agli operatori mediatici, compreso questo modesto blogger che oggi non avrebbe avuto nient’altro da commentare.
E poi, guarda caso, a chi è chiamato a combattere l’emergenza di turno, e chi?, se non le case farmaceutiche? Si parla di vaccinazioni di massa. Pensiamo solo all’Italia dove un terzo della popolazione (bimbi ed anziani) siano chiamati a sottoporsi a profilassi preventiva: 20 milioni di vaccini ad un guadagno netto di 1 euro – butto lì cifre a caso – sono 20 milioncini di euro da mettere a cassa. Non male.
Io una decisione l’ho già presa, comunque vada: dal mio menu non scompariranno i canederli, gli stinchi, le scaloppine, le braciole e tutto il ben di dio che si ricava dal porco. E chi non li vuole, peste lo colga.















hai ragione, chef. che peste lo colga.
mi piacerebbe anche leggere un tuo pensiero su quelli di
striscia che si divertono a sputtanare un grande come Bottura.
Puo’ piacere o meno, ma un lavoro cosi’ grande andrebbe rispettato. In spagna sono insorti in 800 a difesa di Adria’,
forse dovremmo fare qualche cosa anche noi.
Giusto! ..e come ha detto anche S.B. ci sta che tra poco la rosticciana scenda a un euro al chilo! ;)
Leggendo il commento di armarobi su quelli di Striscia, Adrià, cucina molecolare e additivi chimici… in effetti anche io vorrei sapere come la pensi.
Io, da ignorante e da utente pura, posso solo dire che andare a mangiare da un grande chef e pagare anche un grande conto e poi sapere che colui fa uso di sostanze chimiche che altri Stati (es. Australia) hanno messo al bando, non mi farebbe granché piacere…
Illuminami :)
Gallinavecchia, aspettiamo che lo chef faccia un post su questo
e poi ti spiego come quelli di striscia abbiano detto una fila di
cazzate. Il perche’, a parte la ricerca di ‘sguub’ alla biscardi,
non mi viene proprio.
Ho pronto il post per domani. Il perché è sempre il solito: creare paura, in modo da giustificare… il resto lo conoscete già.