Il paese delle mille e una notte
Dell’ultimo post di Gi Fiordisale mi ha colpito questa frase : "Nei paesi esteri, per molto meno, la gente lascia immediatamente la ogni carica pubblica. Forse che loro hanno una logica meno perversa della nostra e quindi se un pincopallo si rende indegno come capo di famiglia certamente non può ambire a dimostrarsi affidabile come capo dello stato?" Il discorso ovviamente si riferisce all’affaire Veronica-Silvio.
Gi non si riferisce al fatto che se uno/una divorzia non è più affidabile come padre/madre, quanto ai retroscena della querelle (malattia? malattia senile? psicopatologia? pedofilia?). Questi sì che, fosse stato capo dello Stato, sarebbero stati motivi sufficienti per chiedere l’impeachement, processo che non è previsto per il capo del governo, forse perché i nostri padri costituenti pensavano che il Parlamento avesse comunque gli anticorpi per provvedere in merito. Purtroppo quegli stessi padri non hanno previsto che un giorno le nostre assise sarebbero state piene "di gentaglia", come afferma Gi, talmente ammorbata dal padre-padrone da chiudere occhi, orecchie, naso, cervello e coscienza.
Negli Stati Uniti, ma anche nel Regno Unito ed anche in Germania o Austria, ai rappresentanti del popolo contano anche i peli del fondoschiena: se anche uno solo è fuori posto non rimane che ritirare la candidatura o tornare a casa, se già eletti.
In altri paesi civili basta molto meno di un rapporto con una prostituta (!) o una stagista. Federico ci racconta di quanto è successo in Svezia: lì è bastata una lieve evasione fiscale per costringere alle dimissioni due ministre.
Ma parliamo di paesi civili, non dell’Italia.
A casa nostra – e qui sbaglia Federico, secondo me – l’assuefazione al malaffare è talmente radicata nelle menti e nelle coscienze di certa gente (o gentaglia?) che non mi aspetto una Waterloo, al limite posso sperarla, ma non ci credo, ormai.
Dopo quindici anni di speranze e di false illusioni, anche la Chiesa sembra rendersi conto di che razza di gente (gentaglia?) ci governa. Ai tempi in cui si stava peggio, o meglio?, una simile presa di posizione avrebbe causato perlomeno una crisi di governo, se non addirittura lo scioglimento delle Camere. Domani anche le parole dei nostri porporati saranno già dimenticate in nome della sicurezza della razza.
Tutto questo porterà a qualche spostamento di voti alle prossime Europee? Ma figuriamoci.

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Je passe te faire un coucou made in France et passe une bonne semaine…
Aussi à toi, merci.
Ti ringrazio tanto per il link, e ne approfitto per chiarire il titolo del mio post: sono pienamente d’accordo con te quando dici che “l’assuefazione al malaffare” è tremendamente difficile da estirpare dal dna italiano, e – in quel senso – neanch’io mi aspetto una “Waterloo” a breve termine, nonostante ovviamente ci speri.
Io credo, molto più banalmente, che la fine di Berlusconi “Napoleone” – indipendentemente dalle ragioni anagrafiche – possa partire da queste beghe non strettamente politiche (anche perché sul piano politico non esiste una opposizione vera). Anche se, c’è da dirlo, nemmeno la Waterloo di Berlusconi sarà in grado di risanare la situazione italiana: io spero solo in un leggero miglioramento, come punto di (ri)partenza.
A meno che non abbia ragione il Direttore nella sua visione kierkegaardiana:
http://zucconi.blogautore.repubblica.it/2009/05/11/piu-palle-per-tutti/