Quattro gatti ed un papa afono
Temporale estivo sul TG3 per le parole del vaticanista Roberto Balducci che ha illustrato le vacanze di papa Ratzinger dicendo che "con lui ci saranno due gatti. Gli strapperanno un sorriso, almeno quanto i proverbiali quattro gatti (forse un po’ di più) che hanno ancora il coraggio e la pazienza di ascoltare le sue parole".
In mancanza di una interpretazione autentica, mi azzardo a pensare che Balducci si riferisse con malizia a tutti quei sedicenti cattolici che razzolano male e predicano bene, infischiandosene delle parole del Sommo Pontefice. Un nome a caso? Beh, lascio alla fervida immaginazione di ognuno. Quelli che invece ascoltano la Parola e la praticano son ormai quattro gatti, appunto.
Dati ufficiosi indicano che i praticanti cattolici non superano il 25% degli italiani, ma fonti del clero cattolico affermano che solo una persona su dieci frequenta la messa domenicale, con un leggero incremento al sud. Ed è di poco più di un mese fa l’allarme dell’episcopato sul calo delle confessioni.
Dopo quasi trent’anni di pontificato di Giovanni Paolo II questo è il risultato: i cattolici italiani – ma non solo loro – si allontanano sempre di più dalla pratica religiosa che, per un credente, è fondamentale per mantenere il contatto con Dio e la comunità dei fedeli. Altro che santo subito.
Qualcosa non torna.
Non ho dati in proposito, ma – a quel che ricordo – nei turbolenti anni ’60 e ’70, nonostante la contestazione imperante anche dentro la chiesa, il dibattito vivace sul cattolicesimo portava una maggiore affluenza ai sacramenti, dalla messa alla confessione, senza parlare del matrimonio, oggi in forte declino a favore del rito civile.
Il fondamentalismo cattolico attuale ha i connotati della grande fabbrica di denaro e di consensi politici, ma con poca fede e ancor meno professione di fede. I milanesi, per fare un esempio, sanno bene perchè il governatore della Lombardia Formigoni preferisce la poltrona di Milano a quella romana: da sotto il mantello della Madunina può gestire ed amministrare le varie "opere di bene" cattoliche di Comunione e Liberazione, dell’Opus Dei e simili, grandi serbatoi di voti in cambio di posti di lavoro controllato. Ovviamente la Comunione non c’entra niente.
Il paradosso è che chi parla di necessità di una moralità pubblica e privata sono proprio i non cattolici dichiarati. I difensori della fede preferiscono le tette ed i culi televisivi, la violenza martellante dei serial americani, salvo poi scandalizzarsi della criminalità familiare e chiedere la castrazione chimica o la pena di morte (ci arriveremo anche a quella, con buona pace dei difensori della vita).
Se dalla Chiesa arrivasse più frequentemente e più esplicitamente qualche condanna per i comportamenti dissoluti degli italiani (a cominciare da chi li guida), per l’immoralità dilagante in tutti i settori (politica, finanza ed economia per prime), per le palesi ingiustizie che colpiscono i più deboli, forse qualche anima in più entrerebbe nelle chiese deserte.
Il fondamentalismo dei teocon non premia, neanche in termini numerici. Sarebbe ora che ci pensasse anche Sua Santità, prima che sia troppo tardi per tutto e per tutti.
Update: come volevasi dimostrare.















pepato sto post…maestro rassegnati e fattene una ragione…ma non sei triste non senti dolore….bondi si sta separando dalla moglie …il predicatore di morale…