Ovviamente siamo tutti evasori
Toccato sul vivo non posso tacere: "Redditi dichiarati nel 2008: ristoratori come i pensionati" – "Ristoratori come pensionati dichiarano al fisco la stessa cifra" – "Redditi, ristoratori come pensionati Dichiarano al fisco 13mila euro". Tre titoli – rispettivamente del Corriere, di Repubblica e della Stampa, ripresi pari pari anche da radio e tv – che spiegano con sufficiente chiarezza come i giornalisti scrivono una notizia e cosa sottintendono: i ristoratori italiani sono tutti evasori.
Intanto sarebbe bello sapere quanto guadagna un giornalista italiano, uno a caso, non dico un direttore ma un redattore ordinario, ma questo non si riesce a sapere. Poi, questi signori dovrebbero fare un po’ il giro dei locali non per farsi emettere una ricevuta da rimborsare dall’editore "a pie’ di lista", ma per capire come stanno effettivamente le cose. Ma questa è un’altra storia, da non divulgare.
Come dicono bene tutte le statistiche, la stragrande maggioranza dei ristoranti sono a gestione familiare, marito, moglie e spesso uno o più figli, tutti in società; e come sanno bene anche gli studenti del terzo anno di ragioneria, il reddito prodotto da una snc o da una sas viene diviso tra i soci in mirura proporzionale alla loro quota. Ne consegue che il Ristorante Marechiaro, di proprietà di Tonino Abbasciale e gestito assieme alla moglie Filomena e al figlio Nunzio, dà un reddito di 40 mila euro all’anno che, diviso per le quote – poniamo – paritarie, impegna ognuno dei tre per 13 mila euro e rotti verso il fisco. Dov’è lo scandalo?
Ma ho fatto l’esempio di un’attività "normale", o che tale dovrebbe essere. Poniamo invece, come è in un’altra stragrande maggioranza di casi (chiedere alle banche se è vero), che i signori Abbasciale siano impegnati con le banche per pagare il mutuo o lavorino con il fido bancario. In entrambi i casi gli interessi vengono scalati dalla denuncia, ed il reddito si abbassa di diritto e di fatto.
I signori giornalisti, poi – così sensibili su questo argomento, ma sordi e ciechi sulla moralità dell’apparato che ci governa – dovrebbero chiedere prima di tutto a se stessi come mai, visto che i ristoranti guadagnano così tanto (in nero), è così alta la moria di locali.
Anche questo è un dato inconfutabile: sono più ormai le attività che chiudono che quelle nuove che aprono. Un motivo ci sarà, perbacco. Non tutti chiudono per raggiunti limiti di età senza eredi che vogliano continuare, anche fra gli stellati. Chiedetevelo.
Personalmente non conosco colleghi che girano in Ferrarino o hanno la barca a Montecarlo o i conti a Lugano, come molti poveri industrialotti della Brianza o del Trevigiano. Mi risulta, invece, che moltissimi si fanno un mazzo così per migliorare la propria attività, per migliorare il servizio e la qualità, reinvestendo tutti gli utili (se ci sono, ed anche di più) nel proprio lavoro.
Se ci sono degli evasori tra i ristoratori, e non metto in dubbio che qualcuno ci sia, basta tirare fuori i nomi e non sparare a casaccio sul mucchio. O sbaglio?















no, non ti sbagli, tre anni fa mio fratello ha chiuso dopo quasi trent’anni di attività (era una semplice trattoria, e a mio avviso era anche onesto oltre che capace a fare il suo mestiere) con una consistente eredità di debiti regalatagli dagli studi di settore, ed ora con quasi 60 anni si ritrova a dover andare a fare “stagioni” in giro per l’italia.
Per quel che riguarda i giornalisti, se mai ci fosse ancora bisogno di commentare il servilismo e l’ignoranza della categoria, sarebbe bello che oltre a non sparare nel mucchio, indagassero anche un po’sulla professionialità e sui redditi degli agriturismi, che il blocchetto delle ricevute fiscali non so neppure se lo devono avere, e soprattutto se lo devono avere lo usano proprio poco, (almeno per esperienza personale, il conto lo presentano sempre su un foglio di carta…) Tutto questo ovviamente con le debite eccezioni che temo purtroppo siano una minoranza (sia per quanto riguarda i giornalisti sia per quanto riguarda i coltivatori di insalata…)buona giornata
marina
maestro le statitische sono generaizzate se ne esce una notizia su questa realta ristorativa ci credo…sa io non sono nato sulla luna… tu sarai un buon cittadino molti altri ristoratori ci marciano…dai si sa come evadere…come si sa che gli unici a pagare le tasse e sono certe sono i dipendenti a reddito fisso su via non la mettere come tema personale
non mi quereli per questo che ho detto
la scongiuro ;))
Eh, no, Maurice. Qui non ti posso dar ragione.
Ovviamente non si puo’ fare di tutta l’erba un fascio, e quindi io sto attento a non puntare il dito contro i ristoratori in generale, perche’ cosi’ facendo lo punterei anche contro quelli onesti come te.
Pero’ ti diro’, nella mia zona, ma anche in molte altre zone in Italia, ogni santa volta che vado al ristorante, o magari anche soltanto a prendere un caffe’ al bar o un gelato in gelateria, mi tocca chiedere esplicitamente lo scontrino fiscale.
Ovviamente questo discorso si applica a tutti i liberi professionisti, che’ i lavoratori dipendenti come me non potrebbero evadere nemmeno se lo volessero.
Marina, grazie del contributo.
Il buon Visentini, di santa memoria, introdusse le ricevute fiscali a chi per primi? ai pubblici esercizi, perché sono i più facili e i più comodi da controllare. Questo la dice lunga.
Se vogliamo parlare dei dipendenti – di cui anch’io faccio parte – è vero che tutto è in busta paga e le tasse sono detratte all’origine, ma gli “extra” vari chi li controlla? e vengono regolarmente denunciati? Qualche esempio:
- la donna che pulisce le scale o va a stirare
- l’imbianchino, l’elettricista o l’idraulico che lo fanno come secondo lavoro
- la studentessa che fa qualche ora in pizzeria
ed avanti così.
Anch’io posso fare i nomi degli evasori (uno per tutti: il bar sulla piazzetta di Porto Rotondo che non aveva neppure il registratore di cassa), ed allora facciamoli. Gli onesti non si scandalizzeranno.
maurice sei scivolato su una buccia di banana…non fare terrorismo su qualche anima che va arrotondare i stipendi di fame…non cambia il discorso che è il dipendente a reddito fisso che paga le tasse e nessuno lo ammette quelle povere anime che vanno ad arrotondare non sono imprenditori o propitari di ristoranti che evadono migliaia di euro e fannoi i disgraziati in barca in costa smeralda…vuoi mettere la stiratrice che si becca quei 10 euro l’ora per campare…e comunque chi li fa lavorare ha la colpa di non metterli in regola perchè non gli conviene il cane che si morde la coda c’è una via vicino casa mia dove i polacchi si mettono in fila come le prostitute ad aspettare i padroncini che in mercedes li prendono a nero e a cottimo approfittando delle loro miserie gli promettono un to l’ora poi li ricattano e gle ne danno la metà…non scherziamo gli evasori veri sono altri no la poveraccia che ti va a pulire il ristorante per due ore per dar dar da mangiare ai figli…cazzo non scherziamo su ste cose
cordialmente pacatamente e con rispetto saluto
Io sono stufo di essere trattato da ladro, scusate, mentre gli altri sono tutti buoni ed onesti. Io non ci sto.
Ognuno si faccia un esame di coscienza, e poi ne riparliamo.
non la prendere come una cosa personale i giornali e le informazioni hanno solo dichiarato che alcuni ristoratori dichiarano meno di un pensionato…maestro vanno eliminati e denunciati perchè per alcuni di loro molti altri onesti ristoratori ci rimettono la faccia..
indefesso fustigatore dei costumi con gli altri, ma quando toccano il tuo orticello…
Maurice.
Io non ho mai evaso volontariamente le tasse. Mai. Una sola volta mi sono visto costretto a farlo, e la cosa mi rimorde la coscienza. Mi sono visto costretto da un ricatto di un altro che, con la mia evasione, avrebbe evaso anche lui. Quella volta ho fatto di tutto per non evadere, ma mi e’ stato impossibile.
Ma se escludiamo quel caso, io non ho mai evaso le tasse. MAI. Cioe’, non e’ che dico raramente. Dico MAI.
Eppure, quotidianamente… non dico qualche volta, dico QUOTIDIANAMENTE mi capita di fare acquisti nei pubblici esercizi e di dover richiedere esplicitamente la ricevuta fiscale, che se non la richiedo non mi viene data e quando la richiedo, spesso reticentemente, mi viene data solo dietro insistenza.
A volte mi fregano e la loro gravissima evasione fiscale la noto solo quando e’ troppo tardi. L’ultimo caso e’ stato quando sono andato al cinema. Ho acquistato il biglietto, ho visto lo spettacolo e sono tornato. Solo dopo, guardando distrattamente il biglietto mi sono accorto che c’era scritto “biglietto omaggio” invece che il prezzo.
Non prenderla come una critica personale ne’, ma la maggior parte degli episodi che mi capitano riguardano il settore della ristorazione, ma semplicemente perche’ e’ il settore con cui piu’ spesso ho a che fare.
Il punto pero’ non e’ che i lavoratori dipendenti sono onesti e quelli autonomi no. Il punto e’ che mi pare che tutte le categorie sono moralmente accusabili. Conosco decine di colleghi (quindi lavoratori dipendenti) che non evadono semplicemente perche’ non possono farlo. Questo non li rende affatto onesti.
E la cosa mi fa incazzare e tanto. Per due ragioni:
1) se tutti pagassero e’ evidente che ognuno pagherebbe un po’ di meno
2) quando dico e sostengo che io pago tutto ma proprio tutto, mi viene dato dello stupido.
Cioe’ praticamente tu, signor A., hai la moglie all’ospedale, ti lamenti che il servizio ospedaliero non funziona a dovere, ti lamenti perche’ le tasse sono alte, evadi le tasse e mi dai pure dello stupido, io che abbasso la schiena, pago le mie tasse per finanziare il servizio pubblico ospedaliero che tua moglie sfrutta indebitamente? Ecco, questo mi fa incazzare.
Comunque, mi hai dato una buona idea. Da oggi in poi, mi faccio la nota di tutti quelli che fingono di dimenticarsi di farmi lo scontrino fiscale e mettero’ periodicamente l’elenco sul mio blog. Che sono stufo.
Sai, un’altra cosa mi sono spesso chiesto. Ma com’e’ che si fa invece a denunciare immediatamente la cosa? Cioe’, uno non mi sgancia lo scontrino fiscale, c’e’ un numero della finanza che posso chiamare per denunciare la cosa immediatamente?
C’è il sito della Guardia di Finanza (http://www.gdf.it/Servizi/info1769507703.html)dove c’è la possibilità di denunciare le frodi informatiche: l’ho provato e funziona, o almeno ti rispondono.
Per altre denunce ho qualche riserva personale: una volta ho denunciato alla Procura della Repubblica una sicura evasione fiscale di Rete 4, sì, quella di Mediaset (ho firmato la liberatoria, ma non ho mai ricevuto il compenso pattuito) ma non è mai successo niente. A proposito di evasione fiscale!
…caro Chef
vedo che te la sei presa a male, non c’è dubbio. Come non c’e dubbio che la Categoria e le Categorie non pagano il dovuto. Tu sarai anche onesto, ma gli altri non so. La GF la scorsa settimana ha scandagliato tutto li litorale da Chioggia (città dei tuoi avi) fino a Bibione mettendoci dentro anche Venezia e Mestre.Alla fine ne è risultato che la mancata emissione dello scontrino fiscale era di UNO su DUE! più alcune denunce per “detenzione” di lavoratori in nero. E questo è solo un piccolo scorcio del panorama.Poi resta sempre il problema che 5 Regioni del Sud sono in mano alla Criminalità Organizzata e che come tali sottraggono milardi di Euro all’Erario….ma questa è un’altra storia.
Concludendo tutti gridano al fuoco, ma nel contempo si guardano bene dal doverlo spegnere.
E’ vero che non si deve generalizzare, ma secondo me non sbagli.
E visto che domani sera andremo a cena fuori (pulcina assente, anniversario da festeggiare) starò bene attenta che ci facciano la ricevuta! ;)
Maurizio caro, tenti una difesa difficile della categoria,
perche’ a fronte di un 30 40% di onesti tutto il resto
cerca scorciatoie a vario titolo. La pressione fiscale e’
cosi alta perche’ in Italia un buon 8/10% del pil(!!!) sfugge
ad ogni controllo, e questo per volonta’ politica, dal caf in
avanti. La percezione popolare, alimentata anche dai media
pressapochisti, e’ quella che chi lavora in proprio fa’ un po’ quello che vuole (questa cosa spacca la societa’ civile)
mentre chi ha reddito fisso non ha lo spazio di un millimetro per muoversi. E fa niente se le rendite finanziarie non sono
tassate, se si fa un bello scudo fiscale assolutamente anonimo e non perseguibile al 5% e porcherie varie. Se non fai la ricevuta, ti bastonano (moralmente neh). Il patto civile pensato dai padri della costituzione (ognuno deve
contribuire in base alle proprie capacita’) e’ ormai rotto
e non basteranno tre generazioni per ricostruirlo.
Un abbraccio fraterno da lontano..
Ma guarda te se mi tocca prendere le difese di chi evade !
Io non credo che tutti i piccoli artigiani o imprenditori nascano con il gene dell’evasione fiscale. Credo invece che dobbiamo dividere il mondo in due parti: evasione ed elusione. Alla prima categoria debbono ricorrere i piccoli, alla seconda possono accedere i grandi. La differenza è che la prima è un reato la seconda no. Ma il fatto è che entrambi i comportamenti mirano a ridurre quella che in Italia è l’insopportabile pressione fiscale. Un piccolo imprenditore, sia esso un ristoratore, un barbiere o un commerciante, è costretto a fare i conti con la peggiore pressione fiscale che un paese civile possa immaginare.
facciamo un gioco: immaginiamo un’impresa che abbia ricavi per 100, un costo delle materie prime e dei servizi per 50 un costo del lavoro di 30, ammortamenti per 5 e oneri finanziari per 10. Ne consegue un reddito operativo prima delle tasse di 5. Non crediate che le proporzioni siano molto diverse. Bene su questo 5 l’imprenditore paga il 26,5% di IRES. E fin qui siamo nel mondo civile. Poi interviene L’Irap, in una misura che varia dal 4% al 5%, ma su un imponibile che considera non deducibili fiscalmente il costo del personale, gli ammortamenti, e gli oneri finanziari.
Nel nostro caso l’imponibile sarebbe 50 a cui si applica il 5%, per un imposta netta di 2,5 la quale sommata all’IRES (che risulta quindi non deducibile altro sofisma assurdo) porta le imposte da pagare ad un totale di 3,825 per un peso fiscale, sui 5 di reddito, del 76,5%.
Ora è chiaro che il nostro modellino, è solo un modellino. Ma Attenzione per riuscire ad avere solo (!) il 40% di pressione fiscale si dovrebbe contenere il costo del lavoro al 20% e gli oneri finanziari al 5%. Vi garantisco che non è cosa facile.
Di fronte a tale situazione cosa ci si può aspettare
Nel momento in cui sia apre una partita iva tra i costi vengono subito annoverati il 50% di imposte, senza contare le tasse locali per rifiuti, occupazione di suolo pubblico, ASL, pubblicità ecc.
Il problema è che la nostra pressione fiscale serve a finanziare una struttura di costi che lo stato ha in pancia che sono assolutamente inutili. Se non ristrutturiamo lo stato, non possiamo sperare in niente di diverso. Purtroppo è un gatto, o un cane, che si morde la coda.
Fermo restando che poi da onesti cittadini, nel momento in cui ci troviamo a fare un investimento importante: una ristrutturazione, un acquisto di un divano o altro che intacchi le nostre finanze in maniera sostanziale, la prospettiva di un risparmio del 20% di Iva è alettante come un gelato per un bimbo.
Saluti
P.S. Ah l’IRAP l’ha inventata quel genio di VISCO … e nel modellizzarla si è prima accertato che l’impatto sulle grandi imprese fosse minimo.
Balle, balle, balle.
Le tasse sono alte per i poveri imprenditori? Poverini!
E allora che cacchio fanno a fare gli imprenditori?
Seriamente. Io vado dal concessionario e vedo che la ferrari costa 500mila euro (?) allora che faccio? Io comincio a pagarla un po’ meno… diciamo, quello che mi pare giusto…. facciamo 100mila? E poi me la porto via. E se il concessionario mi dice qualcosa gli dico… Dai, non vedi che 500mila euro sono troppi?
Io invece mi sono comprato una Hyundai Tucson che costa “solo” 20mila euro (la 4×4 piu’ economica compatibile con il Gpl). Che fesso che sono! con 20mila euro avrei potuto comprare un suv Lexus ibrido che costa il triplo. Gia’, perche’ non portarmi a casa la Lexus di 60mila euro a 20mila? Sono davvero stupido a non capire le esigenze di quei poverini che devono (non dico che sia un capriccio ne’, il loro e’ un dovere nei confronti del mercato eccetera eccetera) comprarsi una ferrari.
Questo per dire come la penso degli imprenditori, quelli che assumono forza lavoro.
Detto questo chi dice che la pressione fiscale in italia sia troppo alta? Nei paesi nordici (svezia e danimarca, ad esempio) la pressione fiscale e’ peggiore della nostra. E tutti pagano. E, anzi, tutti sono contenti di pagare per dare il loro contributo al funzionamento di uno stato che funziona.
“Ma il loro stato, a differenza del nostro, funziona” si potrebbe ribattere. Certo. Tanto per cominciare il loro stato puo’ fare affidamento su sicure entrate derivanti dalle tasse, visto che da loro non evadono. Ne’ gli imprenditori ne’ i ristoratori ne’ i liberi professionisti (oltre che, ovviamente, non evadere nemmeno i lavoratori dipendenti.
“Certo, loro sono ricchi e se lo possono permettere”
Cazzate!
E il divano con il 20% di sconto perche’ il divanista non mi fa pagare l’IVA?
Allora, vediamo come funziona, spiegamelo tu.
Il divanista mette fuori il prezzo del divano a 100euro (giusto per fare una cifra tonda). Perche’? Perche’ 80 e’ il costo del divano e 20 e’ il costo dell’IVA. Tu dici che il 20% di iva e’ troppo per il divanista? E allora il divanista non lo paga, guadagnandoci (illecitamente) secodno te 20 euro. Pero’ poi mi fa lo sconto di 20 euro perche’ non emette la fattura? E allora lui si intasca 80 euro, cioe’ esattamente quello che si sarebbe intascato se avesse venduto regolarmente il suo divano a 100 euro.
Praticamente quel che dici e’ che i venditori di divani sono una specie di societa’ umanista di solidarieta’ verso il povero consumatore.
Ora, i tecnicismi e le varie sigle delle tasse le trascurerei, perche’ su questo sei certamente piu’ bravo di me, ma il succo e’ uno solo.
Ci sono delle regole. Le regole vanno rispettate.
Ora io capisco anche che ci siano dei casi umani che finiscono nelle maglie un po’ miopi delle regole, e che per sopravvivere devono eluderle. Non condivido questa posizione, ma capisco che puo’ esserci.
Ma teorizzare il non rispetto delle regole perche’ le regole sono sfavorevoli mi pare davvero una ipocrisia bella e buona.
Insomma, se io gioco a Monopoli e voglio a tutti costi mettere l’albergo su parco della Vittoria senza prima costruire e demolire quattro case, e lo voglio pure pagare come l’albergo di vicolo stretto… mi sa che nessuno vuole giocare con me. Perche’ diavolo in Italia invece queste cose sono accettate?
Saranno anche balle @Dario, ma è la realtà dei fatti e la storia della caccia agli evasori è solo una chiacchiera da telegiornale per tenere buoni i tassati alla fonte come me e te. Vai a vedere quanto incassa lo stato dell’evasione accertata.
L’esempio della Ferrari non calza, e nel nord Europa l’imposizione fiscale complessiva è più alta si, ma non credere che lo sia poi così tanto. Le imposte dirette lo sono, ma tutte le indirette italiane se le sognano lassù, e poi sinceramente se avessi i servizi della Danimarca sarei disposto anche a pagare di più.
Non giustifico gli evasori e onestamente mi fanno incazzare. Volevo solo far capire che se qualcuno è costretto a pagare quello che repta ingiusto tenta di non farlo. E sono convinto che una semplificazione e una pressione minore aiuterebbe ma il dilemma rimane: “Pagare meno per pagare tutti”? o “Pagare tutti per pagare meno”?
Saluti
P.S. stai tranquillo che chi si può permettere una Ferrari l’acquista attraverso una società che poi scarica l’Iva …
Amico finanziario.
Credo che l’esempio della ferrari non calzi perche’ non l’hai capito. Probabilmente sono io che non l’ho spiegato a sufficienza. Ma lasciamo stare.
Non ho capito io, invece, che differenza c’e’ tra “pagare meno per pagare tutti” o “pagare tutti per pagare meno”. Vuoi auspicare un sistema in cui il singolo autoregolamenti le tasse che devono essere imposte agli altri singoli appartenenti alla stessa societa? (cioe’: decido singolarmente di pagare meno e in un modello cooperativo pretendo che gli altri paghino altrettanto meno?). Fantascienza.
Pagare tutti per pagare meno e’ quel che dovrebbe invece succedere: se tutti paghiamo, ognuno paga un pochino di meno, a parita’ di soldi raccolti. Guarda. Quando ero teenager uscivamo in compagnia. Siccome le donne scarseggiavano, noi maschietti solevamo fare una colletta per il sabato sera, sponsorizzando anche le donne. Ma e’ durata poco, perche’ anche i soldi scarseggiavano. Allora abbiamo deciso che se le donne volevano divertirsi dovevano pagare la propria quota. Non avendo alternativa le donne accettarono. Indovina? Noi maschietti abbiamo cominciato a spendere la meta’ per i nostri divertimenti al sabato sera. E le donne continuavano a uscire con noi. Capita la parabola?
Sono d’accordo che e’ il sistema italia da rivedere. Ma questo non c’entra una beata fava con la tendenza tipicamente italiana all’evasione fiscale. Credo (ma non ci giurerei!) che e’ una questione di rispetto della cosa pubblica. Cosi’ come si butta la cicca di sigaretta in piazza, si piscia sulla statua di garibaldi e si forza la ZTL dei centri storici, e non si ha il minimo riguardo a fare poco rumore di notte. Cose che nei paesi nordici non avvengono. Non perche’ la polizia controlla che non avvengano, ne’ perche’ le statue di garibaldi, le piazze, le ZTL dei centri storici siano piu’ belli, ma perche’ c’e’ piu’ senso civico. Che non e’ una questione genetica, ma culturale – il che, poi, ai fini pratici, ha le stesse conseguenze.
Ora poi tu mi dici che i servizi fanno schifo? Che significa, ritieni che sia una questione genetica o culturale italiana per cui i medici degli ospedali siano peggiori in Italia? Oppure che le intemperie del mediterraneo sgretolino piu’ velocemente gli edifici piuttosto che nel nord europa? Oppure… chesso’… non c’e’ una buona carta per fare i libri di testo per le scuole? Oppure non pensi, come me, che se i servizi non funzionano bene e’ perche’ non sono adeguatamente finanziati?
Che’, se pensi anche tu che bisogni finanziarli meglio con lo scopo di farli funzionare meglio, allora mi pare che i casi sono tre:
1) lo stato deve gestire meglio i soldi che raccoglie
2) chi paga le tasse deve pagarne di piu’
3) chi evade le tasse deve smettere di evaderle.
Ora, sul punto 1 nessuno discute. Direi che la discussione sia tra la 2 e la 3. Io direi che, visto che come te ritengo che il peso fiscale che mi devo portare sulle spalle non sia affatto trascurabile, e visto che mi ritrovo in un sistema che si suppone solidale (o forse sono solo io a vederlo cosi’?), sceglierei l’opzione 3. Certo, potrei anche io fare il furbo. Visto che il peso fiscale mi pesa troppo sulle spalle, potrei alleggerirmelo da me (pagare meno per pagare tutti), evadendo, almeno un po’. E gli altri? Cazzi loro!
Ah, ora ammetti che nei paesi nordici “in un certo senso” l’imposizione fiscale sia piu’ pesante (anche se dici che in un altro senso non lo sia). Be’, questa precisazione mi pare fondamentale e quindi probabilmente sarebbe stato onesto da parte tua dirlo prima che io te lo facessi notare, visto che l’espertone in materia sei tu.
Detto questo, udite udite, senza andare nei paesi nordici, anche in francia l’imposizione fiscale e’ piu’ pesante. E il tasso di evasione e’ piu’ basso. Oh oh. Come mai?
In ogni caso tengo a precisare che non sto prendendo le parti del fisco italiano dicendo che le tasse non siano sufficientemente alte. Anzi.
Credo che pero’ il problema sia da confrontarsi con il costo della vita. Se uno guadagna cento e viene tassato cinquanta vive bene se con cinquanta compra tutto quello che gli serve per vivere bene. Se uno invece guadagna cento e viene tassato solo cinque, vive male se con novantacinque non compra nemmeno quanto basta per sopravvivere.
In questo senso credo che qui in Italia siamo messi piuttosto male. Ma ritengo che questo problema sia da imputare a:
1) il costo della vita e’ troppo alto rispetto al reddito medio (dove per reddito medio intendo il reddito della persona media, e non la media del reddito delle persone, cosa ben diversa)
2) il reddito medio e’ troppo basso rispetto al costo della vita (cioe’, in soldoni, per un lavoratore dipendente, gli stipendi sono troppo bassi: in California il mio stipendio lordo sarebbe otto-dieci volte piu’ alto del mio attuale, mentre il costo della vita sarebbe paragonabile).
Pero’ mi pare che entrambi questi punti non abbiano niente a che fare con la pesantezza dell’imposizione fiscale.
O no?
Maurice, sul mio blog c’e’ qualcosa che si ricollega con l’argomento di questo post.
posso affermare che i direttori di giornali hanno contratti che superano di gran lunga i centomila euro annuali, venne publicato lo scorso anno da Italia Oggi, quando visco mise on line il reddito degli italiani
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