La strategia dei colpi di sole
Può peccare di partigianeria il sondaggio di Repubblica sulle sparate estive della Lega, ma i dati forniti da Ipr Marketing su un sondaggio a caldo sugli stessi temi evidenzia come gli italiani siano ben distanti dalle tesi antipatriottiche di Bossi & C. Anzi, pare proprio che se continueranno in quella direzione gli ululati leghisti siano destinati a ritorcersi contro.
Ier l’altro, leggendo il blog di Ilvo Diamanti, pensavo alla secessione del Nord dall’Italia, ipotesi inverosimile ma possibile in un paese ormai alla deriva, senza fari di riferimento, dove i punti fermi sono stati sistematicamente abbattuti da un uomo-sistema per i suoi interessi e piaceri personali.
Tutto è possibile se il sogno delle giovinette non è diventare un’astronauta o una scrittrice di fama, una ricercatrice da Nobel o una top manager, ma una starlette stesa sul letto di Putin o – male che vada – almeno una comparsa del Grande Fratello, con il beneplacito delle rispettive mamme cattoliche.
Che faremo noi dell’estremo nord senza fazzoletto talebano al collo, in caso di secessione?
Dopo secoli di dominio per terra e per mare, la Serenissima che mi ha dato i natali aveva issato sul ponte la bandiera bianca, arrendendosi alle truppe del kaiser austro-ungarico. E non più di un secolo fa la terra che mi ha adottato era parte integrante del grande impero di Franz Josef. Quindi, nel malaugurato caso di uno smembramento leghista dello Stato, perché non chiedere l’annessione a quella terra che già fu la nostra patria? Provocazione per provocazione.
Non credo ai colpi di sole ferragostani sulle truppe di Pontida. Credo invece al fumo dei lacrimogeni per offuscare la vista.
La messinscena delle ultime settimane, concordata e ratificata dal grande amico Silvio, non ha lo scopo di mettere in discussione le basi della nostra identità nazionale, quanto distrarre il popolo bue dai veri problemi quotidiani.
Sai quanto me ne può fregare del dialetto nelle scuole quando il sistema Italia (o Padania) funziona come la Malpensa? Questa gente non ha né le idee né la voglia di migliorare il paese.
In un momento di assonnamento ho detto sì allo sfruttato del call center per la trasformazione del contratto telefonico, ma poi ci ho ripensato. Telecom che fa? Mi taglia inopinatamente la linea e chissà quando me la ridarà.
Alla vigilia di ferragosto mi si rompe la lavatrice: devo andare alla fontana per lavare i panni perché l’assistenza è in ferie ed aspettare settembre perché riapra.
Sissignori, questo è il sistema Italia, dove le piccole cose che non funzionano creano grandi disagi.
Questo vuole la gente, non pagliacciate o promesse a vanvera. Governare, dirigere la barca, non sparare ai gabbiani perché mangiano i rifiuti buttati a mare. Ma questo non porta consenso e denaro nelle casse del partito.















L’Unità d’Italia storicamente è stata ottenuta annettendo il Regno delle due Sicilie con un’operazione militare appoggiata internamente da forze oscurantiste, l’aristocrazia latifondista. Questa vedeva fortemente compromessi i propri interessi, da una aggressiva politica di ammodernamento, iniziata da Ferdinando di Borbone. Il processo di ammodernamento prevedeva una profonda riforma agricola ed un processo di industrializzazione che avrebbe modificato profondamente i rapporti di potere all’interno del Regno (prima tratta ferroviaria in Italia, Fiorente industria Tessile). Di fatto, al di là delle leggende che raccontano nelle scuole di primo e secondo grado, l’operazione tecnicamente fu un colpo di stato, Garibaldi militarmente rappresentava il nulla, le forze che sovvertirono realmente l’ordine Meridionale erano indigene. Le masse come al solito erano state manipolate con la disinformazione, promettendo loro la fine del latifondismo e la consegna delle terre ai contadini. Il popolo meridionale insorto, fu ripagato invece con l’impoverimento ulteriore, in quanto sulle terre demaniali, dove i Borboni permettevano la libera coltivazione, furono consegnate all’amministrazione dei “Galantuomini” che pretesero compensi dai contadini già affamati. Le conseguenti ribellioni popolari per fame, furono soffocate nel sangue, con la deportazione e con l’arruolamento forzato della durata di dieci anni delle giovani generazioni.
I “Baroni” ebbero il mantenimento dei privilegi. I “Galantuomini” (traditori), ebbero la gestione dell’amministrazione pubblica.
I Piemontesi trasferirono nel nord italia le immense ricchezze in oro del Regno Borbonico, le industrie, le banche, i commerci e tutto quello che fa ricco un paese.
La popolazione meridionale in pochi anni, dopo la soppressione dei moti popolari (il Brigantaggio), da nove milioni si ridusse a tre milioni grazie alla miseria ed alla conseguente emigrazione di massa.
Il nuovo Regno d’Italia e successivamente la Repubblica hanno gestito l’Italia Meridionale come una colonia. Il progressivo degrado economico e sociale, progressivamente aumentato a causa di un abbandono sociale e politico del mezzogiorno, ha permesso la costituzione delle potentissime organizzazioni mafiose e la sovrapposizione allo Stato.
Dopo 150 anni di fallimenti, credo che è doveroso portare i “Bilanci della Storia” dello Stato Italiano davanti al “Tribunale Fallimentare” e dichiararne il fallimento.
Ridare al libertà al Popolo Meridionale, con la costituzione di un Nuovo Stato Indipendente Sovrano Federativo delle Regioni del Sud Europa (ex Regno delle due Sicilie), separato dal Centro e dal ‘Italia, con una Nuova Costituzione, Governo, Banca Nazionale, Moneta, Magistratura, Leggi, Esercito, Polizia, Pubblica Amministrazione. Per una Politica Economica, Sociale e di Sviluppo autonoma, che in uno stato Italiano, ci viene negato da uno strapotere Politico ed Economico concentrato nelle oligarchie del Nord che determinano il perpetuo fallimento del Sud.
La logica dei “Galantuomini del Sud”, compari delle oligarchie antimeridionali del Centro – Nord è quella di mantenere i privilegi di pochi con lo sfruttamento dei più. Da 150 anni manca lo Stato, il Diritto, L’Ordine Pubblico, La Politica Economica. Da 150 anni viene premiato il carcinoma sociale del Sud asservito ai Potentati del Nord.
E’ ora di rigettare le artate menzogne di Stato, sulla incapacità dei Meridionali, per ingenerare sensi di colpa e mancanza di reazione.
Basta! È ora di svegliarsi. E’ ora di cominciare ad AGIRE!