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Bistrot Chez Maurice 2.0


Un tranquillo weekend di batoste

Scritto il 31 agosto 2009 da Maurice

Che Vittorio Feltri fosse un killer professionista che usa la macchina da scrivere (non il computer!) e documenti inventati di brutto (da chi? e per ordine di chi?) per far fuori i nemici, in cambio di congrui compensi, era risaputo.
Mi onoro di non aver mai letto una riga dei suoi editoriali: mi basta averlo sentito in tv per capire di che pasta è fatto, e non ho voglia di dovermi lavare e disinfettare le mani dopo aver toccato il suo giornale.
Così come mi onoro di aver scritto negli anni Settanta su Avvenire, sotto la direzione di Angelo Narducci, occupandomi in prevalenza – ma non solo – della cronaca sindacale in quel di Porto Marghera, quando nei consigli di fabbrica potevano entrare solo i corrispondenti dell’Unità, dell’Avanti ed il sottoscritto. Non fosse per altri motivi, basterebbe questo per esprimere tutta la mia solidarietà a Dino Boffo, oggetto del linciaggio di Feltri.

CALCIO: MILAN - INTERLa vicenda che ha scosso l’ultimo fine settimana – mancato spot pubblicitario di Berlusconi alla festa della Perdonanza, cena saltata con il segretario di stato vaticano Bertone, editoriale di Feltri, durissimo intervento del presidente Cei Bagnasco – ha evidenziato lo stato in cui versa il nostro amato presidente puttaniere.
Dà sempre più l’impressione del caimano ferito che mena all’impazzata furibondi colpi di coda, nella speranza di lenire il dolore colpendo gli avversari. Purtroppo per lui, chi lo consiglia da vicino sta prendendo una cantonata dietro l’altra.
L’avvocato Ghedini (da cui non mi farei difendere neanche per contestare una multa) dopo l’ammissione implicita dell’"utilizzatore finale" del giro di mignotte alla corte del re, ha ora incastrato il suo illustre cliente con la querela a Repubblica e ad altri giornali europei. Se non la ritira, dovrà rispondere in tribunale alle dieci famose domande, ed è quello che aspettiamo tutti da mesi. Non solo, ma non ha valutato il fatto che in Europa i grandi giornali sono sensibili alla libertà di stampa e, se vengono toccati su questo tasto, si scatena l’inferno, come si è subito verificato.
Lo stesso errore di sottovalutazione è stato compiuto nei confronti del mondo cattolico e del Vaticano che è disponibile evangelicamente a porgere l’altra guancia, ma che non si lascia insultare all’infinito  (a patto che l’insultante non si penta con atti, per esempio legislativi, molto graditi). Ed un governo italiano – come rileva il Financial Time – che si pone in conflitto con la Chiesa non è mai durato a lungo.

Pare comunque che non sia finita qui. L’ultima gaffe è arrivata da Bossi che il giorno prima minaccia la revisione del Concordato perchè la Chiesa non la smette di criticare le leggi razziali, ed il giorno dopo assicura che andrà lui in Vaticano a sistemare le cose. Peggio la pezza dello strappo, tant’è che il Grande Manovratore ha dovuto chiarire subito che se c’è uno che andrà in Vaticano sarà lui medesimo.
Povero Silvio, è proprio messo bene. Ciliegina sulla torta: il suo Milan, nel derby della Madonnina, gli tira su il morale con quattro pappine, una squalifica, un allenatore che non sa neanche fare i cambi, ed un branco di vecchi brocchi azzoppati.
E’ proprio vero: quando capitano, capitano tutte insieme.

3 to “Un tranquillo weekend di batoste”

  1. dario scrive:

    Tutte insieme, gia’!
    E se morisse?!?

  2. flavio scrive:

    Ciao,
    ho scoperto il tuo blog per caso, navigando, e mi sono soffermato a leggere i tuoi post, che reputo molto interessanti. Purtroppo faccio un lavoro che mi porta via molto tempo e quindi raramente posso approfondire le notizie che acquisisco in modo sommario da una stampa ormai, per la maggior parte delle testate, controllata. Ma come è possibile che in un paese come il nostro, che era considerato (una volta) tra le 8 potenze mondiali, non ci sia libertà di stampa? Sto leggendo un libro dal titolo “Papi”; siamo davvero messi male.
    Per fortuna c’è gente come te.
    Buon lavoro
    Flavio

  3. Maurice scrive:

    @ Dario: l’erba cattiva non muore mai, purtroppo, dobbiamo rassegnarci.

    @ Flavio: ricordo che avevi già commentato, mi pare. Caro Flavio, quanto mi piacerebbe tornare a parlare di cibo, clienti, amenità varie, ma anch’io sono sconvolto da quanto sta succedendo, e non da oggi.



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