Come sa di marcio quest'acqua
Da mezzanotte "la cittadina rurale di Bundanoon (2.500 abitanti), 150 km a sudovest di Sydney, diventa la prima in Australia, e probabilmente nel mondo, a mettere al bando l’acqua imbottigliata commercialmente". Lo afferma Blitz Quotidiano, perché l’acqua con le bollicine industriali inquina il globo. Al suo posto saranno installati rubinetti ad alta tecnologia che permetteranno di spillare a casa propria l’acqua del sindaco già con le bollicine.
Quest’acqua mi sa di marcio lontano un chilometro.
Tutto sommato sono fatti degli australiani, ma non è che i rubinetti "tecnologici" rispondono ad una qualche lobby di costruttori in guerra con i "mineralisti"? In Italia – dove le associazioni dei consumatori sono molto forti, a parole – la guerra alle acque minerali è stata tentata più volte, non per motivi ecologici ma solo per bloccare i profitti di Rocchetta, Sangemini & C.
Pensavo che fosse perché l’anidride carbonica addizionata all’acqua inquina il pianeta. No: solo le bottiglie industriali inquinano, tant’è che le bollicine di CO2 usciranno comunque dai rubinetti domestici anche per annaffiare il giardino o lavare la macchina sotto casa.
Chi più chi meno, siamo tutti ecologisti. Siamo consci dei rischi che sta correndo il nostro maltrattato mondo e cerchiamo nel nostro piccolo di ridurre i consumi e gli sprechi. Abbiamo cambiato le lampadine con quelle a basso consumo, facciamo la differenziata (eccetto che a Napoli), chiudiamo i rubinetti dopo lo shampoo o mentre ci laviamo i denti.
Ma certo fondamentalismo verde rompe i marroni. Come il lavarsi di meno per non sprecare: e se domani i clienti si beccano una salmonella perché non ho lavato bene le verdure, come la mettiamo? Come il consegnare al Centro Recupero Materiali le latte ben lavate (ma come la mettiamo con l’acqua ed il detersivo impiegati?) o l’impossibilità di riciclare le vaschette di polistirolo, perché macchiate di sangue della carne? Forse che i forni usati per riciclarle non le accettano se non sono come nuove?
Da un estremo all’altro. C’è chi muore di sete e di malattie perché beve l’acqua delle pozzanghere infette, e noi per salvarli (o per diventare come loro) non dobbiamo usare l’acqua.
Va bene, ognuno – è proprio il caso di dirlo – tira l’acqua al suo mulino, ma quando è troppo è troppo. Come il Papa, secondo il quale i figli dei divorziati sono già rovinati. Personalmente non ho ancora dovuto ricorrere allo psicanalista ed i Carabinieri non mi cercano.
Se vogliamo essere seri, dobbiamo portare dati, non parole.















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