Perché fanno così?
Qualcuno deve spiegarmi come va il mondo web.
Il 17 novembre scrivevo del tonno (questo dovrebbe essere un blog più o meno di cucina) e della necessità di noi cuochi di dare una mano alla salvaguardia dell’ambiente, bandendo il tonno dai nostri menu: 403 pagine viste. Il giorno dopo scrivo delle disavventure del mio computer: record assoluto di tutti i tempi con 629 pagine visitate. Il giorno dopo ancora divago con una presentazione di Flickr sul foliage dalle mie parti: 552 visite. In questi giorni che presento ristoranti e piatti non supero le 200.
Nell’altro mio blog, dedicato ai temi sociali e politici dopo l’indigestione di quest’estate, sono sulla ventina le visite quotidiane, con un picco solitario di 91 visite il 1° dicembre, sul caso del presunto video dell’on. Mussolini.
Anche quando scrivevo su questo blog di accadimenti politici le pagine viste non erano mai meno di 150, oggi sono una manciata. Da notare che per il Bistrot non faccio nulla per aumentare la visibilità, mentre nell’altro blog ogni volta segnalo i post ai socialnetwork. Tutto questo per me è inspiegabile, forse meno per un SEO, quindi prendo atto e vado avanti, non sapendo che pesci pigliare.
Più facile è capire il comportamento dei miei clienti nella scelta dei piatti. Per il menu dell’inverno ho fatto una cosa nuova: visto che il mio slogan è La cucina tradizionale in movimento, ho "smembrato" il menu in due menu distinti, quello della tradizione e quello del movimento, cioè della cucina rivisitata.
Nell’impaginazione ho affiancato le pagine in italiano ed inglese dei rispettivi menu; il cliente che sfoglia la carta trovava subito il menu della tradizione, italiano a sinistra ed inglese sulla destra, e quindi alla pagina successiva il menu del movimento, sempre italiano a sinistra ed inglese sulla destra. Il risultato è stato che solo pochi sceglievano il secondo.
Ho cambiato di punto in bianco l’ordine delle pagine. Prima i due menu affiancati in italiano, ed alla pagine successiva quelli in inglese: i piatti del movimento hanno cominciato a prendere subito quota.
Conclusione a cui sono arrivato: i miei clienti o sono pigri e non hanno voglia di sfogliare il menu, o sono orbi e non riescono a leggere oltre la prima pagina. Comunque stiano le cose, è facile trovare la giusta soluzione in sala, molto meno sul web.















era un po’ che non passavo a trovarti, per quanto riguarda la mia epserienza rimane tutto un po strano giorni che non scrivo niente ho die picchi pazzeschi, giorni che scrivo nmon mi caga nessuno, mah si in aprte è vero non vanno oltre la prima pagina, sono dei visitatori frettolosi
Mah, come sono i tuoi clienti in generale non lo so, ma fossi io a cena mi fermerei al menu’ tradizione, e mi leggerei il menu’ movimento per par condicio – un po’ come in pizzeria, che dopo decine di minuti a leggere tutte le pizze, scelgo una napoletana.
La verita’ e’ che secondo me la cucina e’ solo tradizione. L’innovazione e’ importantissima, altrimenti non ci sarebbe mai nessuna evoluzione. Ma quello che fa di un piatto il gusto nel mangiarlo e’ il riscoprire le proprie radici nei sapori.
Per altro, mia moglie, madrelingua inglese, si leggerebbe il menu’ in italiano, snobbando quello in inglese, e anzi rimanendone un po’ indispettita.
Ciao Dario. Stavo per risponderti qui ma ho visto che il discorso è lungo. Quindi ti riservo un intero post.