La moglie si avvicina al letto del marito, sindaco del paese, ormai sul punto di morte. Il marito le sussurra:
- Amore, prima di morire devo confessarti che qualche scappatella l’ho avuta anch’io, anche se ti ho sempre amato. E tu, mi hai mai tradito?
La moglie nicchia ma poi, incalzata dal marito, confessa:
- Caro ti ho sempre amato anch’io. Ti ricordi, però, quando volevamo comperare il ristorante ed il direttore della banca non ci voleva dare il mutuo? Beh… poi ce l’ha dato.
- Non ha importanza, amore – ribatte il marito – è stato per la nostra famiglia.
- E ti ricordi quella volta – aggiunge la moglie – che non riuscivi a metterti d’accordo con i tuoi fratelli fratelli per quei terreni? Beh… poi vi siete messi d’accordo.
- Tesoro, almeno quando sarò morto avrai la tranquillità economica.
- E ti ricordi – confessa ancora la moglie – quando ti mancavano cento voti per essere rieletto sindaco?
La figura che sta rimediando Bossi con l’affare Brancher assomiglia molto al marito della barzelletta: "O Bossi è veramente stato truffato oppure è complice fino al midollo", afferma un commentatore su un sito della Lega, riprendendo quanto il segretario democratico Bersani aveva affermato: "La Lega non può fare la ballerina, dicendo c’ero e non c’ero, ho visto e non ho visto, ho sentito e non ho sentito. Il Carroccio è responsabile di tutto quanto, vicenda Brancher compresa".
La nomina lampo del ministro veneto già condannato ed ora nuovamente alla sbarra (ma legittimamente impedito) ha scatenato le ire della destra anche contro Berlusconi, nonché dei commentaori più o meno moderati.
C’è anche chi difende Bossi in nome del bene supremo del federalismo, ma sono casi isolati. Tra i suppoters della coalizione di governo sta insinuandosi il tarlo del dubbio: è giusto ingoiaire tutti i rospi di questi anni per qualche passetto in avanti nella direzione del federalismo? In altri termini: Bossi è un pirla o a questo punto è correo?
E’ una china molto pericolosa per la Lega, i cui vertici, anzi il leader carismatico in persona viene messo in discussione. Dopo anni di condominio con il cavaliere, dopo aver diviso il letto coniugale per quasi un quindicennio, anche il popolo leghista comincia ad aprire gli occhi e si interroga sulle proprie responsabilità, di fronte al Paese ed alla storia di questo paese.
E’ giusto aver sottoscritto tutte le leggi-vergogna che Berlusconi ha imposto a maggioranza e Parlamento per salvare se stesso ed i suoi compari di cricca? Un barlume di coscienza democratica sta infiltrandosi anche nelle menti padane. Non è molto, e non cambierà niente: aspettiamo di vedere quale trucco verrà fuori dal prestigiatore di Arcore per tappare quest’altra falla della barca.



























Ahah… correo… ci ho impiegato un po’ a capire cosa intendevi: in spagnolo “correo” significa ufficio postale.
La tua domada e’ retorica: bossi e’ correo.
Ma allora anche Fini lo e’, eppure noi eravamo tutti pronti a fargli spazio sull’arca di noe’, per affogare Berlusconi. Che siamo pirla anche noi o correi?
Ma forse Fini non sapeva veramente nulla, non credo che qualcuno del governo lo coinvolga prima, anzi !! Ma Bossi c’è dentro alla grande, compresa la precisazione del fatto che il ministro al federalismo comunque sarebbe stato lui. Sapeva tanto di: “… nun ce fate caso, ce serviva ‘na poltrona al volo per non farlo andare in tribunale.”
Che disperazione !!!