Nei paesi occidentali la regola aurea è la moderazione, che poi è quello che dicevano i latini a proposito della virtus che sta in medio. I fanatici fanno il gioco dei moderati, sotto tutte le latitudini, che non urlano, non strepitano, non fanno le marce, ma votano, e quando votano scelgono la conservazione o il cambiamento senza scossoni.
Sara Palin con il suo Tea Party sta facendo il gioco di Obama, già dato per perdente nelle elezioni di midterm, ma ora in recupero grazie alle parole oltranziste dei candidati repubblicani ultraconservatori.
In casa nostra la Lega ha abbandonato le posizioni belliche di un tempo, votando addirittura il DL su Roma Capitale perché sa che – a parte i pochi fanatici che ci stanno sempre ed ai quali Bossi ha poi dato lo zuccherino di una improbabile capitale del nord – per la stragrande maggioranza degli italiani l’unità della patria, il tricolore e Roma non si toccano.
Fini lo ha capito anche lui, e lascia che la destra oltranzista di B&B si sposti sempre più a destra, per raccogliere lui l’elettorato moderato, restando fermo. Stesso discorso dall’altra parte, dove un PD sta cercando consensi (con difficoltà) tra coloro che vogliono il cambiamento senza rivoluzioni perché sa che le rivoluzioni si possono anche vincere, ma con i cadaveri non si governa. Poi, uno Stracquadanio o un Grillo si trovano sempre, ma lasciano il tempo che trovano: un click con il telecomando e spariscono.
| Un cuoco, una cucina, un mondo. In pratica quasi niente.
Tuesday 1 April 2014
























