Un cuoco, una cucina, un mondo

Bistrot Chez Maurice 2.0


Scarpe fine e cervello grosso

Scritto il 21 febbraio 2012 da Maurice

"Io sono un nemico dell'abbattitore. Abbattere significa congelare. Io invece propongo solo pochi piatti, sulla base degli ingredienti… blablabla". Ovviamente il virgolettato non è mio, ma di un collega che ha rilasciato un'intervista ad uno dei tanti magazine gratuiti che arrivano al ristorante. Non faccio il nome del cuoco né del suo locale, per amore di carità, e spero che sia solo un errore di trascrizione dell'intervista.

Anche uno chef autodidatta – perché diplomato all'istituto nautico – soprattutto se vuol essere trendy con tanto di grembiule nero a righine e fascietta sulla fronte, ma né Marchesi né Vissani né Beck li ho mai visti truccati da sioux, deve essere aggiornato e sapere che l'abbattitore non serve solo a surgelare (non congelare) ma, come dice il nome, serve ad abbattere velocemente la temperatura dei cibi.
Lo strumento incriminato, del quale parlavo qui scusandomi per l'autocitazione, è obbligatorio per legge nel caso si voglia servire del pesce fresco: se andate a mangiare sushi o sushimi, chiedete se il pesce è stato surgelato, se vi rispondono di no, drizzate le orecchie perché con la surgelazione vengono eliminati i batteri.

Ma l'abbattitore non serve solo a surgelare, ma – portando drasticamente la temperatura a +3° C – permette la conservazione di cibi cotti e ne garantisce la freschezza – cioè le qualità organolettiche – per un tempo triplo a quello del raffredamento a temperatura ambiente.
Facciamo un esempio. Una salsa al pomodoro, raffreddata in vari modi artigianali tipo il bagnomaria, mantiene la sua qualità per un massimo di tre giorni; se invece la abbatto appena fatta, può durarmi in frigo almeno una settimana, senza perdere in salubrità e in gusto.
Essere un "nemico dell'abbattitore" dimostra solo una cosa: la perfetta ignoranza del suo uso e dei suoi vantaggi. Non fa né chic né salutista, ma solo tanta ignoranza.
Non a caso 9 chef tristellati sui primi 10 usano l'abbattitore di temperatura. Un motivo ci sarà. Certo che se il collega in questione usa la macchina come libreria per i libri di cucina – giuro che l'ho visto con i miei occhi in un albergo – ha tutto il diritto di odiarlo: con diverse migliaia di euro, quanto costa un abbattitore, Ikea arreda un intero appartamento. Ma non è colpa dello strumento, se non funziona, ma di chi non sa usarlo.

2 to “Scarpe fine e cervello grosso”

  1. Flavio scrive:

    ehm, veramente mi risulta che l’abbattitore sia *obbligatorio*, mica un costoso optional, se vuoi servire pesce fresco.
    Stavamo in una susceria quando è arrivato l’ispettore della ASL a verificare tutti i registri, le buste sigillate, le date e le temperature (è rimasto lì 40 minuti buoni), al che, tra l’altro, ho pensato che mettere su una susceria è una discreta rottura di coglioni burocratici se ti martellano con frequenza con queste visite di cortesia all’ora di punta.

    La mia impressione quindi è che senza l’abbattitore, ti abbattano sul posto, senza passare dal via.

  2. dario scrive:

    Si scrive con la A.
    (Perdonami la pignoleria)



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