Le amministrative di domenica scorsa non mi hanno toccato. Mi interessa quindi il dato nazionale, la macroanalisi del voto con i dati ancora parziali, per vedere l'effetto che fa.
Pdl. Liquefatto. Era plausibile, dopo l'uscita di scena del Millechiodi Berlusconi che tutto e tutti teneva unito con la sua figura. I primi sentori si erano già registrati da tempo, e l'onda non ha ancora finito di disintegrarsi sugli scogli. Delle 18 correnti interne – mai dichiarate ma sempre ben compattate – non è ancora possibile prevedere la diaspora e dove porterà. Certo è che il partito di plastica si sta biologicamente dissolvendo.
Lega. Idem come sopra. La resa dei conti interna è appena iniziata: fuori Bossi, disintegrata la Lega. Tosi è passato al primo turno, ma la lista ha preso poco più del 10%, segno che i veronesi hanno premiato il sindaco uscente, ma non la lista leghista. Ovviamente non scomparirà del tutto, ma il ciclo è concluso.
Grillo. Il 5stelle è destinato a riclonare in tutto e per tutto la Lega. Stessa genesi antipolitica ed antipolitica, stessa mancanza di principi ideologici di base, populismo misto a qualunquismo. Sta raccogliendo tutto il malcontento contro i partiti tradizionali, contro la politica di rigore e risanamento dei tecnici, contro i ricchi (ma solo taluni), contro la Tav, contro tutto, ma senza proposte di governo.
Dato e concesso che i partiti hanno tempi geologici per metabolizzare i cambiamenti, è facile prevedere che la stella Grillo ha un relativamente lungo sviluppo, mettiamo un ventennio?, finché – insediatasi nei poteri locali e centrali – non si integrerà nel sistema di prebende, favori, interessi di partito e personali. Vedasi capitolo Lega.
IDV. Nato come partito anti Berlusconi, ha esaurito la sua funzione storica e sarà dura la lotta con i grillini per occupare la stessa sedia. Perché lo spazio politico è lo stesso, soprattutto dopo l'avvento del governo Monti. Nel complesso i tre raggruppamenti antipolitica andranno a spartirsi un 30-35% di voti di malcontento e di astensionisti. Niente di più.
Astensioni e schede bianche. I sondaggi preelettorali prevedevano uno scenario americano, con solo un 45% di votanti effettivi. Come naturale, una cosa sono i sondaggi ed altra cosa è la realtà effettuale. Tutti siamo incazzati, ma una cosa è dichiarare di imbracciare il fucile per farli fuori tutti, altra è rifugiarsi in montagna per una nuova resistenza. Alla fine le dichiarazioni di non voto confluiscono nelle schede di protesta (rivedi ancora sopra).
E' un periodo di grandi rivolgimenti, e proprio per questo particolarmente interessante ed affascinante. Staremo a vedere.


























Beato te che lo trovi affascinante.
Mah, Maurice.
Stavo per scrivere un commento per polemizzare con il post dell’amico Silvano, ma non credo lo faro’.
Secondo me Grillo ha oggi, come la Lega allora, il potere di scardinare l’assetto, generando falsa politica dall’antipolitica. Cioe’ scimmiottando di proporre qualcosa nato dalla protesta contro qualcosa proposto in precedenza e fallito.
Il punto pero’ non e’ quale sia il senso (o il nonsenso) di una forza politica che non crede nella politica, ma la domanda di come questo fenomeno riesca a riempire le urne.
Io non ho votato, a questo giro (perche’ non mi competeva), e comunque penso che nelle elezioni amministrative, soprattutto nei comuni piu’ piccoli, gli schieramenti politici non contino granche’ (ad esempio per il mio comune (circa 2000 abitanti) l’ultima volta ho votato per un sindaco del PdL sostenuto dal PD e dalla Lega. Praticamente una lista civica. Decisamente migliore dell’altra lista civica (sostenuta anch’essa dalla Lega) antagonista. Ho votato le persone e non gli schieramenti. Il buon Grillo propone di fare lo stesso anche su scala piu’ ampia. Ha torto, ovviamente, ma quale alternativa ci sarebbe?
La domanda e’: dovendo votare oggi alle politiche, per chi dovremmo votare, posto che non vogliamo votare per Grillo (o per la Lega)?
Credo che, al momento, Monti stia distruggendo passo passo lo stato sociale. E non si fermera’ finche’ non l’avra’ distrutto completamente. Ma forse voterei per il Partito di Monti lo stesso, che l’alternativa e’ il nulla assoluto, e con il nulla non si fa nulla.