Senza dubbio, la classe più competente, e la meno servile, è quella dei cuochi. (George Orwell)

Bistrot Chez Maurice


Archive for the ‘Cazzeggiamenti’


Gossip ferragostano, ma mica tanto 2

Posted on agosto 10, 2010 by Maurice

Non rientra nello stile di questo blog rincorrere il gossip, anche perché lo chef è fuori dai salotti e dai circuiti che contano. Però succede che i "cittadini" che si accomodano ai tavoli del bistrot portino dalle metropoli notizie scontate, risapute da tutti meno che da noi, sempliciotta gente di montagna. E questo fa notizia, qui.
cocaGià aveva fatto scalpore a suo tempo la diceria del regalino dei 70 miliardi di Berlusconi a Bossi in cambio della fedeltà perenne (vedi qui, qui con tutti i link collegati, ma anche sul serissimo Corriere); venire ora a sapere perché e percome al senatur gli è venuto un ictus, ci ha lasciato perlomeno sconcertati. Siamo nel campo dei pettegolezzi, ma che "a Milano lo sanno tutti" riporta all’antico adagio che vox populi è vox Dei.
Non riporto i fatti che ognuno può andare a leggere qui con dovizia di particolari, ma anche qui o qui. La Repubblica allora glissò sulle circostanze che provocarono il grave malore di Bossi; certo che attorno all’episodio c’è stata un’accurata opera di pulizia, di cui rimane traccia solo nei blog, che non sono certo una fonte così attendibile da giurarci sopra.
Forse dovremo aspettare che la Lega rompa con Berlusconi perché Vittorio Feltri, sempre bene informato fino alla doverosa rettifica, ci dia i particolari su quella sera particolare, a casa di Luisa Corna.
Sta di fatto che la cocaina, fra i vari danni, provoca anche

  • Aumento della frequenza cardiaca
  • Aumento della contrattilità del ventricolo sinistro
  • Aumento della pressione arteriosa
  • Accelerazione del processo arterosclerotico, con rischi considerevoli di trombosi, infarto miocardico e danni permanenti al sistema cardio vascolare

come avviene nel caso di un ictus.
Se la notizia è vera, è ovvio l’imbarazzo in casa leghista (così si spiegherebbe anche la difesa di Berlusconi ai tempi dell’affaire D’Addario ed escort varie). Oltretutto il consumatore di cocaina – così diffusa nei fine settimana a Milano e dintorni -  "può subire un’importante alterazione del proprio comportamento sociale fino ad osservare un mutamento (solo a volte reversibile) del proprio orientamento sessuale" (Wikipedia). Insomma, sapere che l’eroe del celodurismo può diventare frocio non è certo piacevole per la causa secessionista.

Bilancio di un’annata poco bianca tanto nera 1

Posted on maggio 16, 2010 by Maurice

Juve

E’ finita 3-0 a S.Siro. Non c’è più rispetto neanche per le vecchie signore.

Milan-Juve: Trefoloni a zero.

Striscione in curva contro Berlusconi, assente ingiustificato. La Juve guardava in cielo ed invocava il miracolo a Giovanni Agnelli, assente ma giustificato.

La squadra è caduta dal Melo.

Non c’è più Poulsen, elettrocardiogramma piatto.

Fosse stato Michelangelo contro Leonardo, c’era speranza. Ma con Pinturicchio si poteva vincere solo contro Paolo Uccello.

Sulla panchina bianconera c’era Zac. Quello che sciolse la DC? Adesso si capisce tutto.

Zac peggio di Ferrara. Come volevasi dimostrare: il peggio non è mai venuto.

Ci è pure andata bene. Potevamo essere in zona retrocessione.

Per l’Europa c’è da sperare nella retrocessione a tavolino delle prime sei.

La Juve è la squadra degli Agnelli? No, solo una squadra da cani.

Un’annata in Blanc da dimenticare.

Un’annata a Secco, una pessima annata.

Non ci sono più i direttori sportivi di una volta.

Sapendolo prima, potevamo tenerci Miccoli e Di Vaio.

E’ finito un ciclo. Tutti in sedia a rotelle.

Da adesso si volta pagina: siamo agli annunci economici.

Puntiamo in alto: Rafa Benitez? ancora più in alto: Gigi Del Neri. Ma forse si è liberato l’allenatore dell’Albinoleffe.

Il domani: da bianconeri a del neri. Quando rossi per la vergogna?

La Juve come la Ferrari: riparte dai box.

Buffon se ne va. Forse prendiamo la Seredova, e ci guadagnamo.

Per l’anno prossimo un attacco tutto nuovo: Boniperti e Sivori hanno già firmato. In forse un certo Cabrini.

Andrea Agnelli pensa alla ricostruzione: se dà le dimissioni dal governo arriva Bertolaso.

 

 

Capitana di (s)Ventura 2

Posted on marzo 25, 2010 by Maurice

C’è un posto solo in cui la finzione è accettabile, anzi è funzionale alla sua stessa essenza, ed è il teatro ed il cinema. Fuori di questo ambito tutto il resto è insopportabile, dalle bugie all’apparire senza essere. Fuori della politica, il massimo della finzione è il falso realismo dei reality, e stasera sul gradino più alto della clasifica si è imposta l’Isola dei Famosi, dei non famosi e dei figli di papà.
Simona VenturaPrecisiamo. Non sono falsi gli sforzi dei "naufraghi" per sopravvivere fra penuria di viveri, incapacità personali a darsi da fare per migliorare l’esistenza e inclemenza del clima (e che quest’anno finora non ci sono stati tifoni!). Non c’è nemmeno un copione, di questo ne sono convinto, che i concorrenti debbono recitare.

La vera finzione sta nella regia del gioco. La produzione fa e disfa come e quando vuole per arrivare al fine prestabilito, per far vincere cioè il predestinato. Quest’anno doveva essere Aldo Busi, ma l’incidente di percorso della settimana scorsa è stato così grave – per l’azienda parapubblica, controllata dal Capo messo in discussione dallo scrittore – da costringere a cambiare il programma con lavori in corso.
Anche la Lecciso faceva parte del piano di portarla avanti: nella prima settimana di nomination, quando lei aveva caldeggiato il voto per tornare a casa, la produzione ha tagliato subito le telefonate prima che il "verdetto" del pubblico (ammesso che sia veritiero) le regalasse il biglietto di ritorno. Quando Loredana è arrivata allo stremo, anche la produzione ha dovuto prender atto della sua volontà, e l’ha fatta allontanare dall’isola.
Se è vero che questo reality è un gioco, nulla vieta che i concorrenti possano anche mettersi d’accordo per tattiche e strategie. Per la produzione, invece, non è così: basta che le varie prove non vadano come lei aveva previsto perché vengano invalidate, ed è già la seconda volta che succede quest’anno.

Interprete massima di questa finzione è Simona Ventura che pensa di essere arrivata ormai nell’olimpo delle star televisive di tutti i tempi. Il suo credo è l’audience e su questo non transige, disposta com’è a passare sopra tutto e tutti, a partire dal casting per finire al suo protagonismo in video. Stasera, ad esempio, è andata contro la regola del voto segreto per aizzare la cagnara tra Federico e la (ex) fidanzata; tutto olio che cola per gli indici d’ascolto, salvo poi indossare la maschera della contrita e dell’afflitta per la rottura in diretta.
A questo punto volete sapere chi verrà buttato fuori e chi vincerà? Basta guardare il montaggio della striscia quotidiana per capire dove il pubblico è intruppato a votare, sempre ammesso che il voto sia reale e non reality.
Alla prossima puntata e buon divertimento.

Sesso, sesso, ma quando? 1

Posted on marzo 13, 2010 by Maurice

Nun ce ne po’ fregà de mmeno, sembra la conclusione dello studio avviato dall’Università di Chicago e pubblicato sul British Medical Journal, che ha introdotto la misura “speranza di vita sessualmente attiva”, ripreso da Blitz Quotidiano.
1324139856_413eaa3eceSe l’uomo e la donna – pare – sono diversi, lo sono anche su sesso e sue applicazioni. Mentre l’uomo ce l’ha sempre lì (sulla fronte), alla donna sembra che non gliene importi più di tanto, dati alla mano. I maschietti "a 55 anni mediamente hanno ancora 15 anni di attività sessuale davanti a sé, mentre le coetanee meno di 11 anni". Non solo, perché "quando un uomo di 55 anni è in buona salute, può aggiungere altri 5-7 anni ai 15 che gli “spettano” di default, mentre lei al massimo ne aggiunge 3-6".
Facciamo due calcoli.
Un maschio ha un’"aspettativa" media di vita sessuale fino a 76 anni, mentre la sua compagna fino a 70 e le bene così. Domanda: che si fa – parlo da maschio – in quei 6 anni di differenza? Il problema è risolto se si sceglie una partner più giovane, sennò…
Tutto questo in linea teorica. Altri studi consolidati danno la "maturità" sessuale nella donna dopo i 40 anni e quindi il periodo del massimo godimento per un uomo sarebbe limitato a 30 anni, tutto questo prescindendo da astinenza ciclica e post parto, emicranee, Grande Fratello, giornate faticose, malattie infettive dei figli, colloqui di lavoro del giorno dopo, stasera no perché sono a metà del ciclo, urca non ho preso la pillola, è un momentaccio e non mi va, non è mica sabato oggi.
Strucca strucca, quanto rimane? e soprattutto cosa rimane?
Un altro studio rivela che nella metà dei casi la donna "finge" l’orgasmo, tanto l’uomo – normalmente rincoglionito, ma ancor più in quel momento – non se ne accorge. Male per le donne, che arrivano "(e qui la percentuale è addirittura una su cinque) a immaginare di fare sesso con un uomo diverso dal partner". Ma ditelo, buon dio, che fino a 76 anni non c’è problema e siamo sempre disponibili ad aiutare il prossimo.
Il rimescolamento delle carte però non avviene, così ci si gira dall’altra parte, e buonanotte ai suonatori.
"È sostanzialmente un problema di comunicazione – ha spiegato, infatti, un portavoce dell’azienda che ha finanziato il sondaggio in Inghilterra al londinese «Daily Mail» – e le donne dovrebbero sforzarsi di parlare di più con i loro uomini, per spiegare loro cosa davvero vogliono e, soprattutto, come raggiungerlo".
Provate a dirlo a vostra moglie (o a vostro marito): amore, mi piacerebbe tanto farlo con Belen (o col salumiere). Vedrete cosa succede, a qualsiasi età.

Un giro di valzer 4

Posted on febbraio 07, 2010 by Maurice

Le ultime settimane non sono state proprio tranquille. La malattia del nostro piccolo ospite ha coinvolto tutta la famiglia: l’andirivieni dalla veterinaria per diagnosticare, prima, la causa del suo comportamento anomalo ed il seguirlo poi nel rapido consumarsi di ogni linfa vitale – fino alla sua inevitabile partenza – ha assorbito tutta la nostra attenzione. Sembra inverosimile quanto un esserino occupi così prepotentemente la nostra esistenza: ora che non sentiamo più il suo miagolio di saluto ogni volta che qualcuno di noi rientrava a casa, o non ce lo ritroviamo più tra i piedi alla ricerca di una carezza o di una attenzione, le stanze sono stranamente vuote.
Insomma, quindici anni non si cancellano facilmente.

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Negli stessi giorni ha preso forma la decisione di cambiare l’attrezzo con cui sto dando vita a questo post.
Il vecchio computer dimostrava tutti gli acciacchi dell’età, anche lui. Non sono un fanatico della novità a tutti i costi, non solo uno di quelli che se non vede la prima di un film non è contento o che corre in concessionaria a prenotarsi il nuovo modello presentato all’ultimo salone dell’auto. Preferisco sempre che le novità siano testate dagli altri ed affidarmi a cose ormai sicure.
Oltretutto ne va in costi: l’uscita di Windows 7 era stata annunciata per l’autunno, come è stato, ma l’hardware giacente nelle case con il bidone targato Vista doveva prima essere smaltito. Ora anche i prezzi sono scesi ed il momento era opportuno per dare una rinfrescata al sistema informatico casalingo, e questo ha sconvolto anche la sistemazione dell’arredamento.
Qualcuno potrà obiettare: che necessità c’è di cambiare l’intera disposizione di un soggiorno – che è qui dove digito – solo perché va cambiato un computer?
Il ritorno dal laptop al desktop mi ha rivoluzionato tutto. Non avevo più posto per la stampante sopra il tavolo ed un abile lavoro di bricolage mi ha permesso di recuperare un mobiletto Kartell sottoutilizzato; se la nuova soluzione era ottimale, non così il posizionamento della stampante nella stanza.
Un lampo di genio mi ha fornito la soluzione: spostiamo il pianoforte al posto del mobile piccolo, questo lo mettiamo al posto della mia scrivania che va dov’era il pianoforte. Sul mobile piccolo spostiamo la televisione e tutti i collegati, giriamo il mobile grande dov’era prima la tele, ed il gioco è fatto. Convinte della soluzione le mie donne, in tre e con una buona dose di muscoli abbiamo fatto fare un giro di valzer all’arredamento ed, oplà, ne è venuta fuori una stanza nuova, più aperta, più spaziosa, adesso sì distribuita razionalmente.
Le rifiniture al processo di cambiamento mi hanno infine occupata l’intera giornata libera: risistemare quadri e foto alle pareti, riposizionare la lampada a soffitto vicino ai divani (perché anche questi hanno dovuto essere spostati in conseguenza della nuova disposizione della tele), ah papà, visto che ci sei perché non mi attacchi le mie foto sopra il letto?, installare una chiavetta wireless per il collegamento al router al posto del cavo ethernet che non poteva correre per la stanza e, ciliegina sulla torta, una nuova webcam ad alta risoluzione per il collegamento via Skype con il figliolo parigino.
E’ tutta un’altra vita adesso.



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