Il pelo nell’uovo 3
Approfitto del silenzio elettorale per tirare un profondo respiro e fare una parentesi negli argomenti trattati in questo blog. Per una volta lasciamo l’alta cucina e buttiamoci sul piccante, come su un piatto di penne all’arrabbiata. Partendo da lontano diciamo che
"gli Egizi si rasavano con creme a base di olio e miele. E non solo le donne: i sacerdoti, oltre a rasarsi i capelli, si depilavano in segno di rispetto verso le divinità. Corpi maschili depilati erano diffusi in Grecia (gli atleti) e a Roma: per le gambe usavano gusci di noce arroventati.
Ugualmente la pratica depilatoria è stata regolarmente adottata fra le varie popolazioni di cultura islamica. Fin dall’antichità classica, nei hammām, la pasta depilatoria più largamente diffusa è stata a lungo la cosiddetta nūra, oggi sostituita da un impasto lavorato a caldo di succo di limone, zucchero e acqua.
Possono essere oggetto di depilazione tutte le parti del corpo eventualmente ricoperte di peli superflui o ritenuti tali. Tipicamente oggetto di depilazione sono, nell’uomo, oltre al volto, la zona pettorale e le gambe; nella donna, le ascelle, le gambe, le braccia, la c.d. "zona bikini" (ovvero l’inguine). Sempre più frequente è l’uso di depilare, parzialmente o integralmente, anche la zona del pube, sia nell’uomo che nella donna, prevalentemente come abitudine legata alla sessualità" (Wikipedia).
Personalmente mi sono depilato lì tre volte, la prima per l’appendicectomia, le altre due per le ernie inguinali ed onestamente non mi è piaciuta né la pratica né gli effetti estetici; capisco benissimo, quindi, le obiezioni femminili. Tutte le mattine però, nessuna esclusa, mi rado la barba: fa parte del rito quotidiano, come lavarmi i denti o farmi la doccia, non mi pesa, anzi mi mette in pace con me stesso e con gli altri.
Per una donna è differente. Avevo un aiuto cuoco donna che era più pelosa di me ed ero a disagio io per lei: tirate su le maniche della giacca, per un uomo è normale mostrare un po’ di pelo, meno bello se è una donna ad ostentare due braccia da gorilla. Ma sono casi tutto sommato isolati.
In genere la depilazione femminile si limita a gambe e pube. I pantaloni sono un grande aiuto per coprire la pigrizia o l’avversione alla ceretta. Diverso è il discorso per il pube, zona non esposta se non in particolari situazioni.
Le tendenze sono molteplici. Ci sono quelle "acqua e sapone" o della serie "come mamma m’ha fatta", categoria imperante fino a non molti anni fa. Poi ci sono le "brasiliane" o della serie "come mamma mi ha fatta e come sono stata fino alla pubertà", le cultrici del dopobarba maschile sulla pelle come il culetto dei bambini. C’è poi una terza categoria che definirei delle "artiste", quelle che ne fanno una scultura di vario tipo: la linea sottile verticale, il cespuglietto simbolico, la freccia in giù, la freccia in su, la barba di tre giorni, e chi più ne ha più ne metta.
Mi piacerebbe che a finire questo post fossero gli amici o, meglio, le amiche: la zona bikini va depilata o no? il vostro/la vostra partner come vi preferisce? se vi depilate, come preferite averla? Un suggerimento: non è necessario che parliate di voi, potete sempre parlare di un’amica
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Ma c’è anche chi, non essendo una buonadonna o figlia di una buonadonna, si è fatta e si fa un mazzo così per arrivare dove voleva arrivare, e pare che ci arrivi.
Beh, sicuramente noi cuochi siamo proprio belli nelle nostre divise, quando sono ancora pulite ad inizio giornata; se ci mettiamo quel pizzico di civetteria – che i militari non possono permettersi – come la fascietta, la bandana, la giacca nera o qualunque altro amennicolo, il miracolo è compiuto.












