Archive for the 'Mass media' Category

Set 05 2008

Comunicazioni più o meno di servizio

Published by Maurice under Mondo Web, Mass media

Nonostante il mio archivio bozze sia stracolmo di ben altri argomenti, devo dedicare questo post a un po’ di fatti mediatici.
Per prima cosa avviso tutti che domani, sabato, dalle 8 alle 8 e mezzo su Radio2 Rai Marina Cepeda Fuentes conduce come tutti i fine settimana la sua trasmissione sulla cucina Che bolle in pentola. Marina mi ha scelto come battistrada di una nuova serie di interviste con i food blogger, cosa che mi inorgoglisce particolarmente. Quindi, domani, avete un motivo in più per sintonizzarvi su Radio2: dopo le mie parole scritte, dopo qualche mia rara immagine, domani sentirete anche la voce dello chef.
A proposito di sbrodolamenti, dopo Marina ringrazio Gallinavecchia che mi ha appioppato il premio Brillante Weblog 2008. Questo e gli altri blog premiati sarebbero "brillanti per i contenuti, lo stile o il design, con l’intento di promuoverli e incoraggiarne la diffusione virtuale", come dice il regolamento. Per quanto mi riguarda, penso che Gallinavecchia non sapesse a chi dare la nomination e dal cilindro è uscito il nome del Bistrot. Accetto comunque il premio e quindi, da regolamento

Brillante weblog è un premio assegnato ai siti ed ai blog che risaltano per la loro brillantezza sia per quanto riguarda i temi, che per il design. Lo scopo è quello di promuovere tutti nella blogosfera mondiale.

1. Al ricevimento del premio, bisogna scrivere un post mostrando il premio e citare il nome di chi ti ha premiato mostrando il link del suo blog.

2. Scegliere un minimo di 7 blog che credi siano brillanti nei loro temi o nel loro design. Esibisci il loro nome e il loro link ed avvisali che hanno ottenuto il Premio “Brillante Weblog”.

3. (facoltativo) Esibire la foto o il profilo di chi ti ha premiato e di chi viene premiato nel tuo blog."

assegno a mia volta il premio a:

  1. Loste che sa coniugare episodi di vita vissuta, emozioni e stati d’animo con la passione per la cucina. E’ difficile esprimerli, e Marco sa farlo benissimo.
  2. KelaBlu (anche se non mi calerà minimamente)  perché il suo spazio è sempre pieno di notizie succose come un’anguria, date e commentate sempre con quel pizzico di ironia che rallegrano la giornata.
  3. Gourmet (ancora lei, uffa!), ma se si parla di cucina non si può prescindere da Sandra, sempre competente e sempre deliziosa, anche fuori blog.
  4. La Mamma in corriera è un altro punto di riferimento per chi vuole salire sulla corriera e vedere come si viaggia e chi si diletta solo a vederla passare.
  5. La Bella Addormentata perché lo divida con Rudolph, con tutto il mio affetto e la mia solidarietà.
  6. Kitchenstories (un collega non poteva mancare, e che collega!) purché mi dia maggiori informazioni sulla "pipa" da affumicare.
  7. E un premio alla memoria? Ma sì: alla Meringa, come incoraggiamento a ritornare quanto prima fra noi.

Per finire, non credete alle classifiche. Sulla destra, per esempio, c’è il bannerino di Blogtoplist che indica - al momento in cui scrivo - che sono al 169° posto. Se fate un reload è facile trovare un altro numero: che sia a random? Per quello che costa, teniamolo lì per il momento.

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Ago 27 2008

Neonazisti? Giammai.

Published by Maurice under Mass media

Per tutti i media sono tre neonazisti. Per il TG2 delle 18.30 solo tre ragazzotti in vena di scherzi.
Alla faccia dell’obiettività della televisione pubblica.

 

 

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Giu 14 2008

Ciàrls Bodelèr

Published by Maurice under Mass media, Cazzeggiamenti

Sono contento se la Francia uscirà dagli europei di calcio. Non per francofobia, non per antiche rivalità sportive, ma perché ogni volta che si tratta di francesi mi si blocca lo stomaco.

Avevo tre anni ed abitavamo nella casa di una signora di origini francesi. Mio padre, che studiava allora per prendere il diploma di interprete, mi insegnò poche frasi, poche regolette per trattare con il dovuto rispetto la Signora: Bonjour Madame, Oui Madame, Aurevoir Madame. La regola di base della fonetica francese, semplice, elementare, per leggere correttamente è quella del "DePoSiTo": d, p, s, z, x, t alla fine di qualsiasi parola non si leggono MAI.
Così Paris (=Parigi) si pronuncia parì, trop (=troppo) si pronuncia trò, assez (=abbastanza) si pronuncia assé, e così via. Vedi qui.

Pensiamo ora di essere noi all’estero e vedere una partita della nostra nazionale, con il telecronista straniero che pronuncia Derosi o Deroxì, Bùffon o Bàfon, Birlo o Pirlow. A me farebbe tanto girare.

Buona parte dei giornalisti televisivi (e non solo) è già molto che sappiano la lingua italiana; già è molto che quelli sportivi sappiano mettere quattro parole una dietro l’altra; non pretendo che sappiano l’esatta fonetica del finnico o dell’olandese, ma alle regole base dell’inglese, del francese, dello spagnolo e del tedesco, almeno a quelle,  una sbirciatina su una qualsiasi grammatica o manualetto di conversazione potrebbero darla.

Passi - al limite - per Màicol Sciùmaker invece di Mì(c)hael Sciumà(c)her, ma non riesco proprio a sentire - senza che i timpani reagiscano come ad un ultrasuono - Bossìsss, Rolànddd Garòsss, Galllàsss.
In quest’ultimo caso, poi, c’è una seconda regola, la L mouillé, che è quasi la nostra gl e che assomiglia molto alla L veneziana. Così Gallas si pronuncia Ga(g)lià, punto e basta.

Mi piacerebbe che nella squadra tedesca o austriaca ci fosse un giocatore di nome Tschurtschenthaler. Mi immagino la lingua del telecronista sportivo nostrano che si ingroppa su se stessa in un nodo scorsoio nel tentativo di interpretare quel cognome.
Basterebbe solo un pizzico di umiltà, fare due passi fino alla postazione dei colleghi germanofoni e chiedere numi sulla pronuncia corretta: Ciùrcen-tàler. Semplice no?
Ma l’umiltà non è una condizione richiesta per iscriversi all’Ordine dei Giornalisti.

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Mag 05 2008

Chi ha paura di Virginia Wolf?

Published by Maurice under Mondo Web, Mass media

Grande rullar di tamburi sui media e sul web per la decisione di Visco di mettere in rete i redditi percepiti dagli italiani. Non si sono sottratti a questo sgraziato concerto nemmeno i food-blog, qualcuno - come Kela Blu - per fare i conti in tasca a grandi chef, critici e giornalisti gastronomici.

Dico subito che non ci trovo niente di scandaloso sull’azione dell’Agenzia delle Entrate, visto che i giornali hanno sempre pubblicato le liste comunali, senza che nessuno abbia mai gridato allo scandalo o alla violazione della privacy.
Dato che i dati sono pubblici per legge, non capisco dove stia l’inghippo. Mi sorprende il ragionamento dell’Authority che incolpa il Ministero di averli pubblicati tutti, indiscriminatamente. Ma se avesse fatto un filtro - che ne so, solo i vip, solo gli orafi, solo gli chef - allora sì che sarebbe stato scandaloso.

Ma chi ha paura di Virginia Wolf? Chi ha paura di vedersi esposto sul web? Quale danno può lamentare, come dice il Codacons? Chi ha la coda di paglia?
Ancora una volta siamo succubi della nostra matrice cattolica per la quale il guadagno è peccato, il denaro è figlio di Satana. Deve essere tenuto nascosto, nessuno deve sapere quanto è gonfio (o striminzito) il mio conto corrente.
In questo, per una volta tanto, i politici insegnano positivamente: i redditi personali devono essere denunciati e vengono pubblicati tutti gli anni. E nessuno di loro ha mai denunciato una violazione della propria privacy.

Io sarei felice se il mio nome apparisse vicino a quello di Aimo Moroni o di Gualtiero Marchesi. Potrei sbandierare ai quattro venti il mio successo e quanto sono bravo non solo come chef, ma anche come contribuente.

E c’è un ultimo aspetto, infine, su tutto questo discorso: la possibilità per tutti di verificare, dati alla mano, se il vicino di casa, il collega o il concorrente è corretto.
Se un altro ristoratore ha trenta dipendenti, gira in Suv lui, in Bmw cabriolet la moglie, in Audi 4 ognuno dei suoi figli, se si permettono due mesi di chiusura per ferie all’anno, e mi denunciano 5 mila euro di reddito, c’è qualcosa che non quadra. Da cittadino che paga correttamente le tasse vorrei vederci più chiaro.

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Apr 07 2008

Deborah la cheffa

Published by Maurice under Mass media, Cucina, Alimenti

Quando domenica scorsa contestavo Giampiero Mughini per il suo menu a Chef per un giorno su La7, suggerivo anche che io al posto suo mi sarei rifatto alla tradizione della sua cucina natia.  Deborah Caprioglio deve avermi sentito, e stasera da cheffa - come direbbe la nonna Piccola Cuoca - ha presentato una cucina in gran parte legata alle sue radici veneziane. Brava.

Anche stasera (a proposito, perché non si chiama Chef per una sera?) al tavolo della critica c’erano Fiammetta Fadda (critico gastronomico di Panorama), Leonardo Romanelli (Quinto quarto), in compagnia di Fabio Baldassarre, chef dell’Altro Mastai di Roma.
E’ strabiliante l’acutezza in particolare di Fiammetta Fadda che, come si chiedeva anche la Caprioglio, ha quasi poteri medianici nell’intuire la personalità che sta dietro ai piatti. Ma non solo questo: ha un senso dell’assaggio eccezionale che mi piacerebbe una volta nella vita averla ospite da me. Questo non vuol dire che Leonardo sia da meno, forse è più istintivo, più immediato, e quindi meno riflessivo.
Nulla da dire sui giudizi dati, o sui suggerimenti, con una sola eccezione: personalmente, da veneziano, non metterei mai il limone sui Risi e Bisi che, mi permetta Baldassarre, sarebbe sì una personalizzazione, ma anche uno stravolgere il piatto originale. Cioè: se mi rifaccio alla tradizione, la rispetto in pieno, intervenendo al limite sull’aspetto estetico del piatto. Oppure faccio una rivisitazione, che è tutta un’altra cosa.

Ma la cucina è sempre molto personale. La pasta e fagioli, ad esempio, la faccio meglio io, senza aver assaggiato quella di Deborah: più legata, a metà strada tra la minestra e la passata di fagioli, con la pasta cotta al punto giusto. Lo spezzatino, altro esempio, non lo faccio con l’olio "a vista", anche perché l’olio mi serve solo per rosolare la carne.

Comunque, tirando le somme, bene i Risi e Bisi, bene la pasta e fagioli, bene lo spezzatino: una cucina che si fa mangiare, più che pensare, come è stato detto.

Una cucina che mi fatto dimenticare la sciùra di mezzogiorno che ha rappresentato la classica goccia del vaso, in una giornata che doveva essere all’insegna della pazienza sapendo, come aveva detto Paolo Fox, che tutti i pianeti della galassia erano contro di me.
Una giornata cominciata con l’allarme che nella notte si era rotto un tubo ed avevo la cucina allagata. Per fortuna si è trattato solo di un fantasma che ha allentato un rubinetto e c’era solo una mezza secchia da tirar su. Il resto funzionava.
Dopo l’acqua altri bei contrattempi, incassati uno dietro l’altro con santa pazienza, finché non è arrivata la sciùra strarompi: basti dire che ha cominciato a pranzare quando il resto della tavolata era arrivata al dessert, non per colpa della cucina, ma per la sua indecisione nello scegliere i piatti, procedendo a gambero, dal secondo al primo ed infine all’antipasto. Ma i film la sciùra li vede in rewind?
Certe cose mi rimangono sempre incompresibili.