Senza dubbio, la classe più competente, e la meno servile, è quella dei cuochi. (George Orwell)

Bistrot Chez Maurice


Archive for the ‘Mondo Web’


Cosa non si farebbe pur di vendere un iPad 1

Posted on giugno 08, 2010 by Maurice

Splendida notizia dagli antipodi: un ristorante australiano ha sostituito il menu cartaceo con l’iPad. Non occorre essere un esperto di marketing per scoprire una bufala che puzza di marcio a qualche migliaia di chilometri di distanza (il genio di Steve Jobs è senza limiti) e se ne sono accorti anche i bontemponi australiani, vedi i commenti.
Menu su iPadAndiamo con ordine. Lasciamo perdere tutte le motivazioni psico-sociologiche del servizio al cliente, come il rapporto umano tra azienda (cameriere) e consumatore finale, il cibo come comunicazione e trasmissione della cultura di un paese, eccetera eccetera eccetera. Si potrà sempre eccepire che un link ad ogni voce può rimandare a Wikipedia che informa il commensale sul Parmigiano Reggiano o sul lardo della Val Rendena.
Lasciamo anche perdere la bellezza e l’allegria (altro valore aggiunto in un pasto al ristorante) di un tavolo, tutto impegnato fra ordinazione virtuale, link alle qualità wikipediane dei cibi e dei vini: una splendida serata di interazione sociale.
Lasciamo perdere tutto questo e pensiamo ai banali numeri.

A prescindere dai tempi non certo brillanti, quale ristorante anche piccolo può permettersi un investimento in iPad? Prendiamo il modello base, 499 euri o dollari fa lo stesso se ben ricordo, moltiplichiamolo almeno per 30 pezzi, ed abbiamo la bella cifra di 14.970 bigliettoni; mettiamo un pasto medio di 30 euri/dollari, fanno quasi 500 pasti solo per ammortizzare la spesa.
Dobbiamo pensare, poi, al costo di rimpiazzo di quelli che spariranno come souvenir (l’ho fatto anch’io in qualche locale straniero, con quelli cartacei ovviamente) e fatevi i calcoli della bella pensata.
Se il ristoratore non è un filantropo, pensiamo a quanto verrà "spalmato" il loro costo sul cliente: se i costi generali devono rimanere entro il classico 30%, il prezzo medio del pasto dovrà aumentare del relativo 30% per pareggiare i conti. Ok, son cacchi soldi suoi, ed ognuno può farne quello che vuole; personalmente investirei 15 mila euro in altri modi ma, ripeto, ognuno è libero di fare quello che vuole con i propri soldi.
Pensiamo ora al discorso tecnico. Qui non abbiamo un classico "gestionale", in uso da noi da qualche decina d’anni (nulla di nuovo sotto il sole): il cameriere raccoglie le ordinazioni varianti comprese sul proprio computerino portatile e le trasmette alla cucina e al bar i quali tramite stampante le trasformano nelle classiche comande.
Qui abbiamo un’app (ed anche questo è un ulteriore costo per gli sviluppatori) personalizzata, pubblica?, che interagisce con cucina e bar, e solo con quella cucina e quel bar. La cosa è inverosimile sotto molti aspetti.
E’ chiaro che la campagna pubblicitaria della Apple ha centrato il segno: con pochi soldi hanno imbastito su uno pseudo ristorante con pseudo clienti (guarda caso tutte belle donne, nella foto di Ross Schultz) ed il gioco è fatto perché ne parli tutto il mondo e perché qualche gonzo ci caschi e vada in un Apple Store ad acquistare qualche decina di tavolette (sarà compreso negli incentivi statali per l’innovazione tecnologica?).
Grande Steve, ma io resto vetero cartaceo e non me ne vergogno.

La nuova frontiera delle spam 3

Posted on aprile 28, 2010 by Maurice

Fatta la legge trovato l’inganno. Tutti i blogger hanno dei meccanismi che bloccano le spam nei commenti, più o meno rozzi, più o meno raffinati, a volte così raffinati che anche un lettore registrato può essere bloccato se mette uno o più link nel commento.
SpamA volte penso che il numero di spam sia proporzionale all’importanza del blog, un po’ come diceva il nostro illustre condottiero: tanto spam, tanto onore. Mi hanno spiegato che questi spammisti guadagnano in vile pecunia presso i loro sponsor in base ai link che riescono a piazzare, così come una volta pagavano un tot per volantino pubblicitario cacciato nella cassetta della posta del condominio. Rimane il problema delle mail, che bisogna cestinarle come "posta indesiderata" a mano a mano che arrivano in box. Poco male, perché col tempo si arriva a cestinare all’origine pressoché tutto.
Capito il meccanismo di Akismet, o altro sistema su altre piattaforme, gli spammisti che cosa si sono inventati? Non più link nel testo del commento, ma inside la firma che il pc riconosce anche se nascosta, ma non l’antispam. ‘Sta gente firma il commento come John o Maggy, che però sono collegati non ai loro blog, ma ai siti che vendono viagra, poker, contenitori in plastica e paccottiglia simile. Così vai a vedere chi è questo nuovo lettore, e ti ritrovi su Enlarge penis, o qualcosa di altrettanto gustoso.
Il testo del commento? Alcuni a volte blandiscono con le sviolinate: Very interesting!, e tu corri a guardarti allo specchio e, con un buffetto sulla guancia, esclami: quanto sono bravo! Poi viene il sospetto, ci pensi su e ti rassegni: anche stavolta mi hanno preso per il culo, sono la solita merdaccia di fantozziana memoria.
Ultimamente sono diventati più subdoli. Prendono un commento precedente e con il copia incolla te lo sbattono come commento loro in un post di diversi giorni addietro. Il gioco è fatto: il loro link mascherato passa la dogana dell’antispam, il commento viene pubblicato in automatico… finché non ti accorgi di averlo già letto. Corri allora in bacheca e cancelli l’intruso copione.
Spero che quanto prima uno sviluppatore metta a punto una risposta automatica per lo spammista incursore, del tipo: brutto stronzo, vai a defecare a casa tua e non inzozzare questo blog. Veramente non ne posso più di perdere tempo a pulire tutta la spazzatura.

Fratelli di penna virtuale 5

Posted on febbraio 15, 2010 by Maurice

Peccato che il tempo sia sempre così poco, quando un’anonima serata di lavoro diventa l’occasione per stare in piacevole compagnia.
Sarà perché sono fuori dai circuiti cittadini, sarà perché da me bisogna venire appositamente, ma sono poche le volte che riesco a conoscere de visu gli amici di blog. Qualcuno è passato, qualcuno – spero – prima o dopo passerà, ed ogni volta è una gradita sorpresa per una gradevole serata.
755799101_6b37f2d18aSabato sera si è accomodato ai miei tavoli Dario e la sua deliziosa consorte, si sono affidati a me nella scelta dei piatti (spero di non averli delusi) e poi, quando tutti erano serviti, sono riuscito a scambiare con loro due (+due, +due, +…) chiacchere.
Il bello di conoscere un blogger che si frequenta da tempo è che sembra di essere amici da sempre, vecchi amici di gioventù che si sono persi di vista, ma che sono sempre rimasti in un angolino della memoria e del cuore. Il doveroso preambolo del come stai? non è mai un rito, una liturgia del galateo, ma un vero interesse per la persona che finora abbiamo conosciuto solo attraverso la parola scritta.
E poi ci si confessa reciprocamente, dal virtuale si passa al reale, alla faccia di chi demonizza il web come mondo irreale o strumento per diaboliche perversioni. Peccato che il tempo scorra troppo velocemente.
Per Dario a mo’ di memo, e per tutti gli amici che non lo sanno, è possibile incontrarmi anche su questo blog. A bientôt, come dicono i cugini.

Perché fanno così? 3

Posted on dicembre 08, 2009 by Maurice

Qualcuno deve spiegarmi come va il mondo web.
Il 17 novembre scrivevo del tonno (questo dovrebbe essere un blog più o meno di cucina) e della necessità di noi cuochi di dare una mano alla salvaguardia dell’ambiente, bandendo il tonno dai nostri menu: 403 pagine viste. Il giorno dopo scrivo delle disavventure del mio computer: record assoluto di tutti i tempi con 629 pagine visitate. Il giorno dopo ancora divago con una presentazione di Flickr sul foliage dalle mie parti: 552 visite. In questi giorni che presento ristoranti e piatti non supero le 200.
Nell’altro mio blog, dedicato ai temi sociali e politici dopo l’indigestione di quest’estate, sono sulla ventina le visite quotidiane, con un picco solitario di 91 visite il 1° dicembre, sul caso del presunto video dell’on. Mussolini.
Anche quando scrivevo su questo blog di accadimenti politici le pagine viste non erano mai meno di 150, oggi sono una manciata. Da notare che per il Bistrot non faccio nulla per aumentare la visibilità, mentre nell’altro blog ogni volta segnalo i post ai socialnetwork. Tutto questo per me è inspiegabile, forse meno per un SEO, quindi prendo atto e vado avanti, non sapendo che pesci pigliare.

Più facile è capire il comportamento dei miei clienti nella scelta dei piatti. Per il menu dell’inverno ho fatto una cosa nuova: visto che il mio slogan è La cucina tradizionale in movimento, ho "smembrato" il menu in due menu distinti, quello della tradizione e quello del movimento, cioè della cucina rivisitata.
Nell’impaginazione ho affiancato le pagine in italiano ed inglese dei rispettivi menu; il cliente che sfoglia la carta trovava subito il menu della tradizione, italiano a sinistra ed inglese sulla destra, e quindi alla pagina successiva il menu del movimento, sempre italiano a sinistra ed inglese sulla destra. Il risultato è stato che solo pochi sceglievano il secondo.
Ho cambiato di punto in bianco l’ordine delle pagine. Prima i due menu affiancati in italiano, ed alla pagine successiva quelli in inglese: i piatti del movimento hanno cominciato a prendere subito quota.
Conclusione a cui sono arrivato: i miei clienti o sono pigri e non hanno voglia di sfogliare il menu, o sono orbi e non riescono a leggere oltre la prima pagina. Comunque stiano le cose, è facile trovare la giusta soluzione in sala, molto meno sul web.

Il computer volante 1

Posted on novembre 18, 2009 by Maurice

Esiste la diarrea da computer? Non so se i fatti sono collegati, ma da quando sono tornato dalle vacanze africane e mi sono rimesso al pc, ho dovuto ricorrere all’Imodium che era in valigia.
3637722159_c2982245c5Come sanno i miei lettori, sono riuscito a collegarmi dal Mar Rosso un paio di volte in wifi con scheda prepagata, ma al ritorno è successo qualcosa ai circuiti e mi è saltata la connessione. Dopo una mezza giornata di tentativi inutili e pericolosi (sono stato sul punto di far volare dal terzo piano laptop e periferiche collegate), mi sono arreso al soccorso online. Per chi, come me, ha Tin.it come provider, esiste un nuovo servizio di assistenza tecnica per risolvere anche i casi non dipendenti dalla linea telefonica, bypassando per il 187.
Alla modica cifra di 24 euri, iva compresa, mi passano ad un genio dell’informatica che mi assisterà. C’è una difficoltà, però: il nostro eroe bisbiglia a 78 giri in calabrese stretto, per cui metà del tempo si perde a farsi ripetere le domande e le istruzioni. Comunque con il traduttore simultaneo riesco a capirlo; purtroppo (per lui) non ho il master in informatica per cui, alla richiesta di collegare il modem al pc non capisco a cosa si riferisca, visto che il portatile ha il modem interno. Traducendo, capisco che modem sta per router.
Ed ancora, se mi fa scollegare da Internet non capisco come posso andare sul sito di Google, o se mi dice di cliccare su Apri file (che non c’è sulla mia videata) non posso sapere telepaticamente che intendeva che io usassi Explorer invece di Firefox.
Comunque riusciamo a stabilire un collegamento di assistenza remota, che significa che lui entra nel mio pc, smanetta come e dove vuole, mi cancella i driver, e poi mi dice di inserire il cd con i driver. E dove cazpita sarà finito dopo tanti anni? Soluzione: trovi il cd, rifaccia l’installazione del router, e buona notte.
Tante grazie, e con i 24 euri si faccia una buona bottiglia di Sangiovese alla mia salute.

Alle 3 e mezza di notte, seduto sul water, medito se rimettermi al pc e risolvere il problema da solo. La notte porta consiglio, ma rimando tutto al mattino seguente:
backup dei Documenti, ripristino del sistema a prima della partenza per l’Egitto, ed inizio a smanettare. La faccio breve. Nella sventura ho il classico colpo di culo (non quello, perchè l’Imodium nel frattempo ha fatto il suo effetto): un paio di anni fa ho salvato un file Pdf con tutte le istruzioni del caso.
Altro che 24 euri: solo la pazienza e la cocciutaggine mi hanno risistemato il sistema, e senza tante lauree in elettronica, informatica, toponomastica, poco topo e tanta mastica.
Rifunziona tutto, anche se non giuro fino a quando. Ullalà, ullalà, ullalà.



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