Un cuoco, una cucina, un mondo

Bistrot Chez Maurice 2.0


Archive for the ‘Mondo Web’


Tutta la libreria in borsetta 0

Posted on febbraio 04, 2012 by Maurice

Un tranquillo signore con occhiali e baffetti grigi sta aspettando al tavolo n.6 quanto ha ordinato. Nel frattempo estrae dalla tasca una cornicetta e si mette a leggere. "Ha l'eReader come il mio", esclama gongolante il mio Capo, rientrando in cucina.
E già. Perché a Natale abbiamo pensato di regalarle il lettore Kindle, vista la sua passione per la lettura, il costo giusto del lettore ed i prezzi di copertina dei libri tradizionali che sono proprio economici; a conti fatti, è già quasi ammortizzato.

L'eReader ha del geniale. Non è un computer né un tablet, con tutte le "complicazioni" che gli analfabeti o i semianalfabeti digitali possono incontrare: basta accenderlo ed appare l'ultima pagina in lettura.
Serve ad un solo scopo, se il possessore si limita a leggerlo, ma ha già incorporate altre funzioni per chi vuole sottolineare, farci delle note a margine, come il libro cartaceo. In più è estremamente leggero, compatto, ci sta dentro la tasca posteriore dei jeans.
La batteria dura una vita ed il "rifornimento" dei libri è quanto di più comodo si possa immaginare: noi, per esempio, "sfogliamo" la libreria virtuale sul computer, troviamo il libro che interessa e basta un click, uno solo, per acquistare il libro. In non più di cinque secondi la transazione è effettuata: l'importo viene addebitato in carta di credito ed il libro è già disponibile sul Kindle.
Il mercato del libro digitale è impressionante:

Da noi  – afferma Repubblica – sarebbero invece circa centoquarantamila gli ebook reader, mentre i tablet ammonterebbero a settecentomila. Solo la Spagna, in Europa, è più indietro. E questo si riflette sulla diffusione dei libri digitali che in Italia è circa dello 0,5 per cento contro il 7 dell'Inghilterra, unico colosso del vecchio continente.
Eppure l'ultimo Natale per tablet ed ebook è stato roseo anche da noi. A giugno del 2011, secondo l'Associazione Italiana Editori (Aie), erano appena quattrocentomila mentre ora superano il milione.

Eppure, di fronte a 1 o 4 euro – il costo di un ebook, se non si vuole subito la novità, ma ci sono anche i classici gratis – si è sviluppato un mercato clandestino parallelo, in cui gli hacker sguazzano come anitre in uno stagno.
A che pro? Se fossi un autore mi incazzerei di brutto, come se fossi un editore. Il prezzo di un libro digitale è talmente irrisorio che dal mio punto di vista non vale la pena smanettare tanto per rischiare.
A meno che non siamo dei fanatici dell'esproprio proletario, del tutto e gratis. A parte le considerazioni etiche, non va avanti così l'economia.

Repetita juvant 2

Posted on settembre 26, 2011 by Maurice

Avevo un libro di compiti per le vacanze, quando i compiti in vacanza non erano antipedagogici, che si chiamava Repetita Juvant, porta beneficio ripetere le cose. Più che un libro era una Settimana Enigmistica scolastica, gli esercizi delle diverse materie si facevano in scioltezza, con divertimento, per non far arrugginire gli ingranaggi.
Riprendo la saggezza degli antichi latini per ricordare ai lettori stipati in questa cucina una cosa ed annunciarne altre.
Anticipavo qui quasi due mesi fa l'idea di un nuovo blog. I due sotto le lenzuola hanno messo su casa e vivono in Letti gemelli. (Cliccate il link, se vi era sfuggito il post di allora, forse ne vale la pena)
Letto sfattoTiriamo una riga su questo breve periodo di unione di fatto. Siamo entrambi, Giuliana ed io, contenti di come abbiamo iniziato e come sta procedendo, pensando che non ci siamo ancora incontrati de visu. Forse accadrà questa settimana, e la cosa mi mette non poca apprensione, come se fossi un adolescente al suo primo appuntamento. La deluderò? Sarò come lei si aspetta, ammesso che abbia una vaga idea di me? Cambierà qualcosa dopo?
In questo mese e mezzo il reciproco entusiasmo ci ha portato a sfornare post a raffica. L'argomento è talmente ampio che non ci si sta dietro: sono migliaia di anni che uomo e donna si accoppiano, tecnicamente non è cambiato niente, ma ogni giorno attorno a quel letto c'è sempre qualcosa da dire di nuovo. Materiale ce n'è, e dai commenti – e dai silenzi – vediamo che piace ai nostri amici.
Abbiamo anche qualche sogno nel cassetto del comodino, ma è troppo presto per tirarlo fuori. E poi non sappiamo ancora cosa ci riserva il futuro: può darsi che fra un anno gli stregoni del web si inventino qualche altra diavoleria, e non potremo non approfittarne. Già oggi siamo presenti anche su Facebook con una nostra pagina. Vedremo.

Chiuderà questo Bistrot? Non è detto, ma mai dire mai. Onestamente, in questo momento trovo più stimolante la camera da letto della cucina, sempre virtualmente parlando. Qua gli stimoli sono rari: in fin dei conti il lavoro – anche il più interessante – offre poche novità.
Avrei potuto parlare qualche giorno fa della inaspettata e felice visita ai miei tavoli di una coppia di amici, lettori di entrambi i blog. E' stata una felicissima sorpresa, spero lo sia stata anche per loro, ma non posso andar oltre perché mi hanno scongiurato di mantenere l'anonimato. Loro sanno.
Fra le novità ce n'è una che interessa anche voi: fra un mese dovrò essere operato. Quello che è iniziato anni fa come un fastidio, il mese scorso si è trasformato in dolore, prima sopportabile, poi presente anche di notte, scombussolando il mio già fragile sonno.
Dopo una serie di visite ed esami il responso: rottura del tendine sovraspinato. Il braccino destro si sta muovendo, e male, senza questo tendine, bisogna riattacarlo. L'intervento non è doloroso, ma mi aspettano – molto probabilmente – due mesi non proprio felici. E fin qui sono lazzi miei.
Quello che interessa a voi è che sarò fuori uso a lungo. Il braccino è quello che uso per spostare il mouse, oltre che per scrivere. Quando sarà immobilizzato nel tutore e finché la fisioterapia non darà i suoi frutti, dubito che riuscirò a battere sui tastini della tastiera.
Prendetevi anche voi un periodo di ferie, ma continuate a seguirmi in camera da letto. Lì ci stiamo attrezzando con un po' di lavoro anticipato e la mia ottima compagna se la caverà anche da sola. Siamo in letti separati sì, ma conviventi.

Ciao, ciao, guidina /2 5

Posted on settembre 22, 2011 by Maurice

Ritorno sull'argomento del post precedente, incalzato dal blog di riferimento, perché non è vero che i ristoratori sono lettori muti (forse non ci va di mescolarci con chi ci detesta a prescindere, ma questo è un altro discorso).
Papero Giallo dà una sua visione di quella che potrebbe essere una Zagat all'amatriciana, idea non nuova su quel blog (caro Petrini, ti seguiamo, ti seguiamo, anche se non commentiamo; sarebbe bello sapere invece se avviene anche viceversa, ma questo è un altro discorso ancora).

Compresseur pour pneu MichelinVa tutto bene, basta provare e magari cambiare se qualcosa non va. Certo, che se mi metto io a recensire ristoranti, nessuno mi cala, esclusa qualche decina di lettori affezionati; se lo fa Petrini sicuramente ha successo perché… l'ha detto Petrini (e questo non è un altro discorso, ma il solito vecchio discorso).

Se crediamo nella "democrazia" del web, tutte le indicazioni per una guida 2.0 vanno bene. Come dicevo nell'altro post, anche noi cuochi e ristoratori dovremo fare i conti con la nuova democrazia partecipativa e prendere le nostre contromisure. Magari – come suggeriva Dario nei commenti – assoldare una claque nel caso le cose si mettessero male.
Non ci sarebbe da scandalizzarsi, visto che oggi potenti brand possono permettersi pagine di pubblicità a pagamento sulle guide che segnalano il ristorante collegato alla proprietà.

Va tutto bene quello che dice Bonilli, ad eccezione di una sola cosa: "Una piccola e ben munita redazione centrale controlla, smista, chiede, boccia, investiga".
Qui cade l'asino. Sono buono: non penso che il direttore pensi ad una forma di censura redazionale. Al limite gli passo per buona una censura sulle forme delle recensioni e dei commenti: se qualcuno dovesse recensirmi con le parole "fa schivo", "fanno un cibo di merda" o "in cucina c'è un testa di cazzo che si dà arie da cuoco", mi incazzerei come una belva ed attiverei l'avvocato contro chi l'ha scritto e chi l'ha pubblicato. In questo senso va bene un minimo di filtro.
Ma non vorrei che la "piccola e ben munita redazione centrale"  facesse passare solo le vacche bianche, lasciando fuori del recinto quelle nere. E' già successo sulle guide cartacee e nulla vieta di pensare che possa succedere sul 2.0.
Pensiamo, per esempio assurdo, che cominciassero a piovere cateratte di commenti negativi contro Bottura o Alajmo. Passebbero? Ho qualche dubbio. Ma staremo a vedere.

Ciao, ciao, guidina 7

Posted on settembre 19, 2011 by Maurice

Apprendo che il 9 settembre Google ha acquistato Zagat. Chi sa cos'è Zagat?
ZagatAgli italiani non particolarmente addentro al mondo culinario Zagat ricorda per assonanza al massimo una caramella; si tratta invece della più famosa ed autorevole guida gastronomica americana, i cui giudizi vengono espressi direttamente dal pubblico, dai clienti che frequentano i ristoranti.
Si tratta di una pura e semplice operazione economica: Google vuole vendere più pubblicità, per farlo deve coinvolgere quanto più possibile gli utenti che con i loro clic determinano il successo del motore di ricerca. Già oggi Google Maps permette di localizzare i ristoranti che hanno accettato di essere evidenziati, con la possibilità di esprimere un giudizio ed inserire una recensione sul locale.
In un futuro prossimo, quindi, è probabile che spariscano le guide e che le stelle vengano assegnate da Google-Zagat attraverso un meccanismo "democratico" dal basso. Basta con la valutazione soggettiva di un solo ispettore, ma solo il giudizio espresso in progress dal cliente che, seduto a tavola, potrà esprimere il proprio voto tramite telefonino o altro sistema online.
Non trovo che questa sia una rivoluzione, almeno nell'immediato.
Gli utenti dotati di un dispositivo mobile al momento sono solo il 10%, quindi il campo è già ridotto. Ma, anche ipotizzando che il sistema si diffonda come le lavatrici, quanti saranno quelli che si scomoderanno per dare un giudizio di loro spontanea volontà? Gli americani sono già più attivi: dei clienti statunitensi entusiasti una sera mi assicurarono che mi avrebbero segnalato a Michelin, cosa che non ha fatto nessun altro.
Anzi, quando un anno promossi tra la clientela un'azione perché mandasse una sua opinione alla guida preferita – Michelin, Espresso, Veronesi, Slow Food – dovetti raccogliere io le schede compilate ed inviarle alle varie redazioni. Il limite dell'operazione Google-Zagat è, quindi, la pigrizia del cliente-utente.
Superato questo scoglio effettivamente potremmo avere un qualche cambiamento. Non una rivoluzione, perché c'è già qualche guida anche in Italia – Magnarben, Mangiarozzo – che stila i propri profili in base alle segnalazioni dei clienti.
Potrà cambiar molto anche sul versante dello chef e del ristoratore. Se per qualcuno oggi la cucina è un'esercizio di narcisismo o una palestra per conquistare le bramate stelle, cappelli o forchette che dir si voglia, domani l'unica valutazione sarà quella del cliente, incompetente, ignorante, non educato alle raffinatezze della cucina elitaria, ma che paga il conto e che ritorna se si è trovato bene. Che, alla fine, è quello che conta perché un ristorante sopravviva e prosperi.

In due sotto le lenzuola 6

Posted on agosto 04, 2011 by Maurice

Scriviamo di sesso? Facile a dirsi, più difficile farlo. L'idea è nata da un post di Giuliana, seguita da commenti come da copione, da nuovo post, e da elucubrazioni notturne se, come e perché farlo.
90Abbiamo scoperto l'acqua calda: lo stesso argomento, trattato da un uomo o da una donna, assume dei riflessi totalmente diversi. Giuliana parlava di biancheria intima, di una sua esperienza d'acquisto che si è trasformata in un'esperienza di vita. Se ne avessi parlato io, e gli argomenti non mi mancano, dicevo che sarei passato per il solito maschio sessuomane (avrei anche potuto aggiungere maschlista, maniaco, vecchio bavoso, pervertito, e tutta la liturgia con cui noi – maschietti anche non maliziosi – veniamo etichettati quando affrontiamo certi argomenti).
Mi sono chiesto allora: perché non parlare di "certe cose" dai due differenti punti di vista?
Già cominciamo  col girarci attorno. "Certi argomenti", "certe cose". Saremmo in grado di usare tranquillamenti le parole sesso, vagina, pene, orgasmo, masturbazione, e tutto il resto, con naturalezza, senza peli sulla lingua, ma anche senza offendere il comune senso del pudore e senza dover mettere il disclaim di accettazione preventiva prima di entrare nel blog?
Lo spazio c'è. Su Blogitalia ho fatto una piccola ricerca: su 138.934 blog quelli dedicati all'erotismo sono appena 3.124, al quart'ultimo posto come categoria. Dopo aver scorso tre pagine di siti ho dedotto che si tratta più che altro di blog porno, infarciti di immagini, webcam e webchat; nessuno che affronti la materia in modo serio, che non vuol dire serioso, perché sul sesso si può fare anche dell'ironia, soprattutto quando si leggono certe ricerche "scientifiche".
Si tratta di capire se c'è una buona ragione perché due persone perbene, sposate con prole, distanti qualche centinaio di chilometri  ed un paio di decine d'anni l'una dall'altra, in tutt'altre faccende affacendate nella vita quoatidiana, debbano impegnarsi in un'avventura che comunque porta via del tempo. La risposta è che di sesso di parla poco e male – qualcuno dice che si fa ancora meno, ma questo è un altro discorso – e quando se ne parla lo si fa citando l'amico/a che ha detto, come se fare l'amore fosse qualcosa di differente dal mangiare, il bere, il dormire o accomodarsi in bagno.
Come tutto il resto anche il sesso, nel corso di questi ultimi decenni ed anni, è cambiato. Nella legge e nel costume. Come? Questo è un bel modo da analizzarlo in un blog. Sono più liberi, felici, appagati i nostri figli o noi alla loro età? Se i problemi sono gli stessi, come li abbiamo affrontati noi e come li affrontano loro? Stiamo tornando ad una società di bacchettoni (quella dei nostri genitori, per capirci) o la rivoluzione sessuale degli anni '60 ha lascito qualche traccia? Fedeltà o libertà? Matrimonio o convivenza?
Gli argomenti ci sono, tantissimi e stimolanti. Per noi che ci piacerebbe trattarli e per i nostri lettori/lettrici a cui spetta il compito di commentarli, approvarli, confutarli, portare le loro esperienze.
"Sotto le lenzuola" potrebbe essere un bel titolo. Forse ci proviamo.

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