Ott 07 2008
Mezzogiorno a microonde
Guardate bene la foto che ho rubato all’Express: coscia di coniglio con purè di broccoletti. Il dolce della carne sposato con il sapore inconfondibile dell’ortaggio, un piatto dal clima già invernale, semplice, essenziale, da gustare con la forchetta e poi con le mani, badando bene a leccarsele alla fine per non perdere un grammo della preziosità del sugo dell’arrosto.
Per la cronaca questo piatto, con antipasto e dessert, costa 34 euro ad Antibes, in Costa Azzurra, da L’Armoise.
Non discutiamo sul prezzo, son cavoli loro e dei loro clienti. Parliamo del piatto in sè, anzi del suo contenuto che mi fa incazzare al solo pensarci.
Il mio aiuto (il Capo) ha sopportato in questi giorni le mie saracche contro i clienti del mezzogiorno, quelli dei tickets, per i quali ogni santo giorno dell’anno devo fare un piatto diverso, anzi tre primi e tre secondi diversi extra carta, tenendo conto che vengono qui solo per cibarsi, e a prezzo ridotto, molto ridotto (mi occorrono almeno tre tickets per fare un cliente à la carte, tanto per capirci).
E’ vero quello che dice il mio capo: più li tratti bene, più se ne approfittano, ed ogni giorno è un dramma pensare a qualcosa di diverso che li stuzzichi.
Partiamo con il classico cosciotto di pollo al forno: non lo guardano neanche, e le ultime volte i cosciotti rimasti sono stati trasformati in polpettine. Cambiamo: facciamo il coniglio arrosto, quello che all’Armoise costa 34 euro, non se parla nemmeno.
Che ne dite di una bella fesa di vitello? Sì, non va neanche a regalarla. Allora facciamo un classico della cucina veneziana, il fegato di vitello; forse ne vanno via due o tre porzioni. Non parliamo delle scaloppine, in qualsiasi versione, roba buona per loro per foderare le suole delle scarpe.
Saliamo di tono: un’orata o una trota al cartoccio con tutte le loro verdurine? Non le degnano di uno sguardo.
Che caz..pita si cucina, allora?
Il bello è che uno degli assiomi per cui la gente va al ristorante è per mangiare qualcosa che non mangia a casa. Evidentemente le lor signore cucinano tutte le sere per due ore arrosti, pesce al cartoccio ed altre amenità del genere. Risultato: un buon novanta percento dei clienti-tickets prende tutti i giorni dell’anno pasta al pomodoro e braciola alla griglia.
E’ una soddisfazione fare il cuoco per costoro. Senza parlare di chi vuole sempre e solo la pasta scondita.
Più di una volta ho pensato di appaltare i pasti di mezzogiorno a qualche servizio di catering industriale, quelli che arrivano alle 11.30 con tutto pronto, sbattono il tutto in microonde ed oplà, il pasto è servito.
Comodissimo, oltretutto potrei restare a letto fino alle undici.






































Ora, non per fare il pedante mettendo i puntini sulle i, ma per prendermi i diritti che mi spettano devo autocitarmi: il 6 febbraio 2007, ancora in Red Chef portavo l’esempio di Portland nel Maine, che ho visitato quando nel gennaio 2000 mi trovavo colà.
Credo però che sia vero anche il contrario: l’uomo è ciò che NON mangia.
Chissà cosa ne penserebbe Gourmet se facesse una visita a