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febbraio 06, 2010 by
Maurice
Non sono più silenziosi gli specchi
nè più furtiva l’alba avventuriera ;
sei, sotto la luna, quella pantera
che a noi ci è dato percepire da lontano.
Per opera indecifrabile di un decreto
divino ti cerchiamo invano;
più remoto del Gange e del Ponente
tua è la solitudine, tuo il segreto.
La tua schiena accondiscende la carezza
lenta della mia mano. Hai accolto,
da quella eternità che è già oblio,
l’amore di una mano timorosa.
Sei in un altro tempo. Sei il padrone
di un abito chiuso come un sogno.
(Jorge Luis Borges)
Ti sei addormentato tra le braccia della tua padroncina, come sei arrivato a casa così sei partito. Ora riposa.
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gennaio 15, 2010 by
Maurice
Tutti i commenti al mio (quasi) post d’addio, oltre a qualche sparuta ma importantissima critica, sono pieni di grande affetto, e di questo vi ringrazio tutti. E’ stato questo affetto che trasuda dalle vostre righe che mi ha convinto a riprendere questa truce pratica dello scrivere.
Una cosa ho capito e vi prego di tenerne conto: i commenti non sono un indice di gradimento, non sono l’Auditel dei blog quindi, se non volete, non lasciate traccia solo per piacere a me. So che ci siete, e questo è quello che conta. E’ chiaro che mi piacerebbe avere ogni giorno la gente che si scanna come sul blog di Vittorio Zucconi che aveva, però, preso la mia stessa decisione per motivi opposti. Ma non è questo l’importante.
Non riesco a capacitarmi, e questo vale anche nella vita reale, del fatto che molti mi trovino border line (si dice così?), autorevole (come siete buoni), spero non spocchioso. E’ un peccato, perché da sempre il mio intento è esattamente l’opposto: essere credibile sì, ma comprensibile, e per nulla altezzoso. Se c’è un modello a cui mi piacerebbe assomigliare è Angela senior: ringraziando Iddio ho maturato le mie convinzioni e per queste mi batto, ma il mio motto è "Il saggio cambia spesso opinione". Da buon fotografo so che la medesima realtà può essere fotografata in momenti diversi o da angolature diverse, e sembra un’altra realtà.
Come direbbe Mughini, aborrisco le crociate, sono per il dialogo e – quando non è possibile – almeno il confronto fra persone oneste. E qui lo siamo tutti, chi scrive e chi legge, fino a prova contraria.
Tags: blogripensamenti
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gennaio 12, 2010 by
Maurice
Negli ultimi 31 giorni questo blog ha registrato una media di 218 visite al giorno, con un picco massimo di 335 il 30 dicembre; le pagine viste sono state, sempre come media, 390 ogni giorno, con il massimo di 631 il penuntimo giorno dell’anno, che rappresenta anche il record assoluto di questo sito.
Quello stesso giorno non ho pubblicato nessun post nuovo, e quindi chi ha cliccato l’indirizzo del Bistrot ha trovato l’articolo di due giorni addietro; prima del nuovo questo post ha totalizzato 1724 visite con 2 (dico 2) commenti inerenti al testo.
Il mio "pubblico" è per l’87,21% proveniente dall’Italia e per il resto si sparpaglia dalla Germania alla Repubblica Domenicana, dalla Francia al Senegal; molto attivi i 119 visitatori geograficamente non individuati, ma che Askimet blocca regolarmente con i loro tentativi di spammare in cirillico il blog.
Lo so, non sono né Guglielmo Zucconi né Spinoza.it. Però all’inizio del nuovo decennio una analisi va fatta e qualche decisione va presa di conseguenza.
Quei pochi rimasti dall’apertura del primo blog (Spadellando, ricordate?, era il 3 settembre 2006: 1 commento al primo vagito) si ricordano quando sei mesi dopo annunciavo l’intenzione di aprire un sito tutto mio. Era il 14 marzo 2007 ed i commenti al post erano 114.
Altri tempi. Ora c’è Facebook che la fa da padrone.
Ha senso andare avanti?
Io scrivo per me, ma anche per gli altri, come tutti i blogger, sennò apro la mia pagina di Word e mi masturbo mentalmente sul mio pc. Ai tempi in cui scrivevo sulla carta stampata o trasmettevo su una radio commerciale, non avevo un riscontro come quello che può dare ShinyStat ora per ora; però in un paio di occasioni ho avuto la prova diretta che le mie parole non finivano nel water o nella stratosfera inutilmente.
C’è gente che scrive essenzialmente per gli altri e se anche non scrivesse il mondo non ne sentirebbe la mancanza. Eppure hanno un riscontro tangibile del tutto invidiabile: hanno trovato l’editore che gli ha pubblicato le fesserie, il loro nome è un cult nel settore, partecipano a qualsiasi evento, insomma, nel loro piccolo sono diventati famosi.
Io lavoro, non ho tempo per curare i rapporti interpersonali in Italia e all’estero, non ho soldi per andare a tutti gli eventi sull’olio d’oliva o sulla patata marsicana, trovo le PR spesso molto farisaiche. Quando ho tempo tra un turno di lavoro e l’altro, o rosicchiando un’oretta al sonno, scrivo. E spero che questo serva a qualcosa a chi mi legge, ma non ho riscontro, se non saltuariamente.
Un blog una volta era un luogo di discussione, alcuni lo sono tuttora, non a caso fanno parte dei social network. Questo blog non lo è e non sono riuscito a capirne il motivo: il mio lettore è solo uno spammer? o un distratto? o un grafofobo? o non gliene frega niente di quello che scrivo? o è talmente d’accordo con quanto vado dicendo che trova superfluo qualsiasi altro contributo?
Comunque sia, credo che questa avventura, in mancanza d’altro, abbia perso il suo senso. I clienti hanno finito di rifocillarsi, se ne sono andati, la cucina è spenta, la sala è vuota e rimangono dentro tante sensazioni di un servizio che è finito. E’ arrivato il momento di chiudere a chiave anche la porta del Bistrot.
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gennaio 15, 2009 by
Maurice
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gennaio 01, 2009 by
Maurice
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