Ott 11 2008
Un vento freddo
Anche un mentecatto sa che a gettare continuamente benzina vicino al fuoco, prima o poi una scintilla provoca l’incendio, e poi è inutile dire: Non credevo, non è colpa mia.
Sono anni che la Lega ha fatto della guerra allo straniero la sua crociata personale, non solo a parole, e sulla sicurezza (leggi: tutti gli stranieri sono delinquenti, rubano, spacciano, stuprano) il centro destra ha vinto le ultime elezioni.
Alle parole, per forza, sono seguiti i fatti. Tralasciando le idiozie dei vari Calderoli, sindaci e vicesindaci di Treviso e città consimili, lotta alle moschee e via dicendo, psuedo tifo calcistico, prima o poi si doveva arrivare obbligatoriamente a:
- la strage di neri a Castelvolturno
- il senegalese pestato con una mazza da baseball
- il cinese pestato da un branco di italiani
- le iniziazioni naziste all’Università
- il candidato neo nazista nelle liste della Lega di Trento
- la donna somala offesa a Ciampino
tanto per ricordare i fatti più recenti.
(A proposito di Ciampino, il ministro dell’interno dovrebbe sapere che anche mio figlio e la sua ragazza hanno ricevuto lo stesso trattamento all’aeroporto di Palermo, e - se vuole - al ministro posso fornire una dichiarazione giurata su come un carabiniere con tanto di nome e cognome ha inseguito, pestato ed ammanettato ad un cartello stradale sulla pubblica piazza un cittadino italiano.
Con tutto il ringraziamento per quanto fanno le forze dell’ordine tutti i giorni contro la malavita, il ministro dovrebbe però anche aprire gli occhi su certi comportamenti che a Bolzaneto si sono espressi al massimo, ma che hanno un radicamento forte nella mentalità di chi porta la pistola al fianco.)
Dopo aver gettato taniche di benzina sul fuoco dell’odio razziale, ora tutti gli interessati si prodigano a minimizzare la portata del loro predicare razzista: no, non è razzismo, sono quattro ragazzotti, l’Italia non è un paese razzista, sono piccoli delinquenti, la politica non c’entra con lo sport, è una guerra di camorra.
A Castelvolturno per la prima volta ai neri sono girate le scatole e hanno fornito un piccolissimo assaggio della loro rabbia; se continua così mi aspetto presto le Banlieux parigine in salsa amatriciana. Quando succederà, perché succederà, cosa manderà La Russa? I bersaglieri o chiederà l’aiuto dei marines americani?
Sento un freddo vento che tira ormai sempre più impetuoso sulla nostra storia, sui fondamenti della nostra Repubblica, sulla convivenza civile, sui valori portanti della nostra cosiddetta civiltà. E non sono il solo a sentirlo: invito a leggere Gian Antonio Stella qui.
P.S. delle 8.13 - Per fortuna ogni tanto il Padreterno ci mette lo zampino.



















































