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	<title>Bistrot Chez Maurice &#187; Temps perdu</title>
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	<description>Senza dubbio, la classe più competente, e la meno servile, è quella dei cuochi. (George Orwell)</description>
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		<title>Lucia è sempre con noi</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 22:54:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurice</dc:creator>
				<category><![CDATA[Temps perdu]]></category>
		<category><![CDATA[dolore]]></category>
		<category><![CDATA[morte]]></category>

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		<description><![CDATA[<p class="dropcap-first">
</p><p align="center"><a href="http://www.flickr.com/photos/25832741@N04/4304341507/" title="3243298347_28c562d6df di bistrotchezmaurice, su Flickr"><img height="302" width="450" src="http://farm5.static.flickr.com/4019/4304341507_7ae61f627c.jpg" alt="3243298347_28c562d6df" /></a></p>
<p>Ci sono situazioni in cui qualsiasi parola io cerchi di usare mi sembra una banalit&#224;. Una banalit&#224; che non esprime quello che sento dentro, il dolore che ho dentro. Un dolore che &#232; esterno a <strong><a href="http://www.facebook.com/home.php?ref=home#/annapaolarosaspina?v=wall">chi</a></strong>&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="dropcap-first">
<p align="center"><a href="http://www.flickr.com/photos/25832741@N04/4304341507/" title="3243298347_28c562d6df di bistrotchezmaurice, su Flickr"><img height="302" width="450" src="http://farm5.static.flickr.com/4019/4304341507_7ae61f627c.jpg" alt="3243298347_28c562d6df" /></a></p>
<p>Ci sono situazioni in cui qualsiasi parola io cerchi di usare mi sembra una banalit&agrave;. Una banalit&agrave; che non esprime quello che sento dentro, il dolore che ho dentro. Un dolore che &egrave; esterno a <strong><a href="http://www.facebook.com/home.php?ref=home#/annapaolarosaspina?v=wall">chi lo sta vivendo</a></strong> dall&#8217;interno.<br />
Inutile chiedersi perch&eacute;. La risposta, se c&#8217;&egrave;, &egrave; sempre di parte. Io credo una cosa: lei c&#8217;&egrave;, ancora, libera ormai dalla gabbia fisica cos&igrave; a lungo provata.<br />
Non ti ho mai conosciuta di persona, ma ero vicino alla <strong><a href="http://labelladdormentata-aurora.blogspot.com/index.html">tua mamma</a></strong>, e quindi ero vicino anche a te. Ci conosceremo di persona, non dubitare. Aspetta che finisca anche il nostro tempo.</p>
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		<title>A whiter shadow of pale</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Dec 2009 23:01:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurice</dc:creator>
				<category><![CDATA[Temps perdu]]></category>
		<category><![CDATA[anni '60]]></category>
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		<category><![CDATA[donne]]></category>
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		<description><![CDATA[<p class="dropcap-first">Di una cosa dobbiamo essere grati &#8211; almeno noi che non siamo pi&#249; dei ragazzini &#8211; a chi ci governa di questi tempi, e lo dico senza ironia: visto come vanno le cose, non c&#8217;&#232; piacere pi&#249; grande che&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="dropcap-first">Di una cosa dobbiamo essere grati &#8211; almeno noi che non siamo pi&ugrave; dei ragazzini &#8211; a chi ci governa di questi tempi, e lo dico senza ironia: visto come vanno le cose, non c&#8217;&egrave; piacere pi&ugrave; grande che rifugiarsi nei tempi passati, in quello che di bello ci hanno lasciato nella memoria.<br />
<a title="7 di bistrotchezmaurice, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/25832741@N04/4291569744/"><img width="230" height="479" align="left" alt="7" src="http://farm3.static.flickr.com/2766/4291569744_a7abedfa04.jpg" style="padding: 5px; margin-right: 5px;" /></a>Ci pensavo leggendo <a href="http://www.corsoitalia35.it/?p=496">questo post</a>&nbsp; e riguardando certe foto di altri tempi. Nonostante tutti i fermenti ideali di allora, eravamo tutti molto na&iuml;f, molto pi&ugrave; semplici, pi&ugrave; schietti, meno artefatti, da una e dall&#8217;altra parte. Con i nostri maglioncini a giro collo, il foulard, i jeans attillati o scampanati, l&#8217;eskimo o il montgomery, le camicie comperate nei mercatini americani di seconda mano o a righe madras.<br />
Noi che andavamo al liceo con la borsa quando c&#8217;era ginnastica e bisognava mettere dentro la tuta in cotonaccio, o quando c&#8217;era compito in classe di latino o di greco, ch&eacute; portarsi in mano il Rocci non era tanto comodo. Non avevamo lo zaino, ma solo l&#8217;elastico per i giorni &quot;leggeri&quot; che doveva essere rigorosamente scritto con la biro.<br />
Una volta all&#8217;anno c&#8217;era la foto di classe, ovviamente in BN, sui gradini d&#8217;ingresso alla scuola, con le nostre assurde pettinature ed il professore al centro in giacca e cravatta. Il giorno che ci consegnavano le foto era un passa-passa per lasciare la nostra firma sul retro: Ardig&ograve;, Bruni, Mezzina, Scattolin, Viberti, Fiocchi&#8230; c&#8217;era anche un Ges&ugrave; Cristo, marchio del solito imbecille per nulla divertente.<br />
Per anni, finch&eacute; non &egrave; arrivato il riflusso, il rapporto tra ragazzi e ragazze era semplice e profondo allo stesso tempo. Se ci si piaceva il gioco era fatto, anche se uno o entrambi si era &quot;occupati&quot;: non c&#8217;era tradimento, solo un&#8217;avventura, come diceva Lucio Battisti, senza tante menate pseudo morali.<br />
A volte per&ograve; le cose erano pi&ugrave; complicate, quando subentrava il sentimento profondo. Allora c&#8217;erano i 45 giri dell&#8217;Equipe 84 o di Patty Pravo a farci precipitare nella malinconia pi&ugrave; profonda. Bastava per&ograve; un hully gully ballato in gruppo alla festina domenicale per rimetterci su di morale.<br />
E poi tutti in piazza a manifestare. A quei tempi bastava uno sciopero generale per far cadere il governo di turno. Proprio altri tempi.</p>
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		<title>Il passato ritorna sempre</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 23:12:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurice</dc:creator>
				<category><![CDATA[Temps perdu]]></category>
		<category><![CDATA[morte]]></category>
		<category><![CDATA[preti]]></category>
		<category><![CDATA[scout]]></category>

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		<description><![CDATA[<p class="dropcap-first">Giorni frenetici questi ultimi nei quali le cose pi&#249; disparate si sono accavallate l&#8217;una sull&#8217;altra. Prima la notizia di un grave lutto che mi ha riportato a risentire persone che ho visto per l&#8217;ultima volta addirittura 45 anni fa,&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="dropcap-first">Giorni frenetici questi ultimi nei quali le cose pi&ugrave; disparate si sono accavallate l&#8217;una sull&#8217;altra. Prima la notizia di un grave lutto che mi ha riportato a risentire persone che ho visto per l&#8217;ultima volta addirittura 45 anni fa, poi le esequie nella citt&agrave; della mia giovent&ugrave;, con annessi incontri &#8211; anche qui &#8211; con luoghi, amici e parenti che non vedevo da 30-35 anni.<br />
<a title="417893516_c80a5af050 di bistrotchezmaurice, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/25832741@N04/4292766409/"><img width="270" height="203" align="right" alt="417893516_c80a5af050" src="http://farm5.static.flickr.com/4031/4292766409_6ef94776b5.jpg" style="padding: 5px; margin-left: 5px;" /></a>Ho avuto un attimo di smarrimento nel perdermi in strade che un tempo conoscevo come le linee delle mie mani: anche le citt&agrave; cambiano pelle, si trasformano come dei rettili ad ogni nuova stagione. Poi ritrovi la strada, ritornano gli accenti della lingua natale, torni indietro con gli anni, anzi i decenni, riaffiorano i ricordi pi&ugrave; segreti che sono rimasti incastrati nelle pietre delle strade o nei mattoni delle case. Come un&#8217;antica amante abbandonata e dimenticata, che emerge dalla nebbia del passato e porta con s&egrave; visioni, odori, suoni, sensazioni nuove, ma che dentro ha ancora un legame che ti lega ancora indissolubilmente, oggi e fino alla fine dei giorni.<br />
E le persone. Alcune portano irrimediabilmente il segno del passare del tempo: i capelli canuti, le spalle piegate dalla vita, il corpo che comincia a rimpicciolirsi, quasi a concentrarsi per l&#8217;ultimo sforzo del passare da questa ad un&#8217;altra vita. Altre invece sono rimaste tali e quali nello sguardo, nel sorriso, nel modo di porgersi.<br />
Anche ieri ho avuto la conferma di una mia vecchia teoria: nella vita ci si incontra sempre due volte. Il prete che ha officiato le esequie &egrave; il Baloo che accolse me, piccolo VP di 8 anni, nel branco dei lupetti, lo stesso che molti anni dopo intervistai durante il mio percorso giornalistico.<br />
Ho ascoltato attentamente le sue parole durante l&#8217;omelia, cercavo pi&ugrave; che il conforto personale la conferma di come la chiesa, questa societ&agrave; tutta sia cambiata (in peggio) da allora. Ed invece ho ritrovato il mio saggio Baloo, le stesse parole di forza, la stessa fede, addirittura lo stesso tono di voce. Se una fortuna ho avuto nella vita, &egrave; l&#8217;aver incontrato dei preti che mi hanno dato moltissimo, come uomini prima che come cristiani.<br />
Lasciate le mie radici mentre il sole tramontava in un tripudio vermiglio all&#8217;orizzonte &#8211; come si vede da quelle parti forse quattro o cinque volte in un anno intero &#8211; mi sono ritrovato stamani con i primi fiocchi di neve che annunciavano che l&#8217;inverno &egrave; qui: ieri era il passato, letteralmente sepolto, oggi &egrave; la realt&agrave;, la vita dietro ai fuochi della cucina, aspettando che domani la gente venga a sfamarsi o a dilettarsi con il cibo.<br />
L&#8217;ultimo servizio a mezzogiorno, prima di chiudere, fare le pulizie e le valigie, prendere l&#8217;aereo e lasciare il lavoro ed il freddo alle spalle. Mi gira la testa.</p>
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		<title>8 marzo</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Mar 2009 23:01:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurice</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p class="dropcap-first"><strong>Nel 1816, come oggi, </strong>nasceva<a href="http://www.flickr.com/photos/62327186@N00/2267932932/"><img height="239" width="250" align="right" alt="" style="padding: 5px; margin-left: 5px;" src="http://www.bistrotchezmaurice.com/wp-content/uploads/image/Mimose.jpg" /></a> a Berlino Jean Louis Cabanis, famoso ornitologo tedesco, fondatore nel 1893 del Journal fur Ornithologie e direttore del Museo dell&#8217;Universit&#224; di Berlino.<br />
Editore della rivista per 40 anni, fu poi sostituito dal suo&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="dropcap-first"><strong>Nel 1816, come oggi, </strong>nasceva<a href="http://www.flickr.com/photos/62327186@N00/2267932932/"><img height="239" width="250" align="right" alt="" style="padding: 5px; margin-left: 5px;" src="http://www.bistrotchezmaurice.com/wp-content/uploads/image/Mimose.jpg" /></a> a Berlino Jean Louis Cabanis, famoso ornitologo tedesco, fondatore nel 1893 del Journal fur Ornithologie e direttore del Museo dell&#8217;Universit&agrave; di Berlino.<br />
Editore della rivista per 40 anni, fu poi sostituito dal suo discepolo Anton Reichenow. Mor&igrave; sempre a Berlino nel 1906.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Amore di padre, amore di madre</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Jan 2009 23:01:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurice</dc:creator>
				<category><![CDATA[Temps perdu]]></category>

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		<description><![CDATA[<p class="dropcap-first">Amore e Psiche, cuore e ragione, speranza e razionalit&#224;. La nostra vita &#232; punteggiata da questo pianeta che un giorno mostra una faccia, il giorno dopo si gira e mostra l&#8217;altra.<br />
Un paio di mesi fa mia&#160; moglie&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="dropcap-first">Amore e Psiche, cuore e ragione, speranza e razionalit&agrave;. La nostra vita &egrave; punteggiata da questo pianeta che un giorno mostra una faccia, il giorno dopo si gira e mostra l&#8217;altra.<br />
Un paio di mesi fa mia&nbsp; moglie ed io eravamo passati a prendere il caff&egrave; da una coppia di nostri amici. Lui &egrave; un cacciatore e stava pulendo i pezzi di un capriolo appena abbattuto. Tra una cosa e l&#8217;altra il discorso non poteva non cadere sul loro figlio, Giuseppe.<br />
<img height="141" width="280" align="right" alt="" src="http://www.bistrotchezmaurice.com/wp-content/uploads/image/Under 11.JPG" style="padding: 5px; margin-left: 5px;" />Ventinove anni, ha frequentato le elementari assieme a mio figlio, insieme hanno giocato nella prima squadra di hockey su ghiaccio che il vivaio del paese aveva allestito; mio figlio giocava in difesa, Giuseppe era la nostra punta, i primi due gol della storia della nostra Under li hanno fatti loro. Alle medie sono stati separati, poi uno ha continuato con le Superiori, l&#8217;altro ha preferito imboccare quasi subito la via del lavoro, ma negli anni il legame &egrave; rimasto forte.</p>
<p>Con i suoi genitori abbiamo sempre avuto un fil rouge che ci univa per un motivo o per l&#8217;altro finch&eacute;, quindici mesi fa, i medici gli hanno diagnosticato la leucemia. Quel filo &egrave; diventato una gomena.<br />
Quindici mesi di interrogativi &#8211; perch&eacute; proprio a lui? perch&eacute; proprio a noi? &#8211; di speranze dopo ogni chemio che sembrava ridargli forze, di buchi neri quando la malattia prendeva di nuovo il sopravvento. E due mesi fa, tagliando il capriolo, il pap&agrave; di Giuseppe disse lucidamente: &quot;Non c&#8217;&egrave; niente da fare&quot;.</p>
<p>Se di un genitore o anche di un fratello la morte &egrave; &quot;comprensibile&quot;, di un figlio non &egrave; accettabile n&eacute; con la mente n&eacute; tantomeno con il cuore, e soprattutto quando l&#8217;agonia &egrave; cos&igrave; lunga. Ogni considerazione, ogni parola pu&ograve; sembrare banale. E quando un genitore con la mente si rende conto della condizione del proprio figlio, nel cuore il dolore &egrave; immenso, e solo suo. E&#8217; la magia e la maledizione dell&#8217;amore.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ahhh, Vicks!</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jan 2009 23:01:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurice</dc:creator>
				<category><![CDATA[Temps perdu]]></category>

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		<description><![CDATA[<p class="dropcap-first">Crolla un altro mito. Non passa giorno che le fondamenta delle nostre certezze siano erose e minate costantemente da una qualche ricerca <em>scientifica</em> che dimostra la fallacit&#224; dei princ&#236;pi con cui siamo cresciuti.<br />
Da oggi basta con il&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="dropcap-first">Crolla un altro mito. Non passa giorno che le fondamenta delle nostre certezze siano erose e minate costantemente da una qualche ricerca <em>scientifica</em> che dimostra la fallacit&agrave; dei princ&igrave;pi con cui siamo cresciuti.<br />
Da oggi basta con il <strong><font color="#800000">Vicks VapoRub</font></strong>: pu&ograve; far male e pu&ograve; portare addirittura alla morte, come <a href="http://www.corriere.it/salute/09_gennaio_12/vix_vaporub_allarme_adriana_bazzi_64238cea-e0be-11dd-8e7f-00144f02aabc.shtml">&egrave; successo</a> ad una bimba di diciotto mesi che la mamma aveva spalmato, in tutta buona fede, con la crema per alleviare il raffreddore. <img height="167" width="250" align="left" src="http://www.bistrotchezmaurice.com/wp-content/uploads/image/Viks.jpg" style="padding: 5px; margin-right: 5px;" alt="" />Bene, cio&egrave; male, il mentolo del Vicks ha tutta una serie di controindicazioni per cui se ne sconsiglia l&#8217;uso sotto il naso anche negli adulti. Che devo far io che, le poche volte &#8211; per fortuna &#8211; che mi becco un raffreddore, lo metto dentro le mucose prima di andare a letto?<br />
Sono una persona fortunata io, o non ci sono pi&ugrave; i bambini di una volta?</p>
<p>Dire Vicks VapoRub &egrave; come dire pasta Barilla o Idrolitina. Siamo cresciuti tutti, nessuno escluso, <strong><font color="#800000">con una spalmatina</font></strong> di ungento sul petto o sotto le narici, o anche per aerosol domestico, con la mamma che ci raccomandava di restare sopra il pentolino da cui si sprigionavano gli effluvi del Vicks sciolto nell&#8217;acqua bollente, e di non levarci l&#8217;asciugamani dalla testa.<br />
Tra il naso che sgocciola continuamente fino a screpolarsi e l&#8217;occhio che lacrima fino a chiudersi, il Vicks per intere generazioni &egrave; stato l&#8217;unico momento di sollievo alle vie aeree intasate dal muco. Ed ora ci tolgono anche questo.</p>
<p>Non voglio neppur lontanamente pensare che ci siano dietro le solite <strong><font color="#800000">guerre fra lobbies</font></strong> farmaceutiche in perenne lotta fra loro, magari quella dei cerotti nasali o delle compresse effervescenti (che stimolano i calcoli renali, per la precisione).<br />
Una rondine non fa primavera, cos&igrave; come una disgrazia &#8211; lungi da noi qualsiasi cinismo &#8211; non pu&ograve; essere invocata come deterrente ad un uso che milioni (o miliardi?) hanno fatto e fanno in ogni parte del mondo. Un accidente &egrave;<strong><font color="#800000"> un accidente</font></strong>, ed il bugiardino avverte bene su alcune precauzioni da prendere, in ogni caso. Non per questo dobbiamo farne un nuovo tab&ugrave;.<br />
Cosa rimane dopo il Vicks? Un bel aerosol naturale al mare delle Guadalupe, soprattutto per le persone anziane e meno abbienti.</p>
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		<title>Buon Natale</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Dec 2008 23:01:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurice</dc:creator>
				<category><![CDATA[Temps perdu]]></category>

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		<description><![CDATA[<p class="dropcap-first">
<div align="center"><img height="152" width="203" src="http://www.bistrotchezmaurice.com/wp-content/uploads/image/pungitopo.jpg" alt="" /> </div></p>
<div align="center">&#160;</div>
<div align="left">
<div align="center"><img height="152" width="203" src="http://www.bistrotchezmaurice.com/wp-content/uploads/image/pungitopo 1.jpg" alt="" /></div>
<p align="center"><font size="4"> </font><font size="3">Filastrocca di Natale,<br />
la neve &#232; bianca come il sale,<br />
&#160; la neve &#232; fredda, la notte &#232; nera<br />
ma per i bimbi &#232;</font></p></div><p>&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="dropcap-first">
<div align="center"><img height="152" width="203" src="http://www.bistrotchezmaurice.com/wp-content/uploads/image/pungitopo.jpg" alt="" /> <object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Y1GPxcxrBkI&#038;hl=it&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/Y1GPxcxrBkI&#038;hl=it&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<div align="center">&nbsp;</div>
<div align="left">
<div align="center"><img height="152" width="203" src="http://www.bistrotchezmaurice.com/wp-content/uploads/image/pungitopo 1.jpg" alt="" /></div>
<p align="center"><font size="4"> </font><font size="3">Filastrocca di Natale,<br />
la neve &egrave; bianca come il sale,<br />
&nbsp; la neve &egrave; fredda, la notte &egrave; nera<br />
ma per i bimbi &egrave; primavera:<br />
soltanto per loro, ai piedi del letto<br />
&egrave; fiorito un alberetto.</font></p>
<div align="center">&nbsp;</div>
<p align="center"><font size="3">Che strani fiori, che frutti buoni<br />
oggi sull&rsquo;albero dei doni:<br />
bambole d&rsquo;oro, treni di latta,<br />
orsi dal pelo come d&rsquo;ovatta,<br />
&nbsp; e in cima, proprio sul ramo pi&ugrave; alto,<br />
un cavallo che spicca il salto.<br />
Quasi lo tocco&hellip;</font></p>
<div align="center">&nbsp;</div>
<p align="center"><font size="3">&nbsp;Ma no, ho sognato,<br />
ed ecco, adesso, mi sono destato:<br />
nella mia casa, accanto al mio letto<br />
&nbsp; non &egrave; fiorito l&rsquo;alberetto.<br />
Ci sono soltanto i fiori del gelo<br />
sui vetri che mi nascondono il cielo.<br />
L&rsquo;albero dei poveri sul vetro &egrave; fiorito:<br />
io lo cancello con un dito.</font></p>
<div align="right">Gianni Rodari, L&#8217;albero dei poveri</div>
</div>
</div>
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		<title>Il libro delle facce</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Nov 2008 23:02:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurice</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo Web]]></category>
		<category><![CDATA[Temps perdu]]></category>

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		<description><![CDATA[<p class="dropcap-first">Cosa ci fa un cuoco sessantenne (ma che riesce ancora a farsi corteggiare, eh, eh) su Facebook? Diciamo che ho ceduto alla moda del se-ci-sei-sei-qualcuno-altrimenti-sei-una-m.<br />
Cosa fai sul libro di classe appena registrato?<br />
Prima di tutto cerco&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="dropcap-first">Cosa ci fa un cuoco sessantenne (ma che riesce ancora a farsi corteggiare, eh, eh) su Facebook? Diciamo che ho ceduto alla moda del se-ci-sei-sei-qualcuno-altrimenti-sei-una-m.<br />
Cosa fai sul libro di classe appena registrato?<br />
Prima di tutto cerco i vecchi amici di liceo, di parrocchia, di partito, cerco cio&egrave; di dare una rispolveratina ai ricordi, sperando di trovare tutti e riandare cos&igrave; ai bei tempi perduti. Butto l&igrave; tutti i nomi che ho ancora in memoria, ma non esiste traccia di nessuno.<br />
Vado allora per anno di maturit&agrave;. Qui c&#8217;&egrave; qualche risultato, ma del mio anno di italiani siamo in&#8230; cinquanta! D&#8217;accordo che FB tricolore &egrave; da poco in rete, ma la mia generazione &egrave; proprio web-ignorante. Da notare che &#8211; presumo, perch&eacute; ho perso tutti di vista &#8211; una trentina dei miei ex-compagni sono laureati, quindi ormai avvezzi ad usare un computer.</p>
<p>Provo allora tramite scuola, e trovo due gruppi del mio liceo: tutti sbarbini, o quasi. Dei reduci (mi piace di pi&ugrave; di ex-allievi che fa molto salesiano) neppure l&#8217;ombra.<br />
Aspetter&ograve; ancora qualche mese, vediamo se altri si convertono. Nel frattempo <strong><font color="#800000">metto in pausa</font></strong> Mixpod e mi godo questa clip.</p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/tZ7NlkWDWMs&#038;hl=en&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/tZ7NlkWDWMs&#038;hl=en&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
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		<title>Mangiare in collegio</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Oct 2008 22:02:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurice</dc:creator>
				<category><![CDATA[Temps perdu]]></category>

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		<description><![CDATA[<p class="dropcap-first">Le medie ed&#160; il ginnasio le ho fatte in un collegio rigorosamente maschile, dai preti non in riformatorio, come qualche maligno avr&#224; subito chiosato. Far da mangiare e mangiare in duecentocinquanta persone non &#232; semplice come sembra, soprattutto se&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="dropcap-first">Le medie ed&nbsp; il ginnasio le ho fatte in un collegio rigorosamente maschile, dai preti non in riformatorio, come qualche maligno avr&agrave; subito chiosato. Far da mangiare e mangiare in duecentocinquanta persone non &egrave; semplice come sembra, soprattutto se arrivano a tavola tutti insieme.<br />
<img height="188" align="right" width="250" alt="" style="padding: 5px; margin-left: 5px;" src="http://www.bistrotchezmaurice.com/wp-content/uploads/image/Refettorio.jpg" />Avevamo due grandi sale, due <strong><font color="#800000">refettori</font></strong> come si chiamano in termini collegiali, uno per quelli delle medie, ed uno per le classi superiori, con una grande cucina che serviva entrambi (non pensate ad Harry Potter n&eacute; a certa iconografia cistercense, quanto piuttosto ad una moderna mensa aziendale). <br />
A turno settimanale un gruppetto di noi faceva da <strong><font color="#800000">cameriere</font></strong>: andavamo al pass della cucina per ritirare il carrello con i piatti, li servivamo in tavola, portavamo via i piatti sporchi e servivamo i secondi, quando tutti si erano alzati sparecchiavamo i tavoli e preparavamo per la cena o la colazione del giorno dopo.<br />
Era un compito ben gradito perch&eacute; dalla cucina ci trattavano con un occhio di riguardo, avevamo un orario pi&ugrave; libero rispetto al resto della classe, e poi si sbirciava in cucina dove, oltre alle suore cuoche, c&#8217;erano delle <font color="#000000">ragazzine </font>carine della nostra et&agrave; con le quali ci scambiavamo occhiate clandestine.</p>
<p>I pasti sono sempre stati <strong><font color="#800000">frugali</font></strong>, niente alta cucina, ma sempre sani e sufficienti. Non credo che allora ci fossero dei dietologhi o dei nutrizionisti che calcolavano le calorie: bisognava alzarsi da tavola sempre con il posto per una caramella &#8211; era solito dire il Padre Rettore &#8211; ma se avevi fame c&#8217;era spesso la possibilit&agrave; di un bis.<br />
Il menu del pranzo era composto da pastasciutta, carne e verdura, mentre alla sera in genere c&#8217;era la minestra, formaggio o salumi e verdura. Da bere acqua fresca di rubinetto, ma anche un quartino di vino dal ginnasio in su.<br />
Esistevano anche i menu personalizzati per chi doveva stare a dieta; per un anno ho pasteggiato mezzogiorno e sera con riso bollito, verdura cotta e bistecca alla griglia, alimenti che adoro tuttora.</p>
<p>Un piatto che le nostre suore facevano con maestria erano le <strong><font color="#800000">polpette</font></strong>. Croccanti fuori e tenere dentro, gustosissime, ne avanzavano sempre ed era una festa quando arrivava il vassoio per un bis: un giorno ne ho mangiate senza ritegno quattordici prima di vergognarmi a chiedere la quindicesima.</p>
<p>Quello che invece nessuno &#8211; che non abbia fatto il collegio &#8211; sa o immagina &egrave; <strong><font color="#800000">come </font></strong>si mangia. Distribuiti in tavoli da sei, dovevamo mettere in pratica quello che ci veniva insegnato il gioved&igrave; durante l&#8217;ora di galateo: masticare con la bocca chiusa, non parlare mentre si mastica, usare correttamente il coltello con la destra e la forchetta con la sinistra, non aspirare la minestra dal cucchiaio, pulirsi le labbra prima di bere, ed altre mille regolette per ben figurare anche in societ&agrave; (benedetta quell&#8217;ora che imporrei in tutte le scuole dell&#8217;obbligo, altro che la maestra unica).<br />
I primi dieci minuti del pasto si consumavano <strong><font color="#800000">in silenzio</font></strong> mentre uno dei &quot;grandi&quot; leggeva al microfono un libro, dei pi&ugrave; svariati argomenti. E&#8217; stato alle medie che ho conosciuto del genocidio degli armeni, culminato con la strage del Mussa Dag. A volte ascoltavamo il giornale radio, come quella sera in cui avvenne il disastro del Vajont, o della musica classica; beh, mangiare con Vivaldi o Beethoven come sottofondo &egrave; tutta un&#8217;altra cosa, anche se si tratta solo di una frittata.</p>
<p>Di certo le nostre suore cuoche non consultavano i ricettari di <strong><font color="#800000">suor Germana</font></strong>, ma le rimpiango. E rimpiango soprattutto quell&#8217;et&agrave;.</p>
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		<title>Addio, grandissimo.</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Sep 2008 15:09:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurice</dc:creator>
				<category><![CDATA[Temps perdu]]></category>

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		<description><![CDATA[<p class="dropcap-first">&#160;</p>
<div align="center"><img height="274" width="400" src="http://www.bistrotchezmaurice.com/wp-content/uploads/image/Paul Newman.jpg" alt="" /></div>
<p>Pi&#249; di <a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Spettacoli/2008/09/27/pop_film.shtml">cinquant&#8217;anni</a> di grande cinema, lo sfondo della mia vita, un mito, quasi un modello. Mi piace ricordarlo in un&#8217;opera minore dove non era protagonista, <strong><em>Le parole che non ti ho detto</em></strong>, ed una&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="dropcap-first">&nbsp;</p>
<div align="center"><img height="274" width="400" src="http://www.bistrotchezmaurice.com/wp-content/uploads/image/Paul Newman.jpg" alt="" /></div>
<p>Pi&ugrave; di <a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Spettacoli/2008/09/27/pop_film.shtml">cinquant&#8217;anni</a> di grande cinema, lo sfondo della mia vita, un mito, quasi un modello. Mi piace ricordarlo in un&#8217;opera minore dove non era protagonista, <strong><em>Le parole che non ti ho detto</em></strong>, ed una sua frase, quando risponde al figlio (Kevin Costner) che gli rimprovera che la sua vita non sono affari suoi:<br />
- Sei mio figlio, sei l&#8217;unica cosa che mi &egrave; rimasta, e dici che non sono affari miei?</p>
<p>Grazie, Paul, per tutto quello che mi hai dato.</p>
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