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	<title>Bistrot Chez Maurice 2.0 &#187; Viaggi</title>
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	<description>Un cuoco, una cucina, un mondo</description>
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		<title>I tre giorni del Chef</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Sep 2011 21:37:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurice</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Una brevissima vacanza di tre giorni si &egrave; trasformata in un concentrato di emozioni che quello di pomodoro &#8211; quello in tubetto, per intenderci &#8211; al confronto &egrave; come l&#39;acqua di rose. In cima alla lista ci sono ovviamente due giornate passate con il figliolo e la sua compagna dopo quasi un anno di lontananza, ma questi sono fatti strettamente privati.<br />
	<a href="http://www.flickr.com/photos/25832741@N04/6141392513/" title="Jesolo di bistrotchezmaurice, su Flickr"><img align="left" alt="Jesolo" border="" height="233" src="http://farm7.static.flickr.com/6066/6141392513_9f57e15407_o.jpg" style="padding:5px;margin-right: 5px;" width="350" /></a></p>
<p>Tre giorni di splendido sole ci hanno dato l&#39;illusione di essere spensierati vacanzieri sulla sabbia del Lido di Jesolo, con annessa mini abbronzatura e vasche serali d&#39;obbligo in via Bafile. Tra l&#39;una e le altre sosta al <a href="http://www.cozzeegamberi.it/"><strong><em>Cozze &amp; Gamberi</em></strong></a> per una romantica cenetta per due.<br />
	Sarde in saor per cominciare, con rivisitazione della ricetta in chiave moderna (dolcissime e croccanti cipolle appena scottate invece della classica brasatura) e nella versione che esclude pinoli ed uvetta: ottime. Si va avanti con dei tagliolini al nero di seppia, perfetta cottura al dente, saltati nella loro salsa di seppia ed un pizzico di pomodoro.<br />
	Piatto forte di rombo cotto al vapore con lamelle di patate al forno; se proprio vogliamo trovare un difetto &#8211; ma &egrave; solo questione di abitudine personale &#8211; mancava un pizzico di sale sul rombo, facilmente rimediabile. Il tutto annaffiato dal fresco prosecco veneto, la gentilezza della signora Simonetta in sala, affiancata dai camerieri (solo maschi) tanto professionali quanto preparati.<br />
	Se qualcuno di voi pensa di annotarsi questo ristorante sulla Moleskine, lasci perdere: a fine stagione Mauro (lo chef e marito) e Simonetta abbandonano Jesolo per ritirarsi nell&#39;entroterra trevigiano, a Silea, dove hanno rilevato un altro ristorante &#8211; Da Fernanda &#8211; e dove riproporranno le loro specialit&agrave; di pesce.</p>
<p>Sabato sera, dopo una cena casalinga, ci siamo concessi una passeggiata entro le mura di Castelfranco Veneto &#8211; la citt&agrave; del Giorgione, tanto per buttar l&igrave; un pizzico di erudizione &#8211; dov&#39;era in corso l&#39;11esima edizione del <a href="http://www.paliodicastelfranco.org/node/83"><strong>Palio</strong></a>.<br />
	Da Vipiteno a Lampedusa l&#39;Italia d&#39;estate brulica di sagre, manifestazioni pi&ugrave; o meno storiche, feste patronali con tanto di riesumazione di antichi usi e costumi. A Castelfranco sembra di tornare indietro di quasi mille anni. Pi&ugrave; di seicento cittadini, in rappresentanza dei dodici rioni, tutti rigorosamente negli abiti medievali per pi&ugrave; di una settimana rievocano la vita, i giochi, i mestieri al tempo dei Celti.<br />
	Spettacolo dentro lo spettacolo, sabato sera abbiamo assistito al &quot;Giudissio di Dio&quot;, la lotta cio&egrave; tra le forze del Male e quelle del Bene, con tanto di combattimenti in arme, strumenti di fuoco, spadoni pirotecnici, mangiafuoco e sopra di tutti &#8211; sui trampoli &#8211; un Dio che assiste ballando e combattendo egli stesso contro il demonio. Bella opera, coinvolgente, dal finale scontato ma che tiene gli spettatori con il fiato sospeso fino alla fine.</p>
<p>	Per completare il percorso culturale domenica abbiamo fatto una capatina ad <a href="http://www.asolo.it/ITA/index.php"><strong>Asolo</strong></a>, uno dei pi&ugrave; bei borghi d&#39;Italia, dove riposa Eleonora Duse. Caso ha voluto che imbroccassimo una delle domeniche nelle quali si svolge il mercato dell&#39;antiquariato, con qualche idea da portare a casa per abbellire il ristorante.<br />
	Se tre cuochi ed una direttrice di sala si trovano insieme come va a finire? Semplice: a tavola. Prima un antipasto di porchetta fatta in casa, Bastardo del Grappa e Prosecco dei Colli sotto il sole di Asolo. Poi, a qualche chilometro di distanza, pranzo nell&#39;<a href="http://agriturismolevalli.freshcreator.com/"><strong>agroturismo Le Valli</strong></a> con antipasto di salumi vari e cipolline, degli splendidi Bigoli con rag&ugrave; chiaro e grigliata mista fatta al momento. Il tutto fatto in casa, come il Prosecco a bassa levitazione. Niente caff&egrave;, offerto poco dopo da Vichi della direzione del Ristorante <a href="http://www.asologolf.it/"><strong>Ventottesima Buca</strong></a>, dell&#39;Asolo Golf Club.<br />
	Per tre soli giorni di vacanza, basta ed avanza.</p>
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		<title>Il piacere è tutto mio</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Dec 2009 23:19:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurice</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Parigi]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Nella mia Moleskine sono rimasti gli appunti di un ristorantino dove ho mangiato a Parigi, sembra ormai un secolo fa. Come al solito, prima di mettermi alla tastiera a digitare con i due indici, mi vado un po&#8217; a documentare &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nella mia Moleskine sono rimasti gli appunti di un ristorantino dove ho mangiato a Parigi, sembra ormai un secolo fa. Come al solito, prima di mettermi alla tastiera a digitare con i due indici, mi vado un po&#8217; a documentare sul web per dare ai miei otto lettori quotidiani qualche elemento in pi&ugrave; dei miei strampalati appunti, e scopro che il ristorant-ino &egrave; l&#8217;ultimo di una serie di tre tutt&#8217;altro che -ini. Non so quello che &egrave; nato prima, ma dall&#8217;evidenza in Internet presumo che il capofamiglia sia quello al 8 di <a href="http://www.restoaparis.com/fiche-restaurant-paris/cest-mon-plaisir.html">rue Falgui&egrave;re</a> (XV), poi sia venuto quello al 150 di <a href="http://www.restoaparis.com/fiche-restaurant-paris/cest-mon-plaisir-montparnasse.html">Boulevard du Montparnass</a> (XIV) ed infine quello &#8211; dove sono stato io &#8211; al 53 di <a href="http://www.restoaparis.com/fiche-restaurant-paris/cest-mon-plaisir-didot.html">Rue Didot</a> (XIV arr. anche questo).<br />
E&#8217; ora di dire che si tratta di <strong><font color="#800000">C&#8217;est mon plaisir</font></strong>, che per chi ha studiato giapponese potremmo tradurre in italiano come Piacere mio!</p>
<p><a title="Didot di bistrotchezmaurice, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/25832741@N04/4290860271/"><img width="192" height="273" align="right" alt="Didot" src="http://farm3.static.flickr.com/2704/4290860271_249e55d7af.jpg" style="padding: 5px; margin-left: 5px;" /></a>Davanti all&rsquo;ingresso sostano due piante di ulivo con tanto di frutti ormai maturi, e gi&agrave; questo ci fa capire che questo &egrave; un angolo di Parigi non proprio da clima continentale. All&rsquo;interno i tavoli tipici da bistrot, in legno scuro come le Thonet, spiccano contro i muri ridipinti in rosso, quasi a ricordare i colori della Provenza. Sulla parete alla nostra sinistra una enorme ruota di un vecchio montacarichi &ndash; di quelli che si usano ancora in molti locali che hanno la cantina sotto il pavimento &ndash; fa bella vista di s&egrave;.<br />
In sala ci accoglie Virginie e ci fa accomodare vicino alla vetrina, ci porta i menu ma anche la lavagnetta con i piatti del giorno. L&rsquo;ambiente &egrave; elegante ed informale. Virginie raccoglie le ordinazioni e le porta allo chef Pierre Alexandre, uno dei due giovani fratelli che quattro anni fa fondarono la catena di ristoranti, dopo essere passato da Ferrandi e alla Brasserie Lutetia, due passaporti nel mondo della cucina.<br />
Siamo in tre e le nostre ordinazioni sono tutte diverse; per esperienza diretta so che dovremo aspettare un po&rsquo; se in cucina &ndash; come sospetto &ndash; c&rsquo;&egrave; solo lo chef (a Parigi la domenica mezzogiorno &egrave; un giorno tranquillo: molti sono fuori citt&agrave; o dormono ancora). Nessun problema di attesa: dopo un paio di minuti la nostra fanciulla dallo strepitoso lato B (indossa il perizoma) ci porta un appetizer offerto dallo chef, un bicchierino di crema di spinaci con una briciola di formaggio Saint Maure che si scioglie nella crema ed una julienne di radicchio rosso. A caval donato non si guarda in bocca, anzi mi approprio dell&rsquo;idea che ho gi&agrave; fatto mia per i tempi lunghi di attesa nel mio ristorante.</p>
<p>Io ho preso un&rsquo;entr&eacute;e di terrina di salmone e lenticchie con pesto e balsamico. Le lenticchie nere, rosse e verdi sono cotte ma ancora consistenti sotto i denti, ed avvolgono il cuore di salmone in un bellissimo cromatismo. Il balsamico ed il pesto molto ben fatto completano i diversi sapori con altre sensazioni diverse.<br />
Salto il primo di pasta e vado al secondo, un duo di petto d&rsquo;anatra e costine d&rsquo;agnello accompagnate da una saut&eacute; di patatine novelle e castagne. Le carni sono cotte alla francese, quindi perfette, e l&rsquo;accompagnamento di frutta ed ortaggi &egrave; molto azzeccato.<br />
Il mio capo ha preso lo stinco di agnello che giura essere di ottima fattura,mio figlio invece completa il pranzo con un dessert al piatto molto invitante. Sorvolo sulle descrizioni.<br />
La scelta del vino l&rsquo;ho lasciata alla maggiore esperienza in terra di Francia di mio figlio, che opta per un bianco Guillac; &egrave; un buon vinello, ancora molto giovane, ne sono testimoni la torbidezza e la freschezza. Ma va gi&ugrave; bene.</p>
<p>Nel totale il conto non &egrave; per nulla salato, considerando che siamo a Parigi. Un locale che torner&ograve; a visitare e che posso raccomandare senza tema di essere sbugiardato.</p>
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		<title>La migliore Toscana</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 17:59:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurice</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo pi&ugrave; di vent&#8217;anni che abita in Francia, Simone Bini non ha perso il suo forte accento fiorentino, ed ha contagiato anche i suoi collaboratori siciliani. Al <span class="street-address" property="v:street-address">36 di rue Gr&eacute;goire-de-Tours, nel VI arrondissement &#8211; il quartiere latino, per intenderci &#8211; c&#8217;&egrave; <font color="#800000"><strong>Casa Bini</strong></font>, uno dei pi&ugrave; vecchi ristoranti italiani di Parigi, fondato da Anna Bini, la madre di Simone che proprio ier l&#8217;altro ha festeggiato i primi due decenni di attivit&agrave;.</span><span class="street-address" property="v:street-address"><br />
<a title="Casa Bini di bistrotchezmaurice, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/25832741@N04/4290876843/"><img width="285" height="186" align="right" alt="Casa Bini" src="http://farm3.static.flickr.com/2789/4290876843_e4b48f70d5.jpg" style="padding: 5px; margin-left: 5px;" /></a>Non solo tra i pi&ugrave; vecchi, ma forse anche il migliore &quot;italiano&quot;, tanto che <a href="http://www.fra.cityvox.fr/restaurants_paris/casa-bini_6215/Profil-Lieu#lieu">Cityvox</a> lo pone al 60&deg; posto tra 607 locali recensiti, dopo la via Lattea di stelle Michelin che &#8211; sappiamo &#8211; a Parigi la guida non lesina a distribuire. Italiano, ma non di quelli che ostentano le bandierine tricolori per apparire italiano; autenticamente italiano com&#8217;&egrave; la sua cucina toscana, impreziosito da alimenti di classe come il tartufo bianco, e la sua cantina altrettanto toscana (ma non disdegna il buon champagne transalpino).<br />
Noi, cio&egrave; la mia famiglia ed il sottoscritto, abbiamo festeggiato in anticipo l&#8217;anniversario di apertura, accolti all&#8217;ultimo momento dal patron Simone con grande generosit&agrave;, senza aver prenotato, che a Parigi&nbsp; la domenica sera equivale ad una bestemmia.<br />
La Casa riprende anche nell&#8217;arredamento le movenze toscane, con il cotto per terra e le travi di legno a vista, come nelle cascine attorno a Firenze, antiche foto di famiglia alle pareti. Il piano terra &egrave; pieno, quindi veniamo fatti accomodare al piano superiore ed introdotti alla scelta dei piatti da una fl&ucirc;te di champagne.<br />
<img width="250" height="188" align="left" alt="" style="padding: 5px; margin-right: 5px;" src="http://www.bistrotchezmaurice.com/wp-content/uploads/image/Carpaccio di rana pescatrice.JPG" />Io scelgo un&#8217;entr&eacute;e di insalata di polipo alla mediterranea con sedano e rucola: eccellente polipo cotto a puntino, consistente e tenerissimo ma non spappolato. Mio figlio va con la torretta di melanzane e mozzarella. La mia signora, invece, si delizia con una puttanesca, confezionata secondo i canoni canonici.<br />
A seguire un finissimo carpaccio di coda di rospo, tanto delicato quanto delizioso. Il tutto annaffiato da un Greco di Tufo biologico molto profumato e dal forte sentore di fiori.</span><span class="street-address" property="v:street-address"><br />
Insomma, la filosofia di Casa Bini &egrave; coerente con la nostra migliore cucina, senza ammuffite nostalgie, raffinato senza puzza sotto al naso, alla mano senza essere trattoria, tanto che gli italiani chic di Parigi o di passaggio una capatina qui la fanno volentieri per sentirsi come a casa. A Casa Bini, appunto.<br />
</span></p>
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		<title>Un altro italiano a Parigi</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 21:03:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurice</dc:creator>
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		<category><![CDATA[cucina italiana]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Gli italiani che non se ne intendono vanno ai Lafayette, i francesi che se ne intendono vanno al Bon March&#233;, sulla Rive Gauche che &#232; gi&#224; un programma. Entrambi i magazzini presentano le grandi firme, ma solo al Bon March&#233; &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli italiani che non se ne intendono vanno ai Lafayette, i francesi che se ne intendono vanno al Bon March&eacute;, sulla Rive Gauche che &egrave; gi&agrave; un programma. Entrambi i magazzini presentano le grandi firme, ma solo al Bon March&eacute; c&#8217;&egrave; un piano terra completamente dedicato ai cibi, la pi&ugrave; grande boutique gastronomica che si pu&ograve; immaginare.<br />
Dico boutique, perch&eacute; se volete spendere poco per riempire la borsa della spesa, questo &egrave; il posto sbagliato. Qui troverete le orate dell&#8217;Atlantico a 40 euri o il salmone selvaggio o la pasta di Gragnano che neanche in Italia conosciamo. Se invece preferite una qualche leccornia del Brasile o della Costa d&#8217;Avorio, qui avete solo l&#8217;imbarazzo della scelta.</p>
<p><img width="240" height="181" border="1" align="left" alt="" src="http://www.bistrotchezmaurice.com/wp-content/uploads/image/Primo piano (1).jpg" style="padding: 5px; margin-right: 5px;" />In linea con i magazzini c&#8217;&egrave; anche un ristorante italiano, <strong><font color="#800000">Primo Piano</font></strong>, <img width="240" height="176" border="2" align="left" alt="" src="http://www.bistrotchezmaurice.com/wp-content/uploads/image/Primo piano (2).jpg" style="padding: 5px; margin-right: 5px;" />al piano superiore appunto, che nei prossimi giorni festegger&agrave; con successo il suo primo anno di attivit&agrave;.<br />
Nato dall&#8217;intraprendenza di Simone Bini &#8211; che nei giorni scorsi ha tagliato il traguardo dei primi vent&#8217;anni del suo ristorante Casa Bini, sempre a Parigi, di cui parler&ograve; nei prossimi giorni &#8211; Primo Piano ha sostituito il D&eacute;licabar, posto di ristoro per i clienti del Bon March&eacute; ma dedicato solo alla pasticceria.<br />
Ora nello spazio interno e nel cortile esterno si pu&ograve; degustare anche d&#8217;inverno una caprese &#8211; tanto per fare un esempio &#8211; come a Napoli, dimenticandosi di essere in terra francese e di essere dentro un grande magazzino d&#8217;elite.</p>
<p><img width="240" height="180" border="2" align="right" alt="" src="http://www.bistrotchezmaurice.com/wp-content/uploads/image/Polpette della nonna.JPG" style="padding: 5px; margin-left: 5px;" /></p>
<p><img width="240" height="180" border="1" align="right" alt="" src="http://www.bistrotchezmaurice.com/wp-content/uploads/image/Piadina.JPG" style="padding: 5px; margin-left: 5px;" />Noi ci siamo deliziati con le Polpette della Nonna (la ricetta la conosco bene) con salsa di pomodoro e calde verdure grigliate, la Piadina passata ai ferri, la Pasta Verde (fatta in casa) con deliziosa salsa al pecorino, una Cheese Cake da svenimento e un semifreddo al pistacchio di assoluto rispetto. Il tutto accompagnato da champagne di benvenuto ed uno splendido bianco italiano di cui non ricordo il nome, <em>desol&eacute;</em>.<br />
Nonostante  lo chef &#8211; mio figlio, detto per inciso &#8211; abbia alle sue dipendenze ragazzi di tutto il mondo, dalla Thailandia allo Sri Lanka, la cucina &egrave; autenticamente italiana, sia per i prodotti usati, sia per le tecniche che per le ricette. La pasta &egrave; tutta fatta in casa, la pasticceria anche, i vini tutti nostrani; solo il pane &egrave; francese.<br />
Noi abbiamo pranzato fuori, nella terrazza al caldo mentre pioveva, ma potete anche star dentro, in un ambiente moderno e molto raffinato, serviti con professionalit&agrave; e squisitezza dai gar&ccedil;ons e le filles, tutti deliziosi. A tutti loro va il nostro pi&ugrave; affettuoso abbraccio e ringraziamento. <em>A la prochaine</em>.</p>
<p>Se ne parla anche qui:<br />
<a href="http://www.lefigaro.fr/scope/articles-restaurants/2009/05/26/08004-20090526ARTFIG00439-les-nouvelles-terrasses-primo-piano-.php">Le Figaro</a> (nella foto da sinistra: la deliziosa e splendida direttrice di sala Anuel, lo chef e figlio mio Simone, ed i collaboratori in sala Andrea e Julie)<br />
<a href="http://www.lexpress.fr/styles/saveurs/restaurant/paris-7e-primo-piano-au-bon-marche_747986.html">l&#8217;Express</a><br />
<a href="http://www.qype.fr/place/586172-Primo-Piano-Paris">Qype</a><br />
<a href="http://paris.creetic.fr/avis-restaurant-primo-piano.html">Creetic</a></p>
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		<title>Non la solita Parigi</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 19:22:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurice</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alimenti]]></category>
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		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Ritorno dopo qualche giorno passato a Parigi a trovare il figliolo chef e la sua amata compagna. Non &#232; la prima volta, quindi abbiamo di proposito tralasciato le mete turistiche per quella citt&#224; nascosta o conosciuta ai pochi; solo domenica &#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ritorno dopo qualche giorno passato a Parigi a trovare il figliolo chef e la sua amata compagna. Non &egrave; la prima volta, quindi abbiamo di proposito tralasciato le mete turistiche per quella citt&agrave; nascosta o conosciuta ai pochi; solo domenica sera ci siamo concessi una capatina a N&ocirc;tre Dame, ma siamo fuggiti subito dal quartiere latino ch&eacute; sembrava di essere in Galleria, a Milano.<br />
Gi&agrave;. Capisco benissimo quelli che approfittano dei low cost della Ryan Air per conoscere per la prima volta la capitale francese, e quindi vanno bene gli Champs Elys&eacute;es, la Tour Eiffel e via discorrendo, ma chi si vuole dare un&#8217;aria da uomo di mondo farebbe bene a guardarsi un po&#8217; pi&ugrave; attorno.<br />
Per esempio, la domenica mattina a Montparnasse c&#8217;&egrave; un bel mercato alimentare dove ho acquistato il mio adorato sale di Guerande che finir&agrave; sui piatti dei miei clienti, e dove ci siamo riforniti di formaggi caprini e vaccini (non il solito Camembert), di ostriche di diverse specie, di salumi, di verdure bio. In una boulangerie vicino a casa, specializzata in pane e dolci assolutamente bio, abbiamo acquistato delle baguettes al papavero e ai semi di girasole e, voil&agrave;, il pranzo ce lo siamo servito con doveroso accompagnamento di champagne.<br />
Per arrivare a Montparnasse si pu&ograve; prendere la metr&ograve;, ma ancora pi&ugrave; bello &egrave; percorrere la strada dei teatri dove i locali si susseguono uno all&#8217;altro. Ci sono quelli a luci rosse (e come potrebbero mancare a Parigi?), ma ci sono anche quelli tradizionali o moderni, compreso uno goldoniano che mette in scena tutto l&#8217;anno commedie del celebre veneziano.<br />
Una volta arrivati al mercato c&#8217;&egrave; solo l&#8217;imbarazzo della scelta, stando per&ograve; attenti al portafoglio perch&eacute; anche qui il biologico &egrave; diventato un business. Due giovani ragazzi hanno cominciato l&#8217;anno scorso con qualche prodotto ed oggi hanno un  enorme banco di specialit&agrave; che spazia dai risi alle spezie, dalle verdure ai mieli, dai formaggi ai salumi, fino ai prodotti per l&#8217;igiene personale.<br />
Se poi vi interessa l&#8217;aspetto umano, avete solo l&#8217;imbarazzo della scelta tra clienti delle pi&ugrave; disparate nazionalit&agrave; e commercianti dalle pi&ugrave; diverse personalit&agrave;. Non a caso mi sono divertito a scaricare Mb di immagini che vi regalo qui.</p>
<p align="center">&nbsp;</p>
<p><object width="400" height="300"><param name="flashvars" value="offsite=true&#038;lang=it-it&#038;page_show_url=%2Fphotos%2F25832741%40N04%2Fsets%2F72157622750909289%2Fshow%2F&#038;page_show_back_url=%2Fphotos%2F25832741%40N04%2Fsets%2F72157622750909289%2F&#038;set_id=72157622750909289&#038;jump_to="></param><param name="movie" value="http://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=71649"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><embed type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=71649" allowFullScreen="true" flashvars="offsite=true&#038;lang=it-it&#038;page_show_url=%2Fphotos%2F25832741%40N04%2Fsets%2F72157622750909289%2Fshow%2F&#038;page_show_back_url=%2Fphotos%2F25832741%40N04%2Fsets%2F72157622750909289%2F&#038;set_id=72157622750909289&#038;jump_to=" width="400" height="300"></embed></object></p>
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		<title>Il cliente, prima di tutto</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 18:17:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurice</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Air Memphis]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Se avessi fatto un safari nel deserto a dorso di dromedario con sarebbe stato cos&igrave; avventuroso come i viaggi in aereo da e per Marsa Alam. Capisco che tutti cerchino di ottimizzare le proprie risorse, ma basta dire come stanno le cose, essere chiari e l&#8217;amicizia &egrave; lunga.<br />
<a title="70 di bistrotchezmaurice, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/25832741@N04/4292729567/"><img width="270" height="360" align="right" alt="70" src="http://farm3.static.flickr.com/2742/4292729567_44da0cc24b.jpg" style="padding: 5px; margin-left: 5px;" /></a>All&#8217;andata la partenza prevista in contratto era Verona. Poi, scaduto il termine per dare la disdetta, il volo &egrave; stato spostato a Bergamo (d&#8217;accordo che c&#8217;&egrave; un minimo di rimborso, ma per me sono tre ore di auto in pi&ugrave;). E&#8217; una prassi consolidata, perch&eacute; altri amici si sono imbattuti in questo &quot;disguido operativo&quot;, anzi penso che sia una strategia di marketing per sedurre i clienti con un aeroporto vicino, salvo &#8211; una volta ormai pagata la vacanza &#8211; dirottarli su Bergamo o Bologna.<br />
Le sorprese non sono finite. La partenza doveva essere da Bergamo, scalo a Bologna per prendere un secondo gruppo e quindi volo diretto fino a Marsa Alam. Per esigenze loro, invece, il charter ha invertito gli scali, con evidente ritardo nella partenza: se dovevamo partire da Verona ed arrivare a destinazione alle 21.45, siamo sbarcati in terra d&#8217;Africa alle 6 del giorno seguente.</p>
<p>Il ritorno &egrave; stato peggio. Depositati in aeroporto due ore prima per i vari check-in, alle 18 doveva partire il volo. Dopo un&#8217;ora e mezza non avevamo ancora notizie del ritardo, anzi il nostro volo era stato completamente cancellato dai tabelloni elettronici, salvo riapparire in fretta e furia alle 20, con la chiamata per l&#8217;imbarco.<br />
A bordo ci avvertono che saremmo andati a Bergamo e quindi a Bologna, perch&eacute; questo scalo era inagibile, salvo cambiare i programmi mezz&#8217;ora dopo perch&eacute; ufficialmente a Bergamo c&#8217;erano condizioni atmosferiche che lo rendevano impraticabile.<br />
Arrivati a Bologna veniamo fatti scendere per le pulizie. Saliamo sul bus navetta, facciamo un giretto per l&#8217;aeroporto e riportati sotto bordo. Delle pulizie nemmeno l&#8217;ombra mentre da Bergamo giunge notizia dai parenti in attesa che non c&#8217;&egrave; n&eacute; nebbia n&eacute; ghiaccio. Che c&#8217;&egrave; sotto? Un addetto di Bologna ci confida che non hanno pagato le tasse aeroportuali: anche da noi funziona il detto &quot;tu dare denaro, io mostrare cammello&quot;.<br />
Risaliamo a bordo, e subito dopo arriva un gruppo che deve partire per l&#8217;Egitto, con i posti assegnati che erano per&ograve; gi&agrave; occupati da noi in arrivo. Ognuno si sistema dove vuole. Il ritardo comincia ad accumularsi, la stanchezza anche, finch&eacute; il tribuno di turno comincia a protestare. Dalle rimostranze si passa alle offese al personale di bordo (ovviamente a sfondo razzista), tanto che sul punto di passare alle vie di fatto esce il comandante in persona che intima &#8211; ne ha tutto il diritto e il potere &#8211; al tribuno di scendere, cosa che per&ograve; non fa. Telefonata, quindi, del comandante alla polizia italiana che dopo un quarto d&#8217;ora arriva a bordo, instaura una trattativa fra le parti che si conclude con le scuse formali dell&#8217;italiano a tutto il popolo egiziano (come vuole la prassi, carichiamo a bordo anche un nostro agente in borghese che vigiler&agrave; sulla pace fino a Bergamo).<br />
Finalmente a mezzanotte passata mettiamo piede a terra. Per la cronaca il tour operator &egrave; <strong><a href="http://www.phoneandgo.it/it/index.htm"><em>Phone and Go</em></a></strong>, la compagnia aerea &egrave; la <a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2005/08_Agosto/30/listanera.shtml"><strong><em>Memphis</em></strong></a>, che &egrave; nella lista nera in altri paesi, ma non in Italia. Prendetene nota.</p>
<p>Morale: avessero parlato chiaro fin dall&#8217;inizio, avvisando che i voli erano subordinati ad un certo numero di partecipanti, che e per quale motivo c&#8217;erano ritardi, mettendosi cio&egrave; dalla parte del passeggero che &egrave; un cliente, ma anche un essere umano, tutto questo non sarebbe successo.<br />
Ma forse il marketing &egrave; cosa del passato.</p>
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		<title>Ma quale rif d&#039;Egitto</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 14:58:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurice</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Egitto]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Mars Alam, 13 novembre<br />
Se non fosse per il sole cocente a novembre, per lo starsene tutto il giorno in costume da bagno (che la maglietta gi&agrave; d&agrave; fastidio) o con l&rsquo;aria condizionata in camera, per la sabbia fine come sull&rsquo;Adriatico ed il mare, per i menu ed i conti lasciati a casa, per le beghe della politica nostrana lontane mille miglia, se non fosse per tutto questo, basterebbe una mezza giornata sulla barriera corallina per giustificare il prezzo di una vacanza sul Mar Rosso egiziano.<br />
<a title="DSCN0120_2 di bistrotchezmaurice, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/25832741@N04/4292736953/"><img width="273" height="205" align="left" alt="DSCN0120_2" src="http://farm5.static.flickr.com/4040/4292736953_d025177da1.jpg" style="padding: 5px; margin-right: 5px;" /></a>Lasciata Sharm El Sheik (letteralmente Il Porto del Prete) a chi ama la vita chiassosa e notturna dei grandi centri, abbiamo scelto uno dei tanti villaggi turistici lungo la costa africana gi&ugrave;, verso il Tropico, sorti sulla riva orientale del Mar Rosso, in prossimit&agrave; gi&agrave; dell&rsquo;Oceano Indiano, con alle spalle lo sconfinato deserto. Qui i paesi praticamente non esistono: quattro case, presidiate dai check-in della polizia che controlla eventuali clandestini provenienti dal confinante Sudan. Gli insediamenti pi&ugrave; grandi sono i villaggi turistici che si susseguono lungo gran parte della costa, tutti strutturati secondo la tipica architettura araba, un pugno nell&rsquo;occhio con la loro vegetazione lussureggiante in mezzo alla sabbia ed alle dune del deserto circostanti.<br />
Ieri, dopo pi&ugrave; di un&rsquo;ora di pullman verso sud, siamo scesi a Sharm El Luli, una vasta insenatura formatasi nel corso dei secoli a ridosso della barriera corallina che in origine era parallela alla costa, ma ora si sviluppa perpendicolarmente, quindi accessibile con facilit&agrave; direttamente dalla spiaggia occidentale. La prima gioia &egrave; stata vedere il mio Capo &ndash; che nuota s&igrave;, ma dove si tocca &ndash; armata di pinne, maschera, boccaglio e giubbotto salvagente affrontare il largo e fare snorkeling senza timori.<br />
Descrivere il panorama subacqueo &egrave; riduttivo, se non impossibile senza cadere nei luoghi comuni. Gi&agrave; le formazioni coralline sono uno spettacolo da sole, meglio che alle Maldive &ndash; ha detto qualcuno &ndash; con i loro colori variegati che vanno dal bianco immacolato al marron, dal nocciola al rosa, dal verde all&rsquo;azzurro al nero. Una sequenza ed una variet&agrave; di forme e sfumatura che lasciano senza fiato, per chilometri. E nelle grotte formate dai coralli, nelle insenature, sui fondali, nelle acque tranquille delle insenature migliaia di pesci che nuotano in tutta tranquillit&agrave;, incuranti della nostra presenza, qualche volta cos&igrave; curiosi da avvicinarsi tanto da farsi quasi accarezzare. <br />
Bisognerebbe essere degli ittiologi per dar loro dei nomi, noi che siamo abituati tutt&rsquo;al pi&ugrave; alle nostre variet&agrave; commestibili. L&rsquo;unica che siamo riusciti a classificare &egrave; stata la cernia; per il resto ci affidiamo alla descrizione visiva. I pesci juventini a strisce bianche a nere, quelli mezzi bianchi e mezzi neri, quelli gialli, quelli gialli ed azzurri, quelli rossi, quelli rossi e blu, quelli verdi ed azzurri, quelli azzurri fosforescenti, quelli minuscoli, quelli piccoli, quelli grossi, quelli da almeno cinque chili.<br />
Sopra tutto questo mondo incontaminato il mare si dilata in sfumature che vanno dal celeste pallido al blu pi&ugrave; profondo. Un paradiso che, ringraziando Iddio, gli egiziani si sono imposti di rispettare e far rispettare: non solo &egrave; super vietato asportare i coralli, ma ci sono multe salatissime &ndash; oltre alla confisca dei pezzi &ndash; per chi tenta di esportare qualsiasi cosa naturale, sia anche una banale conchiglia raccolta sulla battigia.<br />
Che poi le anfore per la raccolta differenziata siano state poste pi&ugrave; che altro per bellezza, che per un uso reale, questo &egrave; un altro discorso.</p>
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		<title>Il passaggio del Mar Rosso</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 17:28:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurice</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Egitto]]></category>
		<category><![CDATA[Marsa Alam]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Mars Alam, 11 novembre</p>
<p><span>Gi&#224; ero partito prevenuto, Imodium ed integratori della flora batterica in valigia, a debellare sul nascere quanto si racconta sull&#8217;alimentazione e le sue conseguenze nei paesi caldi, ed arabi in particolare.<br />
<a href="http://www.flickr.com/photos/25832741@N04/4292744541/" title="DSCN0125_2 di bistrotchezmaurice, su Flickr"><img width="260" height="358" align="left" style="padding: 5px; margin-right: 5px;" src="http://farm5.static.flickr.com/4038/4292744541_b4f99303a2.jpg" alt="DSCN0125_2" /></a>Di fronte agli enormi buffet </span>&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mars Alam, 11 novembre</p>
<p><span>Gi&agrave; ero partito prevenuto, Imodium ed integratori della flora batterica in valigia, a debellare sul nascere quanto si racconta sull&rsquo;alimentazione e le sue conseguenze nei paesi caldi, ed arabi in particolare.<br />
<a href="http://www.flickr.com/photos/25832741@N04/4292744541/" title="DSCN0125_2 di bistrotchezmaurice, su Flickr"><img width="260" height="358" align="left" style="padding: 5px; margin-right: 5px;" src="http://farm5.static.flickr.com/4038/4292744541_b4f99303a2.jpg" alt="DSCN0125_2" /></a>Di fronte agli enormi buffet invitanti non ho saputo resistere ed ho fatto man bassa di verdure cotte e crude, in barba alla salmonella ed affini, condite con <em>vinaigrette &agrave; la mo&ucirc;tarde</em> o alla menta. Non mi &egrave; capitato niente di strano, ma mi sono beato con cetrioli freschi, melanzane, pomodori, insalata a foglie larghe e un altro ortaggio che dal colore sembrava melone, ma che non sono riuscito a decifrare.<br />
Fortuna? Non credo: al secondo giorno ho assistito nel bel mezzo del servizio di pranzo ad una ispezione sanitaria, non so se interna all&rsquo;organizzazione o statale. Termometri a sonda registravano le temperature dei cibi esposti nel buffet, mentre altri ufficiali sanitari armeggiavano con provette, tamponi e reagenti. Per essere in un paese arabo niente male, anzi potrebbero insegnare parecchio anche a noi, che ci definiamo un popolo civile.</span></p>
<p><span>Sar&agrave; perch&eacute; il villaggio era quasi totalmente pieno di italiani, ma se dovessi dare un voto complessivo sulla cucina non potrei scendere sotto il sette. Certo, due spaghetti al pomodoro e basilico o una bella carbonara ce la siamo sognata, ma anche nei villaggi pi&ugrave; osannati non si pu&ograve; pretendere pi&ugrave; di tanto. <br />
Un 9 abbondante va al pane, o se preferiamo ai pani, di tutti i tipi, forme, e materie: dalle focaccine non lievitate che somigliavano pi&ugrave; alla pasta da pizza tirata sottilissima, ai panini al sesamo, ai semi di finocchio, all&rsquo;olio, e via discorrendo, passando per le mini focaccine con i peperoni, le melanzane o i pomodori. Il tutto fatto rigorosamente in casa, ogni giorno, freschissimo anche alla sera.</span></p>
<p><span>Ho gi&agrave; detto delle verdure. Non ho assaggiato le patate Mussolini, ma chi le ha provate ha detto che era un buon pur&egrave;. Io promuovo a pieni voti la caponata, i cavolfiori gratinati, i vari ortaggi al forno e l&rsquo;immancabile riso dai chicchi piccoli e per nulla stracotto, anche dopo mezz&rsquo;ora di permanenza al caldo nella campana.</span></p>
<p><span>Non tutto &egrave; andato bene. Il collega della griglia non ci sapeva proprio fare. La carne, che non ho assaggiato e quindi mi fido del parere altrui, era troppo cotta per rimanere tenera. Il pesce, che invece ho provato, una specie di via di mezzo tra le sarde e lo sgombro, era stato impanato nelle erbe che non hanno aggiunto niente al sapore scolorito della carne. Assolutamente niente di eccezionale.</span></p>
<p><span>In realt&agrave; grandi come i villaggi la pecca della cucina &egrave; l&rsquo;abbondanza delle proposte. Diventa una pecca perch&eacute; alla fine della giornata &egrave; sempre tanto il cibo che avanza e che bisogna riciclare, per forza. Io amo la cucina degli avanzi, perch&eacute; mette alla prova la bravura e l&rsquo;estro del cuoco, ma anche perch&eacute; permette di proporre piatti completamente diversi da quelli di partenza, spesso &ndash; se appunto lo chef ci sa fare &ndash; con risultati molto appetitosi. Per esempio, ho molto apprezzato un&rsquo;insalata di seppie ed un&rsquo;altra insalata di mare al finocchio selvatico, senza aggiunte della solita maionese per amalgamare tutto come un&rsquo;insalata russa.</span></p>
<p><span>Il mio barometro digestivo &ndash; che mi sa dire esattamente sulla leggerezza dei cibi &ndash; si &egrave; sempre mantenuto sui valori alti. Mai una volta ho avuto problemi a digerire, eccezion fatta per i cetrioli che si sentono fino alla sera, anche a casa nostra. La riprova &egrave; che sono tornato a casa con qualche chilo in surplus: nulla di preoccupante perch&eacute; basteranno due giorni di lavoro per bruciare tutto il sovrappeso.</span></p>
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