Antropologia spiccia del turista montanaro
Chi è e come si atteggia il turista montanaro? Esiste un identikit di chi decide di passare le ferie agostane tra i monti?
Diciamo subito che non tutti sono riconducibili ad una sola categoria, ma alcune caratteristiche sono comuni a grandi fascie di villeggianti, come si definivano una volta quando esistevano ancora le colonie ed avevamo tutti la nostra bella divisa con tanto di berrettino, uguale per tutti.
Nelle rare uscite dal mio bunker mi sono divertito ad osservare la fauna circolante e la prima cosa che colpisce sono le tre grandi categorie – con rispettivi parenti o accompagnatori – di anziani, di cani e di bambini tra i meno quattro mesi e i più 4-5 anni.
Degli anziani ti accorgi anche senza vederli per il profumo di borotalco di cui è impregnata l’aria: antica abitudine cosmetica o esigenza di coprire altri odori riconducibili, per esempio, ai pannoloni? Chi lo può dire.
Sarà l’abbigliamento ridotto, ma sembra che le gravidanze scoppino solo d’estate: panciottine, panciottone, pancioni, coperti ma soprattutto – seguendo una moda molto discutibile – scoperti, tutte le future mamme sembrano darsi appuntamento in montagna per gli ultimi mesi di gravidanza. Ci sono anche le pance non ingravidate e per distinguerle bisogna tentare di dare un’età alle portatrici: se hanno meno di 17 o più di 50 anni quasi sicuramente si tratta di adipe, non di figliolanza in arrivo.
Mamme in attesa, ma anche neo mamme, primipare o pluripare. Le prime sono quelle con il bimbo in braccio e marito al seguito con il passeggino vuoto, le seconde hanno sempre il bebè in braccio, ma l’uomo le accompagna con il passeggino carico.
Ho detto marito, ma il termine è impreciso: diciamo presunto marito, perché si sono viste tante unioni di fatto (a proposito, auguri al mio amico Stefano), neo separati (che figura a chiedere dopo un anno: tua moglie come sta?) e amanti, riconoscibili per la differenza d’età e la mano di lui sul lato B di lei all’uscita dal ristorante.
Nonostante il genere umano stia progressivamente migliorando sotto l’aspetto fisico-estetico (dare un’occhiata ai mondiali di atletica per rendersene conto), il turista della montagna estiva ogni anno si imbruttisce sempre di più. Che sia vera la leggenda metropolitana che afferma che al casello autostradale d’uscita rimandano indietro i belli e lasciano passare gli altri?
O forse siamo troppo abituati a vedere in tv liposuzioni, siliconi e botulini a gogò che la realtà quotidiana ci appare imbruttita sotto il sole implacabile d’agosto.












