Senza dubbio, la classe più competente, e la meno servile, è quella dei cuochi. (George Orwell)

Bistrot Chez Maurice


I ricordi non vanno in pensione

Posted on luglio 30, 2009 by Maurice

La decisione della Kodak di mandare in pensione, dopo tre quarti di secolo di onorato servizio, la sua pellicola a colori mi ha indotto a riporre in armadio le vecchie macchine fotografiche analogiche (e rigorosamente manuali) per passare alla camera digitale.
Già non si poteva più dire macchina fotografica digitale (ma perché usare per forza il termine anglosassone? che oltretutto in italiano ha tutt’altro significato), ora per forza di cose bisogna convertirsi ai plasticoni elettronici – anche se, come per il vinile, sono sicuro fra un po’ di anni tornerà di moda la pellicola.
Ad onor del vero rimane ancora in produzione la mitica Etkachrome, la cara vecchia dia che non ha paragoni in fatto di qualità, con la quale ho riempito ripiani di scaffalature. blowup460Ma il mondo va così, e bisogna star al passo con i tempi.
Basta allora alle scelte rompicapo sugli ASA (e prima ancora sui Din): per una seduta di ritratto meglio un 64 ASA o ci spariamo un 400, con tutta la sua grana che ora si chiama "rumore di fondo"? Oppure optiamo per un valido compromesso con un 200 ASA? Erano interrogativi che presupponevano delle scelte conseguenti sull’ambientazione (ora set), sulle luci da adottare (naturale, flash, alogene).
Ora tutto è demandato al computer di bordo che decide lui se, come e quando scattare. Sì, anche quando scattare, perché c’è perfino il sensore che "vede" se il soggetto chiude gli occhi o non sorride, ed aspetta che la posa sia perfetta – secondo i suoi canoni – per immortalare il viso. Ma se io volessi ritrarre un bambino che piange o che dorme? Bel problema. Bisogna annullare le impostazioni predefinite.
Ci sono anche i vantaggi, diciamolo onestamente. Adesso non serve più lavorare con due macchine, una caricata con il colore ed una col bianco e nero: si fa tutto a colori e poi ci pensa Photoshop a trasformare in BW (e ridaje con l’inglese).
A proposito di Photoshop, molti ne parlano in modo schifato, più che altro perché i maldestri manipolatori, oltre a far scomparire smagliature, rughe e cellulite in eccesso, riescono a spostare braccia, mani, dimenticandosene ogni tanto qualcuna in più. A parte questo, Photoshop è la vecchia camera oscura dove creavamo il flou che ci eravamo dimenticati in fase di ripresa, rischiaravamo un volto sottoesposto o oscuravamo un cielo per rendere la scena più drammatica.
Si sa che alcuni grandi fotografi devono la loro fama ai tecnici della camera oscura, perché non tutti se la cavavano egregiamente con sviluppo e fissaggio come con lo scatto. Io, per esempio, ho sempre avuto grossi problemi con la polvere che immancabilmente – nonostante tutta la cura e le abbondanti spruzzate di aria, prima con la peretta poi con le bombolette apposite – mi ritrovavo nelle stampe. E dagli allora di pennello e china per correggere il meraviglioso ritratto.
Tutte storie di altri tempi che già i miei figli conoscono per aver visto il padre, non per esperienza propria, perché loro girano da tempo con la digitale compatta (ex Instamatic) nel marsupio o nella borsa. Da buon romantico, e non potendomi permettere la reflex, io ho optato per una bridge: non è così elaborata e non ha la possibilità del cambio obiettivi come la reflex, ma ne ricorda la forma, senza una coda perché non serve più l’alloggiamento per il rullino.
Una cosa, poi, tira l’altra. Non basta la fotocamera, perché tre scatti ed è finita la memoria: allora bisogna acquistare una memory card (ancora!), ed ecco l’ultima arrivata – per il momento – da 8 giga, ed un’ottima stampante laser perché quella che serve per i documenti lascia le righe.
Vabbè, adeguiamoci. Ma un giorno tirerò giù dal ripiano più alto del magazzino la mia Paterson, le vaschette, il Durst, la Canon, le Pentax e dirò ai miei nipotini, se ne avrò: ai miei tempi…

1 to “I ricordi non vanno in pensione”

  1. marco scrive:

    mi auguro che non vada mai in pensione la diapositiva…è insostituibile ed ha il pregio di godersela in grande nello schermo



Leave a Reply

 characters available



↑ Top