Senza dubbio, la classe più competente, e la meno servile, è quella dei cuochi. (George Orwell)

Bistrot Chez Maurice


Una giornata per nulla particolare

Posted on agosto 20, 2009 by Maurice

Pasolini disse che l’abito non faceva più il monaco, osservando la classe operaia vestirsi come la borghesia. Diciamo che l’ambiente fa ancora il monaco: al mare è difficile abbigliarsi con il parka, come in montagna pare sia obbligatoria la mise da scalatore tedesco.
Se una volta per le passeggiate era sufficiente un paio di jeans e di scarpette da ginnastica, quest’estate imperavano dalle mie parti le pedule con calzino corto – german style, appunto – anche per andare a fare la spesa al supermercato o a visitare la chiesa cinquecentesca.
PantacollantObbligatori i pantaloni nelle varie misure: sopra il ginocchio per gli pseudo scalatori, alla pinocchio anche per gli over 50, bianchi ed attilatissimi per le signore (possibilmente con filo interdentale sotto, indipendentemente dall’accumulo di cellulite posseduto). Il tutto corredato da canotta per le femmine e t-shirt con le scritte più improbabili per i maschi, nonché zainetto o marsupio dove riporre i telefonini.
Il look montano si trasformava però dopo le nove di sera. Anche per un banale karaoke in piazza le brave signore hanno tirato fuori dalle valigie l’abito lungo e lo scialle, non si sa mai che ci sia un po’ di venticello.
A proposito di pantaloni corti, quest’anno non abbiamo visto le squadriglie di scout e guide con i loro variopinti fazzoletti al collo – avranno scelto altre vallate per i loro campi estivi – né quei pochi distinti signori con l’elegantissimo panama. Cambiano i tempi, e c’era molta difficoltà a distinguere tra italiani e albanesi vestiti a festa.

Scelto l’abito più adatto, vedi sopra, si trattava di come passare le giornate perchè in montagna – a differenza del mare, dove ti sdrai sulla sabbia e non ti muovi più per sei sette ore – nessuno pensa che è già rigenerante stendersi sotto gli alberi o lungo il fiume senza far niente.
Si comincia allora alle 9 e mezza di mattina a fare la passeggiatina in paese o, per dirla meglio, dall’albergo alla panchina della piazza del paese, aspettando che arrivi mezzogiorno per sfollare in massa in direzione inversa, dalla panchina all’albergo.
Sotto il sole cocente delle 2 si vede solo qualche sparuto gruppo di ciclisti o motociclisti, e gli intellettual-digiunatori, quelli cioè che rinunciano al pranzo per ammirare i pinnacoli o il portone della chiesa arcipretale.
Fino alle cinque si può riposare in relativa tranquillità, quando si riversano nuovamente in piazza le orde urlanti dei bambini. E’ il momento delle vasche: tutti su e giù, a piedi o in macchina (meglio non perdere le sacrosante abitudini cittadine), senza una meta precisa, neanche per un aperitivo.
Puntualissimi, ai tre squilli di tromba delle 19.15 tutti di corsa di nuovo in albergo per la cena. E’ il momento per gli organizzatori di sistemare le sedie in piazza per la manifestazione della sera, concerto della band o del coro che sia.
Fra dieci giorni tutto questo sarà finito, improvvisamente come è cominciato.

2 to “Una giornata per nulla particolare”

  1. Loste scrive:

    Montagna tutta la vita ! Anche quest’anno ho provato ad andare nella montagna nazionale.. ma i prezzi di un appartamento sono sempre molto più alti di quelli dell’estero. Deve essere un effetto della crisi !!! Quindi per l’ennesima volta sono tornato nella montagna, dove ho vissuto per qualche anno.
    Pochissimi italiani ma ti garantisco tutti riconoscibilissimi come da tua descrizione :)))

    Un abbraccio Vecio ;)

  2. marco scrive:

    simpatico spaccato….maestro ma si viviamo e lasciamo vivere…
    devoti saluti



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