Il federalismo (dell’evasione) fiscale
Non vedo l’ora che entri in vigore il federalismo fiscale, di cui si dice un gran bene: basta soldi a Roma, ogni regione se li riscuote e se li tiene.
Uh uh, non vedo proprio l’ora che si cominci.
Passettino indietro: a cosa servono le odiate tasse? A pagare la benzina delle auto della polizia, a stipendiare il chirurgo che mi opera e il maestro che insegna a leggere e scrivere ai miei figli, a comperare l’asfalto per tappare i buchi che l’inverno ha prodotto sulla strada. Capito questo, si capisce perché le tasse sono un sacrificio (per il cittadino) non solo necessario, ma indispensabile, in uno stato libero.
Il federalismo fiscale è stato fortemente voluto dalla lega perché pensa che così si pagheranno meno tasse, o non se ne pagheranno affatto. Bisognerà comunque garantire ai propri cittadini elettori almeno lo stesso standard dei servizi attuali; e se i governatori si accorgeranno che le entrate non bastano? Dovranno aumentare le tasse, o ridurre le spese toccando il livello di qualità dei servizi, o…
O saranno costretti ad andare a prendere i soldi da chi i soldi li ha, ma non li vuol dare. Costoro si chiamano evasori fiscali, di cui il laborioso settentrione è pieno, e sono quelli che troviamo a Pontida o in piazza san Babila, allo stadio Meazza e nei centri commerciali del bresciano, quelli che parcheggiano il ferrarino a Bergamo alta ed hanno la fabbricheeetta senza insegne nelle campagne del trevigiano, quelli che hanno la barcheeetta di dodici metri a Desenzano o ai Lidi ferraresi.
Prima o poi gli assessori alle finanze leghisti dovranno andare a bussare alla porta anche di costoro, non per chiedere il voto come hanno fatto fino ad ieri, ma per farsi dare i soldoni delle tasse mai pagate. Ma come? Non avevamo il federalismo fiscale? si sentiranno chiedere. E (forse) finalmente quella gente pagherà.
O forse troveranno ancora una volta l’escamotage. Giro di poco tempo ed avremo un fiorire di aziende al sud, o in regioni a minor pressione fiscale, dove le aziende del nord troveranno più vantaggioso trasferire la sede legale.
Se in Basilicata posso risparmiare qualche punto di tasse, chi mi impedisce di chiudere l’insegna qui ed aprirla lì? Oltretutto voglio vedere l’ufficio imposte di Potenza venire a fare una verifica a mille chilometri di distanza.
Ci sarà da divertirsi.

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