Senza dubbio, la classe più competente, e la meno servile, è quella dei cuochi. (George Orwell)

Bistrot Chez Maurice


Soffiare sul fuoco

Posted on luglio 19, 2009 by Maurice

Adesso dicono che sia stato un raptus di follia, un po’ come invocare gli alieni quando non si sanno spiegare gli incendi strani di Caronia. Ma una spiegazione c’è, molto chiara e molto logica.
Prendete un signore di 84 anni che vive solo nella sua casa di Bosco di Nanto, una delle dieci frazioni di Nanto, paese di neppure tremila abitanti nel vicentino, amministrato da una giunta di centro destra.3485349005_16f9a0f45cQuesto signore da anni sente in televisione proclami sulla sicurezza o, meglio, sulla insicurezza del nostro paese, sui clandestini che ne combinano di tutti i colori. Quando va a comperarsi il pane o a bere un cicchetto al bar risente le solite storie sui negri, sui romeni, sugli zingari, e non ne possiamo più, bisogna mandarli a casa loro a pedate in culo, meglio se sparargli addosso come ai conigli selvatici.
E dai oggi, e dai domani, il bravo signore – che conduce "una vita tranquilla da pensionato, dopo tanti anni di lavoro come scalpellino" e che "era conosciuto dai vicini come una persona "solare", spesso in bicicletta anche per fare la spesa al mercato" – si convince che la realtà è proprio questa. Si barrica in casa per tre giorni e, quando un carabinere si presenta alla sua porta per vedere se tutto va bene, lo fredda con un colpo di fucile. Ci vorranno le teste di cuoio per stanarlo e ridurlo a più miti consigli.

Chi semina vento raccoglie tempesta, ricorda il proverbio. E questo è successo.
Da anni la Lega cavalca la tigre della paura che in certe classi diventa terrore, ed è "normale" che i soggetti più deboli possano arrivare ai risultati di Bosco di Nanto.
Non mi meraviglio più di tanto. Soffia e soffia sulla brace, prima o dopo si forma la fiamma, e dopo a piangere per l’incendio che ha stroncato la vita di un servitore dello Stato e mandato in galera un anziano che non pensava certamente di godersi la pensione dietro le sbarre.
Ora danno la colpa al caldo, alla solitudine, ad un raptus o a chissà cos’altro, ma i responsabili ci sono ed hanno un nome ed un cognome: Umberto Bossi, Roberto Maroni, Roberto Calderoli. La lista è molto lunga, purtroppo. Dovrebbero costoro farsi un serio esame di coscienza, ammesso che ne abbiano ancora una.

 

La sicurezza di Bossi e Maroni:
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