Senza dubbio, la classe più competente, e la meno servile, è quella dei cuochi. (George Orwell)

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Saper leggere e voler travisare

Posted on marzo 07, 2010 by Maurice

Il titolo II della nostra carta costituzionale riguarda la funzione del Presidente della Repubblica; nonostante si dica sempre e comunemente, egli non è il custode della Costituzione perché l’art. 87 ne elenca i vari poteri e non fa menzione alla custodia del testo fondamentale della Repubblica.
fifogoggi [1024x768]Giorgio Napolitano, quindi, può dormire sonni tranquilli: dopo il lodo Alfano e le altre leggi da lui firmate e dichiarate incostituzionali dall’Alta Corte, anche il DL "interpretativo" sulle elezioni sarà certamente dichiarato incostituzionale (a suo tempo; nel frattempo le squadre squalificate possono continuare tranquillamente a giocare il campionato).
Ammesso che abbia ancora valore – perché ormai qualsiasi legge possiamo ritenerla sostanzialmente relativa – la legge 400 del 1988 (durante la presidenza De Mita al governo) prevede espressamente all’art. 15 (2 b) che il governo non può "provvedere nelle materie indicate nell’art. 72, quarto comma, della Costituzione".
Ma cosa dice questo articolo? Al comma 4 stabilisce che "La procedura normale di esame e di approvazione diretta da parte della Camera è sempre adottata per i disegni di legge in materia costituzionale ed elettorale…".
Ricapitolando in termini comprensibili a noi volgo, tutto quello che riguarda la materia elettorale deve essere regolato da leggi ordinarie, il Decreto Legge ultimo è palesemente incostituzionale ed il Presidente della Repubblica – pur non custode della Carta Fondamentale – ha firmato un (altro) provvedimento incostituzionale.

Come si difende il Capo dello Stato? "Non era sostenibile – afferma Napolitano – che potessero non parteciparvi nella più grande regione italiana il candidato presidente e la lista del maggior partito politico di governo, per gli errori nella presentazione della lista contestati dall’ufficio competente costituito presso la corte d’appello di Milano".
E già questo è discutibile, ma comunque continua: "Erano in gioco due interessi o "beni" entrambi meritevoli di tutela: il rispetto delle norme e delle procedure previste dalla legge e il diritto dei cittadini di scegliere col voto tra programmi e schieramenti alternativi. Non si può negare che si tratti di "beni" egualmente preziosi nel nostro Stato di diritto e democratico".
E conclude: "Io sono deciso a tenere ferma una linea di indipendente e imparziale svolgimento del ruolo" di Presidente della Repubblica. Senza aspettare la storia, già oggi i cittadini italiani possono emettere il loro giudizio su questo presidente.

3 to “Saper leggere e voler travisare”

  1. Loste scrive:

    E’ un porcaio questo è certo. Non credo che verrà giudicato anticostituzionale, la scappatoia dell’interpretazione funzionerà. Stavolta Napolitano avrà verificato preventivamente.
    Però sulla Lombardia qualche dubbio di accanimento terapeutico formale sul controllo della lista o del listino, e non di altre liste e listini, mi resta. Roma no dovevano restare fuori.
    saluti

  2. armarobi scrive:

    Chef, noi che siamo vecchi ricordiamo. Il presidente (volutamente minuscolo), faceva parte della corrente migliorista che si opponeva a Berlinguer sulla questione morale, e premeva per un accordo coi socialisti. Tutto
    torna (e anche loro ritornano).
    ’sta porcata, l’ennesima porcata, finira’ sui libri di storia.

  3. dario scrive:

    Maurice, la mia opinione e’ gia’ sul commento al post precedente.
    Penso che sia un porcaio, ma che in fondo ogni decisione alternativa di Napolitano sarebbe stata peggiore.



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