Senza dubbio, la classe più competente, e la meno servile, è quella dei cuochi. (George Orwell)

Bistrot Chez Maurice


Silenzio, siamo in onda

Posted on luglio 09, 2009 by Maurice

Si è accesa la luce rossa fuori dello studio Italia: silenzio, siamo in mondovisione. Tutte le telecamere delle tv estere e nazionali sono puntate sull’Aquila, dove il Gruppo degli 8 (G non sta per grandi, come vorrebbero i nostri) si sono trovati per una scampagnata in vista di Pittsburg dove in autunno si ritroveranno per decidere (forse) qualcosa.
Già, perché il G8 si svolge in un "paese – come profetizzava Lucio Fero qualche giorno fa – dove l’appunto alla scenografia, la non lode della messa in scena diventa un atto destabilizzante, politicamente destabilizzante. Quindi la gran parte dei media italiani si sentiranno investiti di una responsabilità e di un mandato “istituzionale” a raccontare che tutto è risultato grande utile e bello della tre giorni abruzzese. Sarà un racconto di trionfi e perfezione ‘a prescindere’”.

Il trionfo non sarà a favore degli italiani, ma di un solo uomo che ha salvato il mondo da non si sa cosa, indipendentemente che ci sia una certa persona, di nome Franco Frattini, che dovrebbe rappresentare l’Italia all’estero, tessere le fila di una politica internazionale, ma che al momento pare sia deputato solo a fare da parafulmine alle saette della stampa degli altri paesi, che non devono colpire la preziosa aureola di san Silvio.

Ha ben da dire Sergio Romano che "questa è l’occasione in cui gli italiani hanno interesse a ricordare che nei grandi incontri internazionali il governo, al di là di polemiche e vicende personali, piaccia o no, rappresenta l’intero Paese. Se ne esce a testa alta è una vittoria per tutti, se ne esce male siamo tutti sconfitti".
Vittoria di chi? Vittoria su cosa? Siamo stati i campioni del mondo tre anni fa, ma già ieri siamo stati buttati fuori dal torneo sudafricano. A prescindere dalla scampagnata abruzzese, l’Italia cosa sta vincendo? o almeno cosa sta tentando di fare all’estero in questo periodo per migliorare la sua economia ed i suoi interessi (suoi nel senso di tutti noi, non di qualche industriale e basta)?
Siamo il paese di Leonardo da Vinci e di Michelangelo, ma forse che la Divina Commedia o le Quattro Stagioni di Vivaldi ci aiutano a far quadrare i bilanci in rosso delle aziende, o a far respirare un’aria di tranquillità con tutte le camicie verdi e nere che ci sono in giro?

Tra i tavoli del mio Bistrot non c’è un cliente, dico uno, a cui importi qualcosa dei frizzi e lazzi che si stanno raccontando nella caserma dell’Aquila. Qui importa di più, molto di più, il tempo che non vuole decidersi a rimettersi al bello stabile: anche oggi piove, governo ladro.

1 to “Silenzio, siamo in onda”

  1. Federico scrive:

    A me fa sorridere l’ipocrisia diplomatica alla quale si devono attenere i vari leader. Chissà che diamine scrivono nei loro diari personali! Sarei proprio curioso di sapere.

    Certo, Sergio Romano ha ragione. Ma ultimamente io ho la tendenza a tifare contro l’Italia, per qualsiasi cosa, e non è certo per mia volontà. Spero che questo sentimento cambierà in futuro, non ne vado tanto orgoglioso.



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