La grande fuga
Da ladri a vittime, anche noi. Fino ad ieri i ristoranti, come tutti i commercianti, erano la peggior razza che esista sulla faccia della terra: ladri, evasori, truffaldini, nel migliore dei casi levantini. Praticamente dei delinquenti a piede libero.
Finalmente qualcuno comincia ad accorgersi che sono anch’essi lavoratori, con l’aggravante che investono del proprio denaro per metter su un’attività. Le associazioni dei consumatori vorrebbero che lavorassero per la gloria ma, come dice il proverbio, nessun cane muove la coda per niente, purtroppo per loro (forse che loro vanno in televisione senza percepire il cachet?).
La crisi internazionale ha portato sotto i riflettori quella che era già una crisi nazionale, e qualcuno se ne sta accorgendo. E’ antipatico citarsi, ma io l’avevo già detto qui e qui in tempi non sospetti.
Ora, cifre alla mano, se ne accorge anche il sindacato dei commercianti che prevede, a fronte delle chiusure quotidiane di attività, una perdita di 150 mila posti di lavoro nel giro di cinque anni, 150 volte i dipendenti che Alitalia ha lasciato a casa. E’ come se la Fiat chiudesse undici fabbriche come Mirafiori. Minimo che potrebbe capitare è la rivoluzione.
Nessuno dice che, quando un negozio chiude, spessissimo i titolari rimangono disoccupati, non c’è per loro cassa integrazione, e spesso si trovano sulla groppa mutui e debiti con banche e fornitori che vanno onorati. Non a caso Confcommercio rileva un’impennata di ricorso agli strozzini, gli unici disposti a dare dei soldi, con tutte le conseguenze conosciute o immaginabili.
Sono i centri commerciali che hanno seppellito i negozi. La provincia autonoma di Bolzano, nella lungimiranza dei suoi amministratori, ha sempre negato l’apertura dei megashop; risultato: i negozi continuano a vivere, la città è viva ed il centro non è preda della malavita.
Invece di istituire le ronde sarebbe più intelligente sostenere il piccolo commercio, ma questo non sono in grado di capirlo, né a Roma né a Milano.
Ovviamente il consumatore fa i suoi interessi. Se trova su Internet un biglietto low cost per l’aereo, lo compra anche se si è servito fino ad ieri dell’agenzia di viaggi, dimostrando che la famosa fidelizzazione del cliente è una bella parola inventata dagli uffici marketing delle aziende. Oggi succede al negozio sotto casa, domani toccherà anche ai web shop.
Finita la fidelizzazione, è finito anche il rapporto personale tra compratore e venditore. Vai, ti servi e paghi. Null’altro. Non so fino a quando il ristorante che conosciamo oggi resisterà: è probabile che il modello Mc Drive – ordina sulla tastiera, paga e vattene con il tuo cartoccio – sia lo standard futuro. Non ci va? Embeh, ce lo siamo cercati.

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si è data poca importanza alla relazione tra le persone, coraggiosi a bolzano, si va al ristorante anche per avere una relazione, una comunicazione, non solo per mangiare. Ordino pago e vado mia mi mette una tristezza addosso per la povertà del rapporto umano. Spiace vedere tanti negozi chiudere anche di grande professionalità che viene persa, vicino casa mia c’era un negozio di coltelli e amenità varie ha chiuso, quando entravo mi conduceva in un mondo sconosciuto, una grande cultura, ma oggi coltelli chi li compra? chi li sa usare?
it is interesting that while everybody else is discussing the financial crisis you are taliking about it. Very well done.