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ottobre 15, 2011 by
Maurice
Andate su YouTube, digitate Occupy e verranno fuori 28 mila 800 filmati della protesta che sta dilagando a livello planetario contro quell'1 % che sta arricchendosi alle spalle del 99% della polazione globale. Chi, come il fascioleghista Matteo Salvini stamani a Rai News24, usa le stesse espressioni di condanna che si usavano negli anni '70 contro la protesta giovanile, non ha capito o – meglio – fa finta di non capire cosa sta succedendo.
Perfino Mario Draghi ("I giovani, hanno ragione a prendersela con la finanza come caprio espiatorio"), il Segretario al Tesoro Usa, Timothy Geithner e, prima ancora, il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama hanno capito che non si tratta di quattro figli di papà che non sanno come occupare il tempo.
E' un mondo intero che dice basta a questo modello di sfruttamento.
Il comunismo politico è caduto insieme ai suoi errori e crimini storici, ora deve cadere il capitalismo liberista basato sullo sfruttamento della popolazione, delle famiglie, dei giovani a favore di pochi avidi. Deve finire.
Wall Street è solo un simbolo, le banche dei feticci che vanno abbattuti alla radice per essere reinventate di sana pianta, e senza pianti. Non si tratta di patrimoniali morbide o ruvide, si tratta di permettere alla gente, tutta, di tutto il mondo, di poter vivere serenamente con lo sguardo proiettato al futuro.
Le "violenze" così deprecate dai signori in giacca e cravatta blu, sono ben poca cosa rispetto alla violenza che ogni giorno, ogni ora, ogni minuto viene perpetrata sulla pelle di tutti noi, in silenzio e con arte scientifica. Le cosiddette violenze sono ancora nulla. Per riportare un po' di giustizia devono cadere – nel vero senso della parola – le teste, come fu nella Francia di fine '700.
La gente non ne può più. Altro che indignati, siamo ai disperati. Anche in Italia. Un'intera classe politica dev'essere cacciata, reclusa nelle patrie galere o mandata a lavorare – finalmente! – nei campi o nelle officine.
Forse siamo arrivati alla fine del mondo, come pensavano i Maya, alla fine di questo tipo di mondo per un nuovo mondo, più giusto, più solidale, più equo. Il 2012 è alle porte, e non possiamo più sbagliare.
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Costume & Società, Economia, Politica e democrazia
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luglio 03, 2011 by
Maurice
Non quel Karl, ma un amico di un amico di Brunico che diversi anni fa mi fece il suo oroscopo, un malloppo così in tedesco con tanto di grafici astrali, pianeti in cogiunzione ed opposizione, che conservo con rispetto nella mia libreria.
Karl faceva l'operaio da qualche parte ed a tempo perso si dilettava con l'astrologia. Sapendo del mio interesse per la materia, un amico in comune mi propose un giorno un consulto gratuito di Karl. Gli diedi la mia ora e data di nascita ed una fotocopia della mia mano. Qualche tempo dopo ricevetti un intero fascicolo con disegni e note a margine, tutto scritto nella madrelingua di Karl per me incompresibile. Per avere una spiegazione almeno orale invitai il mio astrologo ad una cenetta in un ristorantino sperduto in quel di Montessilone e, fra un piatto di canederli ed un buon bicchiere di vino, mi illustrò il suo studio.
Allora presi con molto scetticismo la sua osservazione sulla mia salute: il tuo punto debole sono i reni, mi disse. Anche senza Rocchetta non avevo mai avuto problemi, a distanza di qualche anno però mi sono sorbito ben due coliche renali memorabili e, rimanendo in zona, due operazioni di ernia. 'Azzo se l'ha imbroccata.
Karl mi è tornato in mente negli ultimi giorni.
Raramente mi sono sentito così fertile di nuove idee e di volontà di realizzarle, come in questo periodo. In poche settimane ho messo in cantiere e portato a termine così tante iniziative, e senza sforzo, che mi stupisco di me stesso. Qualcosa sta cambiando?
E mi è venuto in mente Karl che allora mi aveva letto la vita passata, scandendola in periodi esatti di 12 anni (anche l'astrologia cinese – che trovo molto più interessante della nostra occidentale – divide la storia in cicli di dodici anni). Facendo i calcoli il prossimo anno scadrebbe quest'ultimo ciclo, non proprio esaltante: vuoi vedere che sto passando dal periodo di sfiga ad un momento decisamente fortunato? O che comunque sta finendo un tempo e se ne apre un altro?
Con tutti gli scongiuri del caso, spero tanto che Karl ancora una volta l'abbia vista giusta.
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Cazzeggiamenti
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maggio 16, 2009 by
Maurice
Immaginate che mentre state leggendo queste righe improvvisamente si spegne il computer, anche se avete un lap top, si spengono tutte le luci di casa e di tutta la città, i cellulari ed i telefoni fissi non funzionano più. Non sapete cosa è successo, non riuscite a mettervi in contatto con nessuno, se abitate ai piani alti dovete scendere per le scale perché anche gli ascensori sono fuori uso.
Le auto improvvisamente si fermano con l’impianto elettrico bruciato, come i camion, i tram, le metropolitane ed i treni; gli aerei sono costretti ad atterraggi d’emergenza a motori spenti su aeroporti con le piste buie.
Non potete andare al lavoro, ed anche se riuscite ad arrivarci è pressoché inutile: non potete lavorare al buio, i computer non si accendono, dovete scrivere le relazioni e fare i conti a mano. Negli ospedali non funzionano neanche i gruppi elettrogeni, sono ferme le macchine in rianimazione, non si opera.
Immaginate che questo non sia un blackout momentaneo di qualche minuto o di qualche ora, ma che duri giorni, settimane, forse mesi.
In un primo momento c’è da mangiare quello che c’è in casa ma, finito quello, non c’è più nulla neanche nei negozi perché non arrivano i rifornimenti. Chi abita fuori città può attingere a qualche prodotto della terra, a qualche stia di galline e di conigli messa su in fretta, ma per chi abita in città lo scenario è apocalittico.
In parole povere, pensate di essere catapultati indietro di due secoli con le abitudini consolidate di oggi.
Tutto questo può succedere realmente fra tre anni, quando una tempesta magnetica solare potrebbe portarci al Day After. Ad affermarlo è nientepopodimenoche la Nasa, che ha commissionato uno studio ai cervelloni della National Academy of Sciences americana.
Tutti ci tocchiamo e speriamo che sia una delle tante cantonate a cui ci hanno abituato gli scienziati. Ma, ma, avete rilevato la coincidenza? Il blackout cosmico potrebbe avvenire tra il 2012 ed il 2013, in coincidenza cioè con quel 21 dicembre 2012 che – secondo alcuni – dovrebbe segnare la fine del mondo o comunque l’inizio di sconvolgimenti epocali (il sesto ciclo).
I primi a dirlo parecchi secoli fa sono stati i Maya che avevano anche previsto con esattezza la fine della loro civiltà. Dopo di loro sono venute le profezie di Nostradamus, scatenando le fantasie più accese di maghi, maghetti e guru, tanto che anche X-File terminò la propria serie proprio con il 22 dicembre 2012 con l’invasione degli alieni. C’è chi ci sguazza e chi lo prende sul serio. Fantasie o verità? Un po’ di strizza, però, non è venuta anche a voi?
Tags: 2012blackoutfine del mondotempesta solare
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Attualità