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	<title>Bistrot Chez Maurice &#187; attività</title>
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	<description>Senza dubbio, la classe più competente, e la meno servile, è quella dei cuochi. (George Orwell)</description>
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		<title>Aprire un&#8217;impresa? E&#8217; subito fatto (2)</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 22:01:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurice</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[attività]]></category>
		<category><![CDATA[commercio]]></category>
		<category><![CDATA[Tremonti]]></category>

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		<description><![CDATA[<p class="dropcap-first">Denaro, money, argent, geld, dinero,&#160;钱, in qualsiasi modo lo chiamiamo la sostanza &#232; sempre quella, ed &#232; tutto quello che serve per aprire un&#8217;attivit&#224;, anche senza toccare l&#8217;art.41 della Costituzione, come dice di voler fare Tremonti.<br />
Volete aprire&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="dropcap-first">Denaro, money, argent, geld, dinero,&nbsp;<span class="short_text" id="result_box"><span title="" style="">钱, in qualsiasi modo lo chiamiamo la sostanza &egrave; sempre quella, ed &egrave; tutto quello che serve per aprire un&#8217;attivit&agrave;, anche senza toccare l&#8217;art.41 della Costituzione, come dice di voler fare Tremonti.<br />
Volete aprire un ristorante? Mandatemi un&#8217;email, meglio ancora un bonifico bancario, e domani mattina siete proprietari del mio locale. Licenze &#8211; come dice Berlusconi &#8211; permessi ed altre gabole non esistono: a tutto in Italia c&#8217;&egrave; un escamotage per risolvere la questione. Non serve esperienza, non serve mestiere, tutto si impara. Se va bene siete dei geni, se va male &egrave; il mercato che detta le sue regole, come sostengono gli economisti.<br />
<a title="Euro di bistrotchezmaurice, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/25832741@N04/4755952552/"><img height="400" align="right" width="300" alt="Euro" src="http://farm5.static.flickr.com/4118/4755952552_e084d918c1.jpg" style="padding: 5px; margin-left: 5px;" /></a>Perch&eacute; pochi &quot;si buttano&quot;? Perch&eacute; manca il denaro, tutto qui.<br />
Certo, detto cos&igrave; sembra semplice e non servono tanti libri di marketing per aprire un&#8217;attivit&agrave;, ma &egrave; la verit&agrave;.<br />
Se avessero ragione i libri, i migliori commercianti (o industriali) sarebbero i professori universitari o gli studiosi di economia; invece fanno i docenti e gli esperti, e si guardano bene dall&#8217;investire anche un solo centesimo in un&#8217;impresa. Spesso invece sono le persone normali ad iniziare una nuova attivit&agrave;, quelli con pochi o nulli studi, ma con qualche buona idea, tanta volont&agrave; di emergere, di mandare a quel paese il proprio datore di lavoro, di cambiar vita, di mettersi in gioco, di affrontare il rischio e l&#8217;avventura.<br />
Anthony Bourdain, chef diventato famoso nel mondo non per le sue ricette, nel suo primo libro </span></span> <em><strong><a href="http://www.feltrinellieditore.it/SchedaLibro?id_volume=1741979">Kitchen Confidential</a></strong> &#8211; Avventure  gastronomiche a New York</em>, porta tutta una serie di esempi di ristoranti falliti, a prescindere dal talento dei suoi cuochi e patron, salvo dimostrare  &#8211; alla fine &#8211; che c&#8217;&egrave; un fattore X per cui un suo collega ha avuto successo, sempre e comunque.<br />
La base di partenza sono i soldi. Se li avete, ma non avete l&#8217;arte, potete sempre assumere chi ce l&#8217;ha, e farvi fare il lavoro da costoro. Mario Poletti Polegato, tanto per riprendere un esempio gi&agrave; fatto, dopo aver brevettato i suoi &quot;buchi&quot; ha assunto cinque giovani collaboratori che fanno fatto il lavoro sporco, dal marketing alla creativit&agrave;.</p>
<p><span class="short_text" id="result_box"><span title="" style="">Il ministro dell&#8217;economia, piuttosto che pensare a &quot;riforme&quot; roboanti della libert&agrave; d&#8217;impresa, dovrebbe pensare di pi&ugrave; a come far arrivare soldi alle imprese in essere o in fieri. E&#8217; il denaro che crea le opportunit&agrave;, lo sviluppo, le possibilit&agrave; di entrare in nuovi mercati, creare nuova occupazione, creare ricchezza. Se non arriva denaro n&eacute; alle imprese n&eacute; alla popolazione non avviene nulla o, meglio, i consumatori non comperano, le aziende non vendono e chiudono, come avviene tutti i giorni.<br />
Come si dice, il denaro non d&agrave; la felicit&agrave;, ma aiuta molto a raggiungerla. Il sorriso a trentadue denti arriva dopo, ed anche questo aiuta, ma arriva dopo.<br />
Lo ha capito bene </span></span><strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Muhammad_Yunus">Muhammad Yunus</a></strong>, premio Nobel 2006 per la pace, inventore del microcredito per imprenditori troppo poveri per ottenere denaro dalle banche tradizionali. La sua creatura, la</p>
<blockquote><p><strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Grameen_Bank">Grameen Bank</a></strong> oggi ha 1.084 filiali in cui lavorano 12.500 persone. I  clienti in 37.000 villaggi sono 2.100.000, per il 94 per cento donne.  L&#8217;organizzazione non &egrave; in perdita: il 98 per cento dei prestiti viene  restituito.
</p></blockquote>
<p>Yunus non ha cambiato n&eacute; leggi n&eacute; costituzioni, ha solo imprestato soldi sulla fiducia. Ed il &quot;mercato&quot; lo sta premiando.</p>
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		<title>Resistere, ma fino a quando?</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jan 2010 19:19:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurice</dc:creator>
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		<category><![CDATA[chiusure]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
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		<description><![CDATA[<p class="dropcap-first">La signora mi scuser&#224;, ma fino a stamani, quando &#232; apparsa sugli schermi di Rai3 a <a href="http://www.cominciamobene.rai.it/dl/portali/site/puntata/ContentItem-af1dedf6-888d-4163-9467-72ccfe3b9daa.html?refresh_ce">Cominciamo Bene</a> (il video sar&#224; disponibile nei prossimi giorni), non avevo neanche mai sentito nominare <font color="#ff0000"><strong>Giuseppina Virgili</strong></font>. Non &#232; una sconosciuta&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="dropcap-first">La signora mi scuser&agrave;, ma fino a stamani, quando &egrave; apparsa sugli schermi di Rai3 a <a href="http://www.cominciamobene.rai.it/dl/portali/site/puntata/ContentItem-af1dedf6-888d-4163-9467-72ccfe3b9daa.html?refresh_ce">Cominciamo Bene</a> (il video sar&agrave; disponibile nei prossimi giorni), non avevo neanche mai sentito nominare <font color="#ff0000"><strong>Giuseppina Virgili</strong></font>. Non &egrave; una sconosciuta se Google d&agrave; oltre 120 mila voci per lei, ed esistono un gruppo di solidariet&agrave; su <a href="http://www.facebook.com/group.php?v=wall&amp;ref=share&amp;gid=195819648850#/group.php?v=info&amp;ref=share&amp;gid=195819648850">Facebook</a>, un <a href="http://blog.libero.it/pmicheresistono/">blog</a> ed un <a href="http://icrl.wordpress.com/2010/01/19/appuntamento-con-giuseppina-virgili/">sito</a> che raccoglie le Imprese che resistono, come la sua.<br />
Molti ne hanno parlano &#8211; fra gli altri <a href="http://blogosfere.it/2009/12/made-in-italy-in-crisi-imprenditori-suicidi-e-organi-in-vendita-su-internet-intervista-a-giuseppina.html">qui</a>, <a href="http://economiaefinanza.blogosfere.it/2009/12/imprese-che-resistono-day-quando-gli-imprenditori-soffrono-lintervista-a-luca-peotta-e-il-caso-di-gi.html">qui</a> e l&#8217;Espresso <a href="http://www.selpress.com/confindustriatoscana/immagini/040909S/2009090431527.pdf">qui</a> &#8211; e c&#8217;&egrave; anche un <a href="http://www.impresecheresistonolombardia.org/impresecheresistonolombardia/HOME.html">programma</a> per questo movimento al quale possono aderire tutte le piccole e medie aziende che hanno problemi nell&#8217;attuale crisi.<br />
Bastano due soli numeri per capire la drammaticit&agrave; della situazione:</p>
<ul>
<li>sono 1608 i piccoli imprenditori del nordest che dall&#8217;inizio della crisi si sono tolti la vita, l&#8217;ultimo buttandosi sotto il treno della Venezia-Trento</li>
<li>sono 30 le aziende che ogni giorno chiudono in Italia.</li>
</ul>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/25832741@N04/4291297168/" title="Mendicante 1 di bistrotchezmaurice, su Flickr"><img width="270" height="405" align="left" style="padding: 5px; margin-right: 5px;" src="http://farm3.static.flickr.com/2791/4291297168_1642fa247e.jpg" alt="Mendicante 1" /></a>Se i lavoratori dipendenti hanno al loro fianco le organizzazioni sindacali che li tutelano, e se le grandi aziende hanno voce in capitolo in Confindustria, quell&#8217;esercito di micro imprese che lavorano nei diversi settori sono gli &quot;invisibili&quot;, come ormai sono definiti. Neppure le cosiddette organizzazioni di categoria, Confcommercio in testa, si preoccupano di loro e li hanno da tempo abbandonati, salvo farsi vivi quando c&#8217;&egrave; da perorare il voto per qualche candidato locale.<br />
Sono quelli che se chiudono non lasciano traccia se non nei libri contabili delle banche e dei fornitori, dell&#8217;Agenzia delle Entrate e &#8211; spesso &#8211; nei libretti neri degli usurai. Sono quelli che una volta venivano additati come l&#8217;ossatura portante della nostra economia, quelli che non ricevevano sussidi di nessun tipo dallo Stato, ma che facevano tanto comodo allo Stato per le sue statistiche ed il poderoso prelievo fiscale.<br />
Anche la stampa comincia ad interessarsi di loro non pi&ugrave; come evasori fiscali <em>tout court</em>, ma come entit&agrave; economiche che stanno lottando a denti stretti per tener aperta la saracinesca ogni santa mattina, sperando che succeda qualcosa per raddrizzare la barca.<br />
Sono aziende che occupano spesso marito, moglie, uno o pi&ugrave; figli, uno o pi&ugrave; dipendenti, nate di recente su un progetto di vita o in tempi passati, con generazioni laboriose che hanno mantenuto famiglie ed economie.<br />
Fino ad ieri i problemi venivano lavati in casa perch&eacute; la dignit&agrave; e l&#8217;orgoglio di queste persone non permettevano di esternare la loro difficile situazione. Oggi, finalmente, hanno preso coscienza che la loro &egrave; una condizione condivisa dalla grande maggioranza delle imprese, che la banca che rifiuta loro credito lo rifiuta anche a centinaia e migliaia di altri &quot;invisibili&quot;, che non basta sorridere perch&eacute; i conti tornino in attivo.<br />
Non c&#8217;&egrave; ricetta magica che li possa salvare, non c&#8217;&egrave; innovazione, liberalizzazione o globalizzazione che ridia loro speranza. L&#8217;unica cosa che vogliono &egrave; tornare a lavorare, per pagarsi i debiti e vivere. Non possono pi&ugrave; aspettare.<br />
<img alt="" src="file:///C:/DOCUME~1/alicia/IMPOST~1/Temp/moz-screenshot-2.png" /></p>
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		<title>La cucina è chiusa, punto e basta.</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Jun 2009 22:01:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurice</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ristorante]]></category>
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		<category><![CDATA[Malpensa]]></category>
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		<description><![CDATA[<p class="dropcap-first">Non venitemi pi&#249; a dire: &#34;ma come, la cucina &#232; gi&#224; chiusa?&#34;. Andate alla Malpensa.<br />
Domenica sera, Malpensa appunto, Terminal 2.&#160; Arrivo verso le 9 e mezza e devo aspettare un&#8217;oretta abbondante perch&#233; l&#8217;aereo della figliola &#232; in&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="dropcap-first">Non venitemi pi&ugrave; a dire: &quot;ma come, la cucina &egrave; gi&agrave; chiusa?&quot;. Andate alla Malpensa.<br />
Domenica sera, Malpensa appunto, Terminal 2.&nbsp; Arrivo verso le 9 e mezza e devo aspettare un&#8217;oretta abbondante perch&eacute; l&#8217;aereo della figliola &egrave; in ritardo. Ho gi&agrave; cenato in autostrada, ma <strong><font color="#800000">un altro caff&egrave;</font></strong> lo berrei molto volentieri; se poi al bar ci fosse anche un televisore, mi piacerebbe vedere se gli undici brocchi in maglietta scolorita rimonteranno (e come) le tre pappine che le merenghe ci hanno rifilato nei primi quarantacinque minuti di gioco.<br />
<a href="http://www.flickr.com/photos/lanzate21/3429062730/"><img height="203" align="left" width="270" alt="" style="padding: 5px; margin-right: 5px;" src="http://www.bistrotchezmaurice.com/wp-content/uploads/image/3429062730_df46e279b9.jpg" /></a>I saloni sono deserti (ma sono a Malpensa?), sembra che la cara e vecchia Alitalia abbia lasciato i debiti e si sia portato via tutto il resto; al confronto Parigi-Bouvet alle 5 del mattino sembra el souk del Cairo.<br />
Comincio a girare per tutto il terminal. Se fossi <strong><font color="#800000">un terrorista </font></strong>potrei depositare un pallet di tritolo, fumarmi una sigaretta finch&eacute; la miccia brucia lenta, uscire dall&#8217;aereoporto con tutta tranquillit&agrave; ed aspettare che salti tutto in aria, senza che nessuno si accorga di niente. Neanche un poliziotto che mi sappia dare un&#8217;informazione.<br />
Tutto &egrave; chiuso, non solo i giornali, ma anche il bar. L&#8217;insegna &egrave; spenta.<br />
Esco e vado al <strong><font color="#800000">terminal 1</font></strong>: stessa scena. Se invece del caff&egrave; avessi bisogno di una pillola per una colica improvvisa, dovrei riprendere la macchina ed andare a Varese o a Gallarate per trovare una farmacia aperta.<br />
Trovo una coppia di dipendenti dell&#8217;aereoporto che si fumano una sigaretta, li riconoscono dal pass appeso al collo. Mi informano che &egrave; tutto chiuso, forse &egrave; ancora aperto il Fini. Niente bar, niente caff&egrave;, niente partita. Alle dieci e mezza telefoner&ograve; a casa per sapere il risultato finale.</p>
<p>Non ricordo se Malpensa era cos&igrave; anche un anno fa, o se il deserto dei tartari sia la conseguenza della <strong><font color="#800000">cordata italiana</font></strong>. Fatto sta che &#8211; se dipendesse da me &#8211; metterei sul serio una bella carica di esplosivo a tutto questo cemento inutile, lascerei solo un muro dipinto di verde con tanto di lapide, come monumento al clientelismo della Lega, a futura memoria.<br />
Questo sarebbe l&#8217;hub che tanto casino ha scatenato nei mesi scorsi in Italia e mezza Europa? Uno scalo internazionale dove dopo le 9 di sera un caff&egrave; &egrave; reperibile solo dall&#8217;unica macchinetta da 1 euro?<br />
Ma andate a lavorare.</p>
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		<title>La grande fuga</title>
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		<pubDate>Mon, 11 May 2009 22:01:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurice</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ristorante]]></category>
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		<description><![CDATA[<p class="dropcap-first">Da ladri a vittime, anche noi. Fino ad ieri i ristoranti, come tutti i commercianti, erano la <strong><font color="#800000">peggior razza</font></strong> che esista sulla faccia della terra: ladri, evasori, truffaldini, nel migliore dei casi levantini. Praticamente dei delinquenti a piede libero.<br&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="dropcap-first">Da ladri a vittime, anche noi. Fino ad ieri i ristoranti, come tutti i commercianti, erano la <strong><font color="#800000">peggior razza</font></strong> che esista sulla faccia della terra: ladri, evasori, truffaldini, nel migliore dei casi levantini. Praticamente dei delinquenti a piede libero.<br />
<img height="173" align="right" width="260" src="http://www.bistrotchezmaurice.com/wp-content/uploads/image/Megashop.jpg" style="padding: 5px; margin-left: 5px;" alt="" />Finalmente qualcuno comincia ad accorgersi che sono anch&#8217;essi lavoratori, con l&#8217;aggravante che investono del proprio denaro per metter su un&#8217;attivit&agrave;. Le associazioni dei consumatori vorrebbero che lavorassero <strong><font color="#800000">per la gloria </font></strong>ma, come dice il proverbio, nessun cane muove la coda per niente, purtroppo per loro (forse che loro vanno in televisione senza percepire il cachet?).</p>
<p>La crisi internazionale ha portato sotto i riflettori quella che era gi&agrave; una crisi nazionale, e <a href="http://www.repubblica.it/2009/05/sezioni/economia/crisi-32/botteghe-cancellate/botteghe-cancellate.html">qualcuno</a> se ne sta accorgendo. E&#8217; antipatico citarsi, ma io <strong><font color="#800000">l&#8217;avevo gi&agrave; detto</font></strong> <a href="http://www.bistrotchezmaurice.com/2007/06/09/il-sig-rossi-di-roccacannuccia/">qui</a> e <a href="http://www.bistrotchezmaurice.com/2008/10/08/non-e-un-videogame/">qui</a> in tempi non sospetti.<br />
Ora, cifre alla mano, se ne accorge anche il sindacato dei commercianti che prevede, a fronte delle chiusure quotidiane di attivit&agrave;, una perdita di <strong><font color="#800000">150 mila posti di lavoro</font></strong> nel giro di cinque anni,&nbsp; 150 volte i dipendenti che Alitalia ha lasciato a casa. E&#8217; come se la Fiat chiudesse undici fabbriche come Mirafiori. Minimo che potrebbe capitare &egrave; la rivoluzione.</p>
<p>Nessuno dice che, quando un negozio chiude, spessissimo i titolari rimangono disoccupati, non c&#8217;&egrave; per loro cassa integrazione, e spesso si trovano sulla groppa mutui e debiti con banche e fornitori che vanno onorati. Non a caso Confcommercio rileva un&#8217;impennata di ricorso agli <strong><font color="#800000">strozzini</font></strong>, gli unici disposti a dare dei soldi, con tutte le conseguenze conosciute o immaginabili.</p>
<p>Sono i centri commerciali che hanno seppellito i negozi. La provincia autonoma di Bolzano, nella lungimiranza dei suoi amministratori, ha sempre negato l&#8217;apertura dei <strong><font color="#800000">megashop</font></strong>; risultato: i negozi continuano a vivere, la citt&agrave; &egrave; viva ed il centro non &egrave; preda della malavita.<br />
Invece di istituire le ronde sarebbe pi&ugrave; intelligente sostenere il piccolo commercio, ma questo non sono in grado di capirlo, n&eacute; a Roma n&eacute; a Milano.</p>
<p>Ovviamente il consumatore fa i <strong><font color="#800000">suoi interessi</font></strong>. Se trova su Internet un biglietto low cost per l&#8217;aereo, lo compra anche se si &egrave; servito fino ad ieri dell&#8217;agenzia di viaggi, dimostrando che la famosa fidelizzazione del cliente &egrave; una bella parola inventata dagli uffici marketing delle aziende. Oggi succede al negozio sotto casa, domani toccher&agrave; anche ai web shop.<br />
Finita la fidelizzazione, &egrave; finito anche il <strong><font color="#800000">rapporto personale</font></strong> tra compratore e venditore. Vai, ti servi e paghi. Null&#8217;altro. Non so fino a quando il ristorante che conosciamo oggi resister&agrave;: &egrave; probabile che il modello Mc Drive &#8211; ordina sulla tastiera, paga e vattene con il tuo cartoccio &#8211; sia lo standard futuro. Non ci va? Embeh, ce lo siamo cercati.</p>
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