Privato è meglio, anzi molto peggio 0
L’estate del 2009 si e’ posizionata al quarto posto tra le estati piu’ calde dal 1800: così affermava l’Ansa venerdì scorso. Eppure, forse è la prima volta che non ho sentito parlare (forse perché non mi abbevero più ai tg di regime) di pericolo blackout elettrico per il super uso di condizionatori: la rete nazionale ha retto bene.
Non è dello stesso parere il presidente dell’Authority, Alessandro Ortis, secondo cui "agosto è un mese di minor domanda e quindi adatto per la manutenzione della rete, delle linee di interconnessione con l’estero e di alcuni impianti di produzione".
Ortis non esclude comunque – ci informa BlitzQuotidiano – ci possano essere anche altre ragioni. Per questo, assicura che verranno effettuate ulteriori verifiche, attraverso Terna, che, «in qualità di dispacciatore del sistema» dovrà fornire un monitoraggio «circa l’entità e le durate delle manutenzioni, in particolare degli impianti di produzione, per valutare eventuali anomalie o comportamenti anomali degli operatori»
Struca struca, la bolletta della luce costa di più perché le centrali vengono fermate per la manutenzione.
A leggere la notizia mi è tornato in mente quanto è successo, pari pari, in California dopo la liberalizzazione dell’energia elettrica e che Paul Krugman – Nobel dell’economia – ha denunciato nel suo libro La deriva americana.
Come si sa, nel libero mercato la legge della domanda e dell’offerta determina il prezzo; per alzarlo le compagnie private chiudevano sistematicamente le centrali elettriche con la scusa della manutenzione, l’offerta quindi diminuiva (guarda caso sempre nei periodi di maggior consumo) ed il gioco era fatto. Tutto è andato bene finché non sono state smascherate.
Krugman, ed io con lui, conclude che in un mercato libero certi settori strategici non possono essere privatizzati.
E’ lo stesso che è successo a Parigi, con la liberalizzazione dell’acqua. Quand’era di proprietà pubblica il prezzo era contenuto, una volta liberalizzata – invece di averne un beneficio – si è avuta una corsa al rialzo con peggioramento della qualità del servizio. Il comune di Parigi ha quindi fatto marcia indietro e si è ripreso la proprietà degli acquedotti.
Tutto questo dovrebbe fare scuola.

Le auto improvvisamente si fermano con l’impianto elettrico bruciato, come i camion, i tram, le metropolitane ed i treni; gli aerei sono costretti ad atterraggi d’emergenza a motori spenti su aeroporti con le piste buie.











