<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Bistrot Chez Maurice &#187; clienti</title>
	<atom:link href="http://www.bistrotchezmaurice.com/tag/clienti/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.bistrotchezmaurice.com</link>
	<description>Senza dubbio, la classe più competente, e la meno servile, è quella dei cuochi. (George Orwell)</description>
	<lastBuildDate>Thu, 09 Sep 2010 04:42:53 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8.6</generator>
	<language>it-it</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Prenota subito e pagherai di più</title>
		<link>http://www.bistrotchezmaurice.com/ristorante/prenota-subito-e-pagherai-di-piu/</link>
		<comments>http://www.bistrotchezmaurice.com/ristorante/prenota-subito-e-pagherai-di-piu/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 18 May 2010 22:01:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurice</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ristorante]]></category>
		<category><![CDATA[clienti]]></category>
		<category><![CDATA[idiozie]]></category>
		<category><![CDATA[mode]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.bistrotchezmaurice.com/?p=4469</guid>
		<description><![CDATA[<p class="dropcap-first">Ammiro profondamente chi riesce <a title="Ristorante vuoto di bistrotchezmaurice, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/25832741@N04/4619353467/"><img height="186" align="right" width="280" alt="Ristorante vuoto" src="http://farm5.static.flickr.com/4043/4619353467_a7417591d5_o.jpg" style="padding: 5px; margin-left: 5px;" /></a>ad inventarsi le baggianate pi&#249; sensazionali e a venderle alla gente che si crede intelligente. L&#8217;ultima l&#8217;hanno inventata in America (ma non erano i napoletani i pi&#249; fantasiosi&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="dropcap-first">Ammiro profondamente chi riesce <a title="Ristorante vuoto di bistrotchezmaurice, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/25832741@N04/4619353467/"><img height="186" align="right" width="280" alt="Ristorante vuoto" src="http://farm5.static.flickr.com/4043/4619353467_a7417591d5_o.jpg" style="padding: 5px; margin-left: 5px;" /></a>ad inventarsi le baggianate pi&ugrave; sensazionali e a venderle alla gente che si crede intelligente. L&#8217;ultima l&#8217;hanno inventata in America (ma non erano i napoletani i pi&ugrave; fantasiosi del mondo? La crisi ha colpito anche le menti effervescenti sotto il Vesuvio), e non viene da uno <strong><a href="http://www.corriere.it/cronache/10_maggio_07/ristoranti-prenotazioni-pagamento-eva-perasso_518d7bfa-59d4-11df-8cbf-00144f02aabe.shtml">stupido qualsiasi</a></strong>:</p>
<blockquote><p> L&rsquo;idea dell&rsquo;economista Tyler  Cowen &egrave; quella di utilizzare una variante dell&rsquo;asta olandese, ovvero  quell&rsquo;asta che parte da un prezzo alto che si abbassa progressivamente  fino all&rsquo;arrivo di un compratore. Nel caso dei ristoranti, il locale che  la applica dovrebbe aggiungere al pagamento del conto una tariffa per  il posto occupato (seating fee), che verr&agrave; conteggiato solo se il  ristorante si riempir&agrave; tutto prima della data. L&rsquo;ammontare della tariffa  per il proprio posto a tavola garantito varier&agrave;, come nell&rsquo;asta  olandese, a seconda di quando il locale vender&agrave; tutti i suoi tavoli,  fino ad azzerarsi se i tavoli vengono riempiti la sera stessa. In questo  caso, chi non prenota in anticipo sta dichiarando al ristoratore che  non &egrave; disposto a pagare un prezzo troppo alto per avere la garanzia di  sedersi, ma sta anche rischiando appunto di non trovare posto nel  ristorante dove avrebbe voluto mangiare. La conseguenza di tale sistema &egrave;  quella di premiare i ristoranti migliori (ma anche quelli pi&ugrave; alla  moda) con guadagni maggiori, senza toccare i prezzi del menu.
</p></blockquote>
<p>In pratica il cliente prenota e paga di pi&ugrave;; in base ai posti occupati realmente la &quot;tassa sul tavolo&quot; scende proporzionalmente, fino ad azzerarsi con la sala piena. Idea tanto geniale quanto idiota.<br />
Penso alla mia realt&agrave;, ma anche i &quot;grandi&quot; come Massimo Bottura la rigetta. Intanto c&#8217;&egrave; la pessima abitudine, acuitasi in tempo di crisi, di non prenotare, neanche in tempi di sicuro affollamento come a Ferragosto o al cenone di Capodanno: tanto &#8211; devono pensare in molti, soprattutti fra i cosiddetti bamboccioni 25-35enni &#8211; di questi tempi figurati se fanno il pieno. A volte, nonostante chiediamo sempre un numero di telefono &quot;non si sa mai&quot;, la prenotazione non viene onorata o accampando scuse improbabili (&quot;al cane &egrave; venuta la dissenteria&quot;) o facendo finta di non aver mai prenotato e di aver chiamato il cellulare sbagliato.<br />
Ma penso anche a come fare i calcoli. Se il cliente prenota per mezzogiorno e vuole andarsene all&#8217;una, per sapere esattamente a quanto sconto ha diritto deve fermarsi fino alla chiusura del locale per vedere quanta gente arriva?<br />
A parte, inoltre, la capacit&agrave; di risolvere le equazioni di primo grado (tavoli occupati : tavoli prenotati = 100 : x, o qualcosa del genere) e a parte la difficolt&agrave; di far capire al telefono come funziona la &quot;tassa sul tavolo&quot;, immagino la reazione del cliente che potrebbe variare dal semplice &quot;grazie, ma allora vado da un&#8217;altra parte&quot; alla pernacchia in stereofonia.<br />
Si tratta esattamente dell&#8217;inversione della tendenza di mercato che premia invece chi prenota per tempo, dai viaggi in aereo e treno ai villaggi vacanze. Il concetto &egrave; semplice: tu cliente ti impegni per tempo, ed io azienda riesco a programmare meglio le vendita e per questo ti premio.<br />
Esiste anche la scelta opposta, il last minute, che si basa sul presupposto che i costi ed il guadagno li ho gi&agrave; raggiunti, quindi tutto quello che viene in pi&ugrave; &#8211; per quanto poco &#8211; &egrave; tutto grasso che cola. In questo caso potrebbe essere applicata la teoria di Cowen, ribaltandola: se il punto di pareggio, come lo chiamano gli economisti, lo raggiungo all&#8217;80% dei posti occupati, quando si presenta l&#8217;ulteriore 20% paga di pi&ugrave;, cos&igrave; impara a venire ad orari decenti o a prenotare prima. Analogamente a quanto fanno le farmacie di turno per un&#8217;aspirina alle 2 di notte.<br />
Tutto questo dimostra come certe persone, pur con tanti titoli accademici o forse proprio per questo, pensano di risolvere tutto con formule matematiche tanto astratte quanto improbabili; ma dimostra anche quanto il &quot;mercato&quot; sia tanto imbecille quanto disponibile ad essere preso per i fondelli.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.bistrotchezmaurice.com/ristorante/prenota-subito-e-pagherai-di-piu/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Fatebenefratelli</title>
		<link>http://www.bistrotchezmaurice.com/ristorante/fatebenefratelli/</link>
		<comments>http://www.bistrotchezmaurice.com/ristorante/fatebenefratelli/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 28 Dec 2009 15:50:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurice</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ristorante]]></category>
		<category><![CDATA[clienti]]></category>
		<category><![CDATA[menu]]></category>
		<category><![CDATA[turisti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.bistrotchezmaurice.com/?p=3193</guid>
		<description><![CDATA[<p class="dropcap-first"><a title="Cameriera 3 di bistrotchezmaurice, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/25832741@N04/4290807437/"><img width="270" height="412" align="left" alt="Cameriera 3" src="http://farm3.static.flickr.com/2701/4290807437_c6518276d6.jpg" style="padding: 5px; margin-right: 5px;" /></a>Il tavolo &#232; un crocevia di multiforme umanit&#224; (non l&#8217;ha detto Nietzsche, ma il sottoscritto) dove si incontra di tutto.<br />
Ci sono tre coppie di stranieri, ma solo le donne si siedono mentre i mariti aspettano fuori; le&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="dropcap-first"><a title="Cameriera 3 di bistrotchezmaurice, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/25832741@N04/4290807437/"><img width="270" height="412" align="left" alt="Cameriera 3" src="http://farm3.static.flickr.com/2701/4290807437_c6518276d6.jpg" style="padding: 5px; margin-right: 5px;" /></a>Il tavolo &egrave; un crocevia di multiforme umanit&agrave; (non l&#8217;ha detto Nietzsche, ma il sottoscritto) dove si incontra di tutto.<br />
Ci sono tre coppie di stranieri, ma solo le donne si siedono mentre i mariti aspettano fuori; le signore ordinano tre primi piatti, ognuna ne mangia mezzo, quindi si alzano e cedono il posto ed il resto del &quot;pasto&quot; ai relativi consorti. Storia vera di qualche estate fa.<br />
C&#8217;&egrave; anche la famiglia italiana &#8211; padre, madre e figlio &#8211; che prendono tre primi e come secondo dividono un antipasto uno. Storia di questi giorni.<br />
Troviamo tutte le giustificazioni possibili. Hanno appena fatto colazione o merenda, ed un primo ed un terzo di antipasto serve per tappare un buchetto nello stomaco fino alla sera. Oppure: la mia porzione, che non &egrave; da camionista, &egrave; tuttavia cos&igrave; abbondante per loro che sono gi&agrave; sazi con un primo; un terzo di antipasto &egrave; uno sfizio finale. Oppure: la mia cucina fa schifo e quindi si fermano ad un assaggio. Oppure ancora: il loro budget &egrave; limitato e pi&ugrave; di tanto non possono permettersi.<br />
Ogni motivazione &egrave; ragionevole, legittima, e quindi rispettabile.<br />
Potrebbe succedere, come succede a volte, che a tavola si siedano due o pi&ugrave; persone di cui una ha gi&agrave; desinato ed &egrave; l&igrave; solo per far compagnia o per parlare di fatti loro. In questo caso la ragazza di sala, una volta avvisata che un commensale non mangia, provvede ad eliminare tovagliolo, posate e bicchieri del coperto che non verr&agrave; usato. Ovviamente nella ricevuta non verr&agrave; tenuto conto dell&#8217;ospite.<br />
Sull&#8217;onda di un certo modo di pensare fino a ieri ero d&#8217;accordo anch&#8217;io nell&#8217;eliminare la voce pane-coperto-servizio. Negli Stati Uniti, dove questo non viene contemplato, c&#8217;&egrave; per&ograve; la consuetudine (che &egrave; una regola) di lasciare almeno il 10 percento di mancia con cui i camerieri integrano il loro magro stipendio. In Austria e Germania il pane si paga come un qualsiasi piatto: se se ne chiede un secondo cestino viene conteggiato due volte.<br />
Ognuno si regola secondo le proprie consuetudini ed esigenze. Io, per esempio, non applico una maggiorazione per il servizio bar &quot;al tavolo&quot;: il caff&egrave; costa uguale sia che venga bevuto in piedi al bancone, sia che venga portato nel dehors esterno.<br />
Per&ograve; sulla voce coperto-servizio-pane sto ricredendomi. A parte che una volta avvisato sia sul menu esterno che sulla carta portata al tavolo, il cliente non pu&ograve; contestare il conto per la quantit&agrave; del servizio prestato, fatto salvo il peso minimo degli alimenti corrisposti. Ma &#8211; porto un esempio estremo &#8211; otto persone mi occupano due tavoli e solo due pasteggiano mentre gli altri si scaldano e divorano cestini di pane, &egrave; giusto che il proprietario applichi un minimo di costo a tutti?<br />
Sono d&#8217;accordo che il servizio (del cameriere che &egrave; gi&agrave; retribuito) o il coperto (che dovrebbe rientrare nelle spese generali di gestione del servizio lavanderia e stireria) non dovrebbero essere contemplati, ma se il commensale fantasma si appropria anche di una sola briciola, &egrave; giusto che paghi il corrispettivo.<br />
L&#8217;essenza della ristorazione sta proprio in questo: cibo e bevande in cambio di un corrispettivo in denaro. Diversamente si chiama mensa della Caritas.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.bistrotchezmaurice.com/ristorante/fatebenefratelli/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Pago, quindi esigo</title>
		<link>http://www.bistrotchezmaurice.com/costume/pago-quindi-esigo/</link>
		<comments>http://www.bistrotchezmaurice.com/costume/pago-quindi-esigo/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 17 Dec 2009 07:25:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurice</dc:creator>
				<category><![CDATA[Costume & Società]]></category>
		<category><![CDATA[clienti]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[educazione]]></category>
		<category><![CDATA[mercati]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.bistrotchezmaurice.com/?p=3135</guid>
		<description><![CDATA[<p class="dropcap-first">Il <a href="http://viaggi.corriere.it/doveandare/2009/sempre_aperto/sempre_aperto_alto_adige.shtml">Corrierone</a> ci d&#224; notizia delle nuove vacanze all&#8217;insegna del &#34;lusso della libert&#224;&#34;: colazione in camera, se volete, a mezzogiorno, pranzo e cena agli orari pi&#249; assurdi, sci alle 3 di notte, sveglia alle 4 de mattino per&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="dropcap-first">Il <a href="http://viaggi.corriere.it/doveandare/2009/sempre_aperto/sempre_aperto_alto_adige.shtml">Corrierone</a> ci d&agrave; notizia delle nuove vacanze all&#8217;insegna del &quot;lusso della libert&agrave;&quot;: colazione in camera, se volete, a mezzogiorno, pranzo e cena agli orari pi&ugrave; assurdi, sci alle 3 di notte, sveglia alle 4 de mattino per trovare le piste deserte, e via di questo passo.<br />
<a href="http://www.designmag.it/articolo/decorazioni-natalizie-addobbo-con-diamanti/1033/"><img width="260" height="217" align="left" alt="" style="padding: 5px; margin-right: 5px;" src="http://www.bistrotchezmaurice.com/wp-content/uploads/image/diamond-studded-christmas-bauble.jpg" /></a>Ognuno &egrave; libero di fare quello che pi&ugrave; gli aggrada, &egrave; ovvio, almeno finch&eacute; la sua libert&agrave; non lede la libert&agrave; degli altri, soprattutto se ha <em>argent &agrave; poche</em> da buttar via. Ben vengano tutte le iniziative degli albergatori alto atesini per attirare clienti, in tempi di vacche magre. Per&ograve;.<br />
E qui mi ricollego a vari discorsi che feci anni fa sulle liberalizzazioni.<br />
Allora l&#8217;intento benevolo era combattere l&#8217;aumento dei prezzi al consumo tramite la liberalizzazione di talune attivit&agrave;, rendendo nel contempo un servizio di &quot;comodit&agrave;&quot; al cittadino. Se sono rimasto senza pane alle 8 di sera, &egrave; carino sapere che Beppino &egrave; aperto per due michette. Di questo si sono approfittati soprattutto gli stranieri che tengono aperti i negozi di ortofrutta fino ad ore impossibili per noi, abituati ai ritmi da cartellino.<br />
Questo &egrave; importante per i servizi essenziali, quali la salute (non a caso, da sempre, anche nei piccoli centri c&#8217;&egrave; sempre una farmacia di turno ache alle 3 di notte) e la sussistenza alimentare. A Trento da qualche tempo una catena di supermercati ha istituito dei distributori automatici con pane, latte, verdura ed altri generi di prima necessit&agrave;: un servizio che giustamente &egrave; stato ben apprezzato.<br />
Ma, tornando al discorso iniziale, che senso ha farsi portare alle 4 del mattino sui campi di sci con il gatto delle nevi, o farsi preparare un&#8217;omelette alle 3 di notte, solo perch&eacute; mi gira?<br />
L&#8217;articolo in questione non dice se questa anarchia del lusso si paga extra. Chiunque capisce che un cuoco che rimane in piedi tutta la notte per soddisfare i ghiribizzi del cliente sonnambulo va pagato extra, e profumatamente. Ma ammesso che sia cos&igrave;, &egrave; eticamente giusto? Lasciamo la domanda in sospeso, per il momento.<br />
Se invece &egrave; all inclusive, quale messaggio viene lanciato?</p>
<p>Da quando mondo &egrave; mondo il denaro pu&ograve; far tutto. Perfetto. Vuol dire che se la mia ricchezza mi permette di avere una Rolls con le maniglie d&#8217;oro tempestate di diamanti, posso allora permettermi di guidare a sinistra, perch&eacute; tutto mi &egrave; permesso? Signorn&ograve;, perch&eacute; certe regole valgono per tutti, indipendentemente dal conto in banca.<br />
Allora siamo di fronte ad un rapporto di <em>do ut des</em> che sa tanto di ricatto: io ho i soldi, tu non li hai ed hai bisogno, ergo io posso permettermi di trattarti come schiavetto. Tanto io pago. E&#8217; la logica che spesso avvolge il rapporto tra cliente e ristoratore. All&#8217;esasperazione &egrave; la logica del ricco di turno che pu&ograve; permettersi di trattare da sgualdrina qualsiasi donna: tanto si compera tutto.</p>
<p>Aldil&agrave; del potere del denaro, il messaggio etico prima di tutto &#8211; non morale &#8211; &egrave; che a tutti &egrave; permesso tutto, indipendentemente dalle leggi e dalle regole. E&#8217; la deregulation che in nome della libert&agrave; di mercato permette tutto ai ricchi, ma via via anche ai meno ricchi perch&eacute; la libert&agrave; vale per tutti.<br />
Potr&agrave; anche essere comodo, ma sicuramente &egrave; diseducativo. Sapere che tutto &egrave; permesso non aiuta certo a comprendere che esistono anche regole che non si possono derogare. E gli esempi li abbiamo ogni giorno sotto gli occhi.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.bistrotchezmaurice.com/costume/pago-quindi-esigo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Piscio di gatto</title>
		<link>http://www.bistrotchezmaurice.com/alimenti/piscio-di-gatto/</link>
		<comments>http://www.bistrotchezmaurice.com/alimenti/piscio-di-gatto/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 14 Dec 2009 21:19:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurice</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alimenti]]></category>
		<category><![CDATA[clienti]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[menu]]></category>
		<category><![CDATA[tradizione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.bistrotchezmaurice.com/?p=3154</guid>
		<description><![CDATA[<p class="dropcap-first">Perch&#233; vorrei avere tanti commenti ai miei post? Perch&#233; il pensiero degli altri, la precisazione, la discussione porta ad approfondire, a rivedere, ad ampliare il proprio pensiero. E Dario mi d&#224; di nuovo un&#8217;opportunit&#224;, e di questo gli sono&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="dropcap-first">Perch&eacute; vorrei avere tanti commenti ai miei post? Perch&eacute; il pensiero degli altri, la precisazione, la discussione porta ad approfondire, a rivedere, ad ampliare il proprio pensiero. E Dario mi d&agrave; di nuovo un&#8217;opportunit&agrave;, e di questo gli sono ancor di pi&ugrave; grato.<br />
Si discuteva sulle scelte al ristorante, dei motivi per i quali tutti noi operiamo certe scelte e non altre. Il mio, nostro amico ha centrato esatamente la questione: di fronte a qualcosa di nuovo il nostro cervello &egrave; portato a classificare il nuovo in base ai parametri costruiti fin dall&#8217;et&agrave; che andavamo in passeggino, ed &egrave; insito nella natura animale.</p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/daquellamanera/2483135361/"><img width="270" height="360" align="left" alt="" style="padding: 5px; margin-right: 5px;" src="http://www.bistrotchezmaurice.com/wp-content/uploads/image/2483135361_01b7cef930_b.jpg" /></a>Impariamo fin dalla nascita che una persona che ci prende in braccio, di cui riconosciamo la voce per averla sentita in lontananza per nove mesi, e che ci offre il capezzolo dal quale succhiare il nostro nutrimento si chiama mamma, ed &egrave; solo lei. Ci sono altre persone che hanno ugualmente i capezzoli che offrono ad altri esserini, ma sono altre mamme, non la nostra, e queste si chiamano donne.<br />
Lo stesso avviene pi&ugrave; avanti con gli anni, di fronte ad un qualsiasi dato oggettivo come un quadro o un brano musicale o un programma tv. Quante volte vediamo un volto che ci ricorda qualcuno e ci scervelliamo anche per ore alla ricerca (in questi giorni sto cercando di ricordarci a chi assomiglia il Babbo Natale dallo psicanalista nello spot di Euronics: mi sembra Gambarotta, ma non &egrave;).<br />
Abbiamo il bisogno primordiale di classificare, di mettere entro certi schemi mentali. La prova principe &egrave; San Remo: di fronte ad una canzone che sentiamo la prima volta, la prima operazione che fa il nostro cervello &egrave; capire se e dove mettere il brano, melodico o ritmato, quali assonanze ha, e lo accetteremo tanto prima se ci ricorder&agrave; qualcos&#8217;altro (se &egrave; un plagio ci riuscir&agrave; immediatamente gradito).</p>
<p>Tutto questo avviene perch&eacute; tutti noi abbiamo bisogno di rassicurazione. Qualcuno ha detto che anche nel pi&ugrave; grande rivoluzionario si cela un animo conservatore. Il fatto &egrave; che dobbiamo &#8211; per natura &#8211; mettere il nostro oggetto nella casella del buono piuttosto che in quella del cattivo, del dolce o del salato (gli orientali hanno la terza opzione dell&#8217;agrodolce), del sapore del sangue o della vegetazione, del consistente o del tenero, e avanti cos&igrave;.<br />
Nella cucina moderna si insegna a soddisfare tutte le sensazioni. Forse per questo non ha mai sfondato (finora?) la cucina molecolare, perch&eacute; non soddisfa quella categoria cerebrale collegata alla forma del cibo.<br />
In enologia tutto questo &egrave; addirittura codificato. Quando parliamo di sentori, dobbiamo rifarci a termini accademici come muschio, cuoio, piscio di gatto, frutta, fiori. Il giorno che faranno un vino che esula da queste catalogazioni &#8211; ripeto, prima di tutto mentali &#8211; saranno cavoli amari.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.bistrotchezmaurice.com/alimenti/piscio-di-gatto/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ritorno al futuro</title>
		<link>http://www.bistrotchezmaurice.com/cucina/ritorno-al-futuro-2/</link>
		<comments>http://www.bistrotchezmaurice.com/cucina/ritorno-al-futuro-2/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 10 Dec 2009 23:01:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurice</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina]]></category>
		<category><![CDATA[Ristorante]]></category>
		<category><![CDATA[clienti]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[menu]]></category>
		<category><![CDATA[tradizione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.bistrotchezmaurice.com/?p=3113</guid>
		<description><![CDATA[<p class="dropcap-first">In <a href="http://www.bistrotchezmaurice.com/mondo-web/perche-fanno-cosi/">questo</a> post mi ponevo la domanda di come il cliente operi le proprie scelte, di fronte ad un menu che propone piatti tradizionali e piatti innovativi. Vedo di chiarire meglio i due concetti, rispondendo ad un commento&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="dropcap-first">In <a href="http://www.bistrotchezmaurice.com/mondo-web/perche-fanno-cosi/">questo</a> post mi ponevo la domanda di come il cliente operi le proprie scelte, di fronte ad un menu che propone piatti tradizionali e piatti innovativi. Vedo di chiarire meglio i due concetti, rispondendo ad un commento di Dario.<br />
Tradizionale &egrave; ci&ograve; che si rif&agrave; ad un passato consolidato, mentre per innovativo intendo quello che, partendo dal passato, lo supera in qualche modo, proponendo una visione diversa. Facciamo un esempio: la pasta e fagioli in Veneto si fa spesso con gli spaghetti (o i bigoli) spezzettati, in Trentino con i ditaloni, nel Lazio con tutti i resti delle paste, in altre regioni addirittura con il riso. Se in Trentino propongo la pasta e fagioli con gli spaghetti spezzettati, diventa un piatto innovativo, perch&eacute; va a rinnovare una tradizione di quella cucina, mentre nel Veneto sarebbe considerato tradizionale.</p>
<p><a title="Polenta di bistrotchezmaurice, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/25832741@N04/4291583082/"><img width="270" height="336" align="left" alt="Polenta" src="http://farm3.static.flickr.com/2734/4291583082_22478d1a4e.jpg" style="padding: 5px; margin-right: 5px;" /></a>La tradizione, quindi, &egrave; un concetto relativo e riprendo l&#8217;esempio della cucina trentina. Si dice che &#8211; per tradizione &#8211; questa cucina sia povera di ingredienti e materie prime, e quindi di piatti. Infatti non esiste il pesce di mare (con l&#8217;eccezione del baccal&agrave;) e gran parte delle paste.<br />
Questa povert&agrave; &egrave; relativa agli ultimi secoli perch&eacute;, se andiamo al Cinquecento, ai tempi del Concilio, a Trento c&#8217;era il fior fiore della cucina internazionale, con i migliori cuochi al seguito dei vescovi-principi. Facendo cucina rentina, io chef derelitto a chi devo fare riferimento? Ai canederli dei contadini che lottavano contro il bosco per il fieno da dare alle due vacche in stalla, o ai fagiani e al caviale delle tavole imbandite al Concilio Tridentino?</p>
<p>Un giorno chiesi al mio chef: se avessi fatto i canederli, invece che nella classica forma a palla, a rotolo e poi tagliati a fette, sarebbero stati considerati ancora canederli? In altri termini, il termine canederlo &egrave; attribuito alla forma o alla sostanza del piatto? La sua risposta fu che non avevo scoperto niente, perch&eacute; da sempre in Alto Adige si usano i canederli anche tagliati a fette.<br />
Questa &egrave; la mia strada, basata sulla sostanza tradizionale del piatto che a volte prende una forma diversa (quindi innovativa) rispetto <em>al solito</em>.<br />
Spesso ho contrabbandato dei piatti ultratradizionali come innovativi e spesso i miei clienti &#8211; abituati magari ai sofficini e ai quattro salti in padella &#8211; sono rimasti sconcertati, scegliendo la tradizione vicina e conosciuta rispetto ad una tradizione lontana ed arcana.<br />
Prendiamo un esempio dal mio ultimo menu di quest&#8217;inverno, inaugurato agli inizi del mese. Tra gli antipasti ho introdotto un vecchissimi piatto trentino, tale e quale, la <em>Polenta Carbonera</em>; un piatto a chilometro zero, fatto tutto con ingredienti del territorio, la polenta di Storo, la lucanica del paese, i formaggi della val di Sole. Un piatto semplicissimo, inventato dai nostri avi con le poche materie prime disponibili per dare massa e sostanza a chi doveva combattere contro il freddo dell&#8217;inverno o fornire energia per coltivare i pendii montani. <br />
Allora la porzione era&#8230; da montanaro, oggi io la propongo come antipasto, quindi ridotta a poche forchettate (anche per non precludermi altri piatti). Un piatto &#8211; lo garantisco &#8211; che &egrave; una delizia di sapori, per nulla pesante nella versione antipasto, una delizia che da sola potrebbe valermi la presenza nella guida dell&#8217;Espresso.<br />
Avevamo scommesso tutti che sarebbe andato via alla grande, ed infatti dall&#8217;inizio del mese ho avuto una sola ordinazione. Valli a capire i gusti o, meglio, i cervelli della gente.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.bistrotchezmaurice.com/cucina/ritorno-al-futuro-2/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Perché fanno così?</title>
		<link>http://www.bistrotchezmaurice.com/mondo-web/perche-fanno-cosi/</link>
		<comments>http://www.bistrotchezmaurice.com/mondo-web/perche-fanno-cosi/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 07 Dec 2009 23:01:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurice</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo Web]]></category>
		<category><![CDATA[Ristorante]]></category>
		<category><![CDATA[clienti]]></category>
		<category><![CDATA[menu]]></category>
		<category><![CDATA[menu stagionale]]></category>
		<category><![CDATA[pc]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.bistrotchezmaurice.com/?p=3081</guid>
		<description><![CDATA[<p class="dropcap-first">Qualcuno deve spiegarmi come va il mondo web.<br />
Il 17 novembre scrivevo del tonno (questo dovrebbe essere un blog pi&#249; o meno di cucina) e della necessit&#224; di noi cuochi di dare una mano alla salvaguardia dell&#8217;ambiente, bandendo&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="dropcap-first">Qualcuno deve spiegarmi come va il mondo web.<br />
Il 17 novembre scrivevo del tonno (questo dovrebbe essere un blog pi&ugrave; o meno di cucina) e della necessit&agrave; di noi cuochi di dare una mano alla salvaguardia dell&#8217;ambiente, bandendo il tonno dai nostri menu: 403 pagine viste. Il giorno dopo scrivo delle disavventure del mio computer: record assoluto di tutti i tempi con 629 pagine visitate. Il giorno dopo ancora divago con una presentazione di Flickr sul foliage dalle mie parti: 552 visite. In questi giorni che presento ristoranti e piatti non supero le 200.<a href="http://www.flickr.com/photos/boris/850507/"><img width="270" height="203" align="right" alt="" style="padding: 5px; margin-left: 5px;" src="http://www.bistrotchezmaurice.com/wp-content/uploads/image/850507_e743dc32d3.jpg" /></a><br />
Nell&#8217;altro mio blog, dedicato ai temi sociali e politici dopo l&#8217;indigestione di quest&#8217;estate, sono sulla ventina le visite quotidiane, con un picco solitario di 91 visite il 1&deg; dicembre, sul caso del presunto video dell&#8217;on. Mussolini.<br />
Anche quando scrivevo su questo blog di accadimenti politici le pagine viste non erano mai meno di 150, oggi sono una manciata. Da notare che per il Bistrot non faccio nulla per aumentare la visibilit&agrave;, mentre nell&#8217;altro blog ogni volta segnalo i post ai socialnetwork. Tutto questo per me &egrave; inspiegabile, forse meno per un SEO, quindi prendo atto e vado avanti, non sapendo che pesci pigliare.</p>
<p>Pi&ugrave; facile &egrave; capire il comportamento dei miei clienti nella scelta dei piatti. Per il menu dell&#8217;inverno ho fatto una cosa nuova: visto che il mio slogan &egrave; <em>La cucina tradizionale in movimento</em>, ho &quot;smembrato&quot; il menu in due menu distinti, quello della tradizione e quello del movimento, cio&egrave; della cucina rivisitata.<br />
Nell&#8217;impaginazione ho affiancato le pagine in italiano ed inglese dei rispettivi menu; il cliente che sfoglia la carta trovava subito il menu della tradizione, italiano a sinistra ed inglese sulla destra, e quindi alla pagina successiva il menu del movimento, sempre italiano a sinistra ed inglese sulla destra. Il risultato &egrave; stato che solo pochi sceglievano il secondo.<br />
Ho cambiato di punto in bianco l&#8217;ordine delle pagine. Prima i due menu affiancati in italiano, ed alla pagine successiva quelli in inglese: i piatti del movimento hanno cominciato a prendere subito quota.<br />
Conclusione a cui sono arrivato: i miei clienti o sono pigri e non hanno voglia di sfogliare il menu, o sono orbi e non riescono a leggere oltre la prima pagina. Comunque stiano le cose, &egrave; facile trovare la giusta soluzione in sala, molto meno sul web.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.bistrotchezmaurice.com/mondo-web/perche-fanno-cosi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Eravamo quattro amici al bar</title>
		<link>http://www.bistrotchezmaurice.com/ristorante/eravamo-quattro-amici-al-bar/</link>
		<comments>http://www.bistrotchezmaurice.com/ristorante/eravamo-quattro-amici-al-bar/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 23:01:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurice</dc:creator>
				<category><![CDATA[Costume & Società]]></category>
		<category><![CDATA[Ristorante]]></category>
		<category><![CDATA[clienti]]></category>
		<category><![CDATA[Cucina]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.bistrotchezmaurice.com/?p=2892</guid>
		<description><![CDATA[<p class="dropcap-first">Invito a leggere il post di Ilvo Diamanti sulle sue <a href="http://www.repubblica.it/2007/02/rubriche/bussole/bar-giovani/bar-giovani.html?ref=hprub">Bussole</a>. Scrive a proposito dei bar:</p>
<blockquote>
<p>&#34;Non sono pi&#249; quelli di una volta. Dove si passava il tempo &#8211; dentro &#8211; a parlare, giocare, bere, fumare. Guardare</p></blockquote><p>&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="dropcap-first">Invito a leggere il post di Ilvo Diamanti sulle sue <a href="http://www.repubblica.it/2007/02/rubriche/bussole/bar-giovani/bar-giovani.html?ref=hprub">Bussole</a>. Scrive a proposito dei bar:</p>
<blockquote>
<p>&quot;Non sono pi&ugrave; quelli di una volta. Dove si passava il tempo &#8211; dentro &#8211; a parlare, giocare, bere, fumare. Guardare la tiv&ugrave;. Intorno ai tavoli, al biliardo. I bar come riferimento sociale e territoriale, a cui si affidava la propria identit&agrave;. Perch&eacute; a ogni bar corrispondevano un gruppo oppure molti gruppi caratterizzati da comuni modelli di valore oppure da comuni gusti &#8211; in fatto di musica, motori, calcio. Ma anche da comuni orientamenti politici e ideologici&quot;.</p>
</blockquote>
<p><a title="43426112_c342566442 di bistrotchezmaurice, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/25832741@N04/4292754991/"><img width="260" height="173" align="left" alt="43426112_c342566442" src="http://farm3.static.flickr.com/2695/4292754991_e8b3cdef5c.jpg" style="padding: 5px; margin-right: 5px;" /></a>Mi ha riportato in mente i bar della <strong><font color="#800000">mia giovent&ugrave;</font></strong>. Il San Marco, il bar del quartiere, dove la domenica, dopo la messa, si andava a prendere lo spriz e a mettersi d&#8217;accordo sul cosa fare al pomeriggio. O, qualche anno dopo, il Teddy Blu nascosto tra piazza Barche e via Mestrina, dove bastava Giovanni con la sua ostentata omosessualit&agrave; a tirar su il morale. O il bar Centrale nell&#8217;entroterra, dove si radunava mezzo paese per giocare a briscola al mattino e a scacchi alla sera.<br />
Ha ragione Diamanti a dire che i bar <strong><font color="#800000">non esistono pi&ugrave;</font></strong> come centro di aggregazione sociale, come i cortili, le corti, i patronati, gli oratori, le sedi di partito. Forse qualche traccia &egrave; rimasta nei nostri piccoli paesi, ma non sono pi&ugrave; i giovani a frequentarli, ma le signore per il caff&egrave; di met&agrave; mattina o gli artigiani per il <em>bicerot</em> prima di cena.</p>
<blockquote>
<p>&quot;Sono luoghi di passaggio, i bar. Non centri di aggregazione e di socialit&agrave;. Stazioni disposte lungo itinerari complessi, che raffigurano bene la complessa (ricerca di) identit&agrave; dei giovani. Un&#8217;identit&agrave; mobile e &#8211; necessariamente &#8211; incerta. I bar, come i social network, Facebook oppure Twitter, sono pagine dove si cercano amici, con cui si dialoga&quot;.</p>
</blockquote>
<p>In questo mondo mutato e perennamente mutante uno dei pochi punti abbastanza fermi <strong><font color="#800000">rimane il ristorante</font></strong>. Se l&#8217;ambiente architettonico alla fin fine non &egrave; cos&igrave; caratterizzante cos&igrave; come l&#8217;offerta di bevande al bar (lo spriz ormai &egrave; uscito dal suo ambito natio dei b&agrave;cari veneziani per approdare anche nella remota Sicilia), quello che nel ristorante aggrega ancora i giovani &#8211; ma non solo loro &#8211; &egrave; il cibo.<br />
Una volta trovata la sintonia tra una certa cucina ed i gusti personali, il ristorante diventa un punto di riferimento per ritrovarsi insieme periodicamente, passare un paio d&#8217;ore fra parenti o amici, parlare, bere, mangiare, ridere, amoreggiare o sedurre, a volte anche lavorare.<br />
Il ristorante riflette quello che la cucina &egrave; <strong><font color="#800000">nella casa</font></strong> di ognuno di noi, il bar potrebbe essere il salotto. Ma mentre nella concezione americana al bar si trova il divano dove sedersi, leggere il giornale o chiaccherare mentre si beve, da noi il bar &egrave; strutturato in modo da essere un luogo di passaggio, con qualche sedia, spesso senza comodi tavoli, mai con divani. Pi&ugrave; che un salotto un corridoio, dove non ci si leva neppure il cappotto.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.bistrotchezmaurice.com/ristorante/eravamo-quattro-amici-al-bar/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>5</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Sembra facile fare un buon menu</title>
		<link>http://www.bistrotchezmaurice.com/cucina/sembra-facile-fare-un-buon-menu/</link>
		<comments>http://www.bistrotchezmaurice.com/cucina/sembra-facile-fare-un-buon-menu/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 22:01:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurice</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina]]></category>
		<category><![CDATA[Ristorante]]></category>
		<category><![CDATA[clienti]]></category>
		<category><![CDATA[menu]]></category>
		<category><![CDATA[mercati]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.bistrotchezmaurice.com/?p=2828</guid>
		<description><![CDATA[<p class="dropcap-first">La casalinga di Vigevano ha tutta la mia compassione: ogni mattina deve pensare a cosa mettere in tavola a mezzogiorno, che rimane il pasto principale ancora per molti, soprattutto se ci sono bambini e ragazzi che vanno a scuola.&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="dropcap-first">La casalinga di Vigevano ha tutta la mia compassione: ogni mattina deve pensare a cosa mettere in tavola a mezzogiorno, che rimane il pasto principale ancora per molti, soprattutto se ci sono bambini e ragazzi che vanno a scuola. Se la signora &egrave; alle prime armi in genere ricorre ai consigli della mamma o a qualche ricetta catturata sulle riviste, su un ricettario o sul web; se per&ograve; &egrave; gi&agrave; scafata, le basta un giro al mercato rionale per addocchiare il prodotto pi&ugrave; conveniente e da l&igrave; partire per qualche manicaretto.</p>
<p><a title="Menu 4 di bistrotchezmaurice, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/25832741@N04/4293549678/"><img width="270" height="412" align="left" alt="Menu 4" src="http://farm5.static.flickr.com/4051/4293549678_474ee1637e.jpg" style="padding: 5px; margin-right: 5px;" /></a>Per il cuoco professionista le cose si complicano un tantino. Vuoi che sia uno chef alle dipendenze, vuoi che sia un patron, la prima preoccupazione &egrave; il risparmio coniugato con la qualit&agrave;, il che significa in una parola: stagionalit&agrave;. E&rsquo; da suicidi proporre le ciliege a Natale o gli asparagi a novembre; indubbiamente si trovano, ma il costo non vale la candela (salvo il caso di pranzo o cena concordati prima con il cliente). Il nostro chef, quindi, si comporter&agrave; come la signora scafata di Vigevano ed attinger&agrave; dal mercato quanto gli serve settimana per settimana.<br />
Questo vale per frutta, verdura e pesce, ma la carne?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span>Per la carne non esiste una stagionalit&agrave; &ldquo;di raccolta&rdquo;. Oggi sul mercato si trova tutto e sempre, fresco, congelato o surgelato, quindi la scelta &egrave; dettata solo dalla &ldquo;stagionalit&agrave; psicologica&rdquo;. Non so quanti colleghi facciano selvaggina di piuma o da pelo, grandi brasati o grandi arrosti in pieno ferragosto; intendiamoci, tutto &egrave; possibile, ma c&egrave; un tempo per ogni stagione. Quindi c&rsquo;&egrave; una prima limitazione.<br />
La seconda &egrave; data dalla struttura del menu che dovrebbe, secondo un canone consolidato, partire leggero per arrivare al piatto forte di carne. Come una sinfonia, dall&rsquo;introduzione del tema al fortissimo del pieno dell&rsquo;orchestra. Il piatto forte dovrebbe polarizzare, anzi, tutto il menu, studiato appunto attorno al botto finale: un gioco pirotecnico dove ogni piatto &egrave; una figura a se stante, ma preludio a quello che sar&agrave; il gran finale (i botti che chiudono i fuochi d&rsquo;artificio sono il dessert).<br />
Mettiamoci infine che nella sequenza di un buon menu non devono apparire n&eacute; gli stessi ingredienti, n&eacute; lo stesso modo di cottura, ed &egrave; facile capire come la stesura di un nuovo menu (che oltretutto non pu&ograve; essere ripetitivo rispetto agli anni precedenti) sia un&rsquo;impresa tutt&rsquo;altro che agevole.</span></p>
<p><span>Tutto questo prescinde dal discorso di base: chi &egrave; il mio cliente? Quali sono i suoi gusti? Questo piatto piacer&agrave;?<br />
Dare la risposta esatta &egrave; come fare un sei al superenalotto. A volte succede di buttare l&agrave; un piatto senza molta convinzione, e scoprire che diventa il pi&ugrave; richiesto; oppure riproporre un piatto che &egrave; sempre andato via molto bene, e vederlo invece ammmuffire in fondo al frigo. Oppure ancora, ed &egrave; il caso che fa cadere le braccia, inserire un piatto nuovo in linea con le caratteristiche della cucina, e vederlo rifiutato.<br />
Qualche anno fa, ad esempio, nel solco della tradizione &ldquo;rivisitata&rdquo; che &egrave; caratteristica della mia cucina, ebbimo a proporre una terrina di coda di bue, cio&egrave; la coda che qui &ndash; ma non solo, pensiamo alla coda alla vaccinara &ndash; andava via come il pane. Bene, dovemmo cancellarla dal menu, non venne capita. Per il prossimo inverno voglio rifarla in altra versione. Vi sapr&ograve; dire come &egrave; andata.</span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.bistrotchezmaurice.com/cucina/sembra-facile-fare-un-buon-menu/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>7</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Cosa prendi? Anch&#8217;io, anzi no</title>
		<link>http://www.bistrotchezmaurice.com/ristorante/cosa-prendi-anchio-anzi-no/</link>
		<comments>http://www.bistrotchezmaurice.com/ristorante/cosa-prendi-anchio-anzi-no/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 22:01:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurice</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ristorante]]></category>
		<category><![CDATA[clienti]]></category>
		<category><![CDATA[menu]]></category>
		<category><![CDATA[ristoranti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.bistrotchezmaurice.com/?p=2712</guid>
		<description><![CDATA[<p class="dropcap-first">Quando <a href="http://www.bistrotchezmaurice.com/ristorante/fauna-ferragostana/">lo dissi</a> io, e non una sola <a href="http://www.bistrotchezmaurice.com/ristorante/mystiria-lane/">volta</a>, anche i miei commentatori non seppero dare una risposta. Oggi questa arriva <a href="http://www.corriere.it/salute/nutrizione/09_ottobre_07/ristorante-scelta-condizionata_189032de-b31c-11de-b362-00144f02aabc.shtml">per bocca</a> degli esperti di vari paesi e del nostro Andrea Ghiselli, ricercatore dell&#8217;Istituto Nazionale&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="dropcap-first">Quando <a href="http://www.bistrotchezmaurice.com/ristorante/fauna-ferragostana/">lo dissi</a> io, e non una sola <a href="http://www.bistrotchezmaurice.com/ristorante/mystiria-lane/">volta</a>, anche i miei commentatori non seppero dare una risposta. Oggi questa arriva <a href="http://www.corriere.it/salute/nutrizione/09_ottobre_07/ristorante-scelta-condizionata_189032de-b31c-11de-b362-00144f02aabc.shtml">per bocca</a> degli esperti di vari paesi e del nostro Andrea Ghiselli, ricercatore dell&#8217;Istituto Nazionale per la Ricerca sugli Alimenti e la Nutrizione.<br />
<a href="http://www.flickr.com/photos/fiskfisk/2672220477/"><img width="272" height="187" align="left" src="http://www.bistrotchezmaurice.com/wp-content/uploads/image/2672220477_7c8a830038.jpg" style="padding: 5px; margin-right: 5px;" alt="" /></a>Il fenomeno &egrave; ben conosciuto nelle cucine di tutto il mondo: quando si parte con un&#8217;ordinazione, stai tranquillo che sar&agrave; sempre quella, cos&igrave; come quando parti con ordinazioni differenti, non ce ne sar&agrave; una uguale all&#8217;altra. Io la definisco l&#8217;ordinazione del popolo bue: il capo mandria apre la strada e tutti gli altri seguono.</p>
<p>Ora questo comportamento trova conferma, addirittura a livello planetario, con lo studio della psicologia umana a tavola. &laquo;Si tratta di meccanismi comportamentali &#8211; afferma Ghiselli &#8211; ben noti: ognuno di noi tende ad adeguarsi agli altri o comunque a subirne l&#8217;influenza, anche a tavola. Le dinamiche di relazione prevedono per&ograve; sempre un interscambio: in altre parole, in genere ci si accoda alla personalit&agrave; dominante, ma pu&ograve; anche accadere di essere noi quelli che &ldquo;guidano il gioco&rdquo;. In questo caso saranno probabilmente le scelte e le porzioni degli altri ad adeguarsi alle nostre&raquo;.</p>
<p>Si pu&ograve; anche ribaltare il detto &quot;Dimmi cosa mangi e ti dir&ograve; chi sei&quot;. Spesso mi succede di indovinare quale sar&agrave; l&#8217;ordinazione solo dall&#8217;aspetto del cliente. In una coppia in uscita amorosa &#8211; soprattutto se &egrave; il primo incontro &#8211; lei tender&agrave; ad un &quot;antipastino&quot; e ad una &quot;verdurina&quot;, mentre lui si abbuffer&agrave; con il piatto pi&ugrave; abbondante o pi&ugrave; costoso. Il motivo &egrave; semplice: inconsciamente lei deve dimostrare di essere di morigerate abitudini, mentre lui deve gonfiare i muscoli addominali e psicologici del maschio.<br />
Le decisioni sui piatti rivela anche chi detiene il potere in una coppia o in un gruppo. Il leader &egrave; quello che ordina per primo o ordina per s&egrave; e per l&#8217;altro: non &egrave; inconsueto &#8211; soprattutto fra anziani &#8211; che sia la moglie a fare la comanda per entrambi, mentre il marito vecchierello non obietta alcunch&eacute;: la gerarchia familiare (o del gruppo) viene espressa anche a tavola.<br />
Insomma, una candid camera sui tavoli ci pu&ograve; dire molto sulle persone, su noi tutti, senza che ce ne rendiamo conto.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.bistrotchezmaurice.com/ristorante/cosa-prendi-anchio-anzi-no/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Fauna ferragostana</title>
		<link>http://www.bistrotchezmaurice.com/ristorante/fauna-ferragostana/</link>
		<comments>http://www.bistrotchezmaurice.com/ristorante/fauna-ferragostana/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 17 Aug 2009 22:01:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurice</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ristorante]]></category>
		<category><![CDATA[clienti]]></category>
		<category><![CDATA[incompetenza]]></category>
		<category><![CDATA[ristoranti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.bistrotchezmaurice.com/?p=2187</guid>
		<description><![CDATA[<p class="dropcap-first">Non &#232; ancora finita l&#8217;orgia turistica ferragostana, ma cominciamo a tirare un po&#8217; di respiro dopo qualche settimana di apnea pressoch&#233; ininterrotta. Scorro allora i foglietti dei miei appunti per qualche sorriso amaro.</p>
<p><strong><font color="#800000">Mezzogiorno del 15</font></strong>, il giorno di&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="dropcap-first">Non &egrave; ancora finita l&#8217;orgia turistica ferragostana, ma cominciamo a tirare un po&#8217; di respiro dopo qualche settimana di apnea pressoch&eacute; ininterrotta. Scorro allora i foglietti dei miei appunti per qualche sorriso amaro.</p>
<p><strong><font color="#800000">Mezzogiorno del 15</font></strong>, il giorno di punta. La cucina &egrave; in linea, la piastra &egrave; piena di padelle, tegami, pentole, piene di ogni ben di dio. 12 e 1 minuto, partono le ordinazioni dei primi tre tavoli: tre selezioni di formaggi! Ecchecavolo: sono un cuoco o u<strong><font color="#800000"><a title="Sala piena di bistrotchezmaurice, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/25832741@N04/4302975388/"><img width="280" height="183" align="left" alt="Sala piena" src="http://farm3.static.flickr.com/2776/4302975388_f97e7800c7.jpg" style="padding: 5px; margin-right: 5px;" /></a></font></strong>n salumiere? D&#8217;accordo che la mia proposta dei formaggi locali &egrave; superlativa, ma nelle pentole e sul bancone giace il meglio della mia produzione. Se comincia cos&igrave; il servizio va a finire che faremo panini, quindi ordine alla sala: i formaggi sono <strong><font color="#800000">finiti</font></strong> (bugia parziale perch&eacute; in effetti nessuno poteva immaginare che a Ferragosto pasteggiassero a pane e formaggio).</p>
<p>Succede quindi che una signora &#8211; che voleva accompagnare il trancio di salmone col formaggio! &#8211; alla fine del pranzo si lamenta a voce alta che &egrave; rimasta <strong><font color="#800000">delusa</font></strong>. Incassiamo, tanto sappiamo che fra tanti uno  ce n&#8217;&egrave; sempre che ha da ridire, ma non incassano gli altri tavoli vicini che apostrofano in malo modo la cliente scontenta con un coro di &quot;Si vergogni&quot; e &quot;Se ne vada&quot;. Grazie per la solidariet&agrave;, dio ve ne renda merito.</p>
<p>Sempre a pranzo un altro tavolo ordina quattro <strong><font color="#800000">menu degustazione</font></strong> che prevede una successione di portate &#8211; &egrave; ben specificato fuori e nella carta consegnata al commensale &#8211; scelte dallo chef. In pratica il cliente &egrave; chiamato a fidarsi della mia discrezionalit&agrave;, in cambio di un prezzo di favore. Accolgo eventuali proposte del cliente 1) se il cliente &egrave; allergico a certi alimenti 2) se ho tempo (e voglia) di accogliere la richiesta.<br />
Ok allora per i quattro menu degustazione: mentre l&#8217;elenco delle comande comincia impietosamente ad allungarsi sforno quattro antipasti gi&agrave; pronti, e fuori! Un minuto dopo rientra la cameriera con due antipasti perch&eacute; non &egrave; di loro gradimento: cambiare, please. Solo dio sa le <strong><font color="#800000">bestemmie</font></strong> che sono volate. Per non inimicarmi il tavolo cambio i piatti, ma stavolta esco io. Con piglio gentile ma deciso porgo la sostituzione, spiego &#8211; se non l&#8217;avessero ancora capito &#8211; come funziona il menu degustazione ed auguro buon appetito.<br />
I signori mangiano gli antipasti ed i primi, dopo di che chiedono il conto, rinunciando al secondo e al dessert gi&agrave; previsti. La ragazza alla cassa, onde evitare ulteriori discussioni, accetta di far pagare solo il consumato e non il costo del menu degustazione. Conseguenza: per due piatti pagano di pi&ugrave; che se avessero preso tutto.</p>
<p><strong><font color="#800000">A cena</font></strong>, poi, altro fiore da incorniciare.<br />
Ad un tavolo nel dehors si siede una famigliola: madre, padre e bimba. Solita routine: finch&eacute; decidiamo, possiamo avere una pasta al pomodoro per la bimba? No problem, siamo abituati a questo tipo di richieste.<br />
Esce la pasta, aspettiamo, aspettiamo, ma la comanda dei genitori non arriva mai. Finita la pasta si alzano, pagano e se ne vanno.</p>
<p>Che fare? Incavolarsi? Lasciamo perdere, ma mettiamoli su Internet, a futura memoria. Siamo a Ferragosto, ed &egrave; detto tutto.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.bistrotchezmaurice.com/ristorante/fauna-ferragostana/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
