Senza dubbio, la classe più competente, e la meno servile, è quella dei cuochi. (George Orwell)

Bistrot Chez Maurice



La vie televisive en rose 5

Posted on maggio 12, 2010 by Maurice

La notizia del giorno non è il battesimo del nuovo governo inglese Cameron-Clegg, ma il debutto di La5 made in Mediaset sul digitale terrestre, gratuito, "ma soprattutto femminile" come afferma orgogliosamente TGCom "con l’obiettivo di attrarre il segmento rosa dei telespettatori delle generaliste".
VelineNon odio la televisione, ma è come il microonde: la uso solo se non ne posso fare a meno. Che significa: un paio di tiggì ben selezionati (TG3 delle 12 e La7 delle 19,57), alcune rubriche di approfondimento e culturali da salvare integralmente (Buongiorno Europa, Tv Talk, Levante, Corrado Augias), altre da prendere a piccoli sorsi (Report, Otto e mezzo, Che tempo che fa); per l’evasione – bisogna pur sorridere e distrarsi ogni tanto! – ci stanno NCIS, l’Isola dei Famosi, Eureka, le Desperates Housewives ed un po’ di sport.
Per il resto la tv è una colonna sonora di sottofondo al lavoro (in mancanza di una valida alternativa radiofonica) o al tempo passato sul web.
Non essendo di genere femminile all’anagrafe, la nascita di un canale generalista femminile mi lascia del tutto indifferente come utente: fosse per me imporrei il black out per legge dalle 13,30 alle 18 su tutti i canali, con l’unica eccezione di Atlantide.
Sotto il profilo politico la notizia che la piovra Mediaset allarga i suoi tentacoli mi allarma assai.
Il lavaggio del cervello dei giovani passa già su Italia1, quello degli ospiti delle case di riposo su Rete4, per tutti gli altri c’è Bonolis, la De Filippi e Gerry Scotti. Con La5 l’obiettivo è formare l’altra metà del cielo al rincoglionimento: con orgoglio, infatti, Mediaset annuncia che " In cento giorni, sono state messe in cantiere tre produzioni inedite: "Le nuove mostre", con le veline in versione comica e, soprattutto, parlante, il backstage di "Ciao Darwin" di Paolo Bonolis e il tour estivo di "Amici" di Maria De Filippi".
Per completare l’opera non potevano mancare i programmi di grande peso culturale come Beautiful e Barbara D’Urso, ma anche le serie come "I Tudors", "Beautiful people", "Eastwick", "Pushing daisies" e "Women’s murder club", mentre saranno ripescate dagli archivi delle generaliste "Damages", "Cashmere mafia" e "Californication". Non mancheranno fiction amate come "I Cesaroni" e sit com al femminile come "Così fan tutte". Signore e signorine, qui non ci facciamo mancar niente.
Oltre che commerciale, si tratta di una bella operazione politica perché sappiamo tutti che la (dis)informazione mentale passa per questo tipo di programmi, più che attraverso i comunicati stampa di palazzo Grazioli in versione TG1 e TG4. Gli editti bulgari di Berlusconi non hanno mai riguardato il TG3, ma gli altri programmi di intrattenimento, a cominciare da Luttazzi per finire alla Dandini. Come sappiamo bene, una confezione intera di Valium spedisce una persona al creatore, ma una pillola al giorno ci rende tutti zombi. O zombe.

L’imbecillità è l’oppio dei popoli 5

Posted on aprile 21, 2010 by Maurice

Le donne si rassegnino: tra le varie colpe a loro imputabili adesso ci sono anche i terremoti. Non è una bufala giornalistica, ma la parola degli ayatollah iraniani. Secondo Hojatoleslam Kazem Sedigh (ma chi cazpita era costui?) "molte donne che non si vestono in modo appropriato corrompono la castità degli uomini, li spingono all’adulterio, facendo così aumentare la possibilità di terremoti".
ScimmiaOvviamente la ricetta (iraniana) per evitare i terremoti c’è e la fornisce il ministro per il Welfare in persona: "Le preghiere e i voti per il perdono sono le formule migliori per evitare i terremoti. Non possiamo inventare un sistema che prevenga il sisma, ma Dio ha creato quel sistema, che consiste nel rifuggire dal peccato, pregare, invocare il perdono". Bertolaso prenda nota.
Se non ci fosse da farsi sopra una sana risata, ci sarebbe veramente di che preoccuparsi per l’imbecillità dell’integralismo religioso, che colpisce indifferentemente i paesi islamici ma anche quelli culturalmente più evoluti. Quando l’idiozia degli uomini – intesi come genere umano, ma anche come compenente maschile dello stesso genere – si traveste con i paramenti religiosi, Dio ci salvi da costoro. Non c’è infatti gente più pericolosa degli asini arroganti.
E’ peggio del gatto nero che attraversa la strada o della masturbazione che rende ciechi. Con l’aggravante che colà l’idiozia si sposa con la violenza. Se rimanesse tra le pseudo verità coraniche, tutto sommato non ci sarebbe da preoccuparsi: in fin dei conti basterebbe fare spallucce, e chi vuole credere agli asini che volano è libero di farlo. Il grave è quando le idiozie diventano regole di vita, imposte oltretutto a suon di sferzate e di lapidazioni (leggere Il cacciatore di aquiloni di Khaled Hosseini per farsi un’idea di cosa vuol dire il trattamento islamico).
Viene da chiedersi se sortite simili in Iran, ma anche in Italia, siano frutto dell’imbecillità ideologica o se stiamo assistendo alla sconfessione delle leggi di Darwin: dalla scimmia all’uomo e ritorno.

Maschietti di tutto il mondo, unitevi! 1

Posted on marzo 18, 2010 by Maurice

Il sesso debole? Quello maschile, non c’è dubbio, checché ne dicano le nostre amate donne, brave solo a lamentarsi. Questo è quanto è emerso da una ricerca pubblicata sul Telegraph, promossa dal brand Dove ed effettuata su un campione di mille uomini inglesi ma, affermano, estensibile a tutto l’occidente.
2802733343_06628081fa_bL’85% dei mariti porta fuori le spazzature, l’80% porta la spesa, il 75% è responsabile di frigo e freezer che rifornisce settimanalmente. Ogni settimana i maschietti dedicano 13 ore ai lavori domestici e 6,9 alla cura dei figli. Tutto questo senza lamentarsi e – lo afferma il 60% degli intervistati – senza che il loro impegno venga riconosciuto dalla partner.
Il prototipo del maschio che "in casa non sparecchia" è in via di estinzione, afferma Paul Connell, brand manager di Dove: non a caso già in molte pubblicità l’uomo appare con il grembiulino, anche se il cliché è ancora quello della presa per i fondelli, l’altra faccia della medaglia della donna-oggetto.
In Italia "questo archetipo è un po’ più duro da combattere – scrive Emanuela Di Pasqua – ma i dati dell’indagine Istat del 2009 sono significativi, pur riguardando solo i giovani: un maschio su due si fa il letto, il 48, 3 per cento apparecchia e sparecchia e il 54,8 per cento riordina le proprie cose". E perché non sono venuti a casa mia a vedere quando stiro, faccio le lavatrici, cambio le prese o le guarnizioni del water, stendo il bucato, lavo i piatti o annaffio le piante.
Il maschio,però, non sta affatto bene: "ben più ragazzi – afferma il professor Matthias Franz – che non ragazze (60 su cento) interrompono gli studi. Le donne in media vivono 5 anni più a lungo. Sanno condurre una vita più sana, indulgono meno dei maschi ai malsani piaceri di fumo, alcol e droghe, sono colpite più raramente da infarto o altre malattie cardiovascolari. A scuola e nelle università sono più brave, si applicano con più concentrazione, e con idee più chiare su cosa vogliono fare da grande".
Non parliamo, poi, dei rapporti affettivi: il sociologo Gerhard Amendt osserva che "persino sul futuro della coppia non sono più loro, i tradizionali ‘capofamiglia’ da secoli, a decidere. Il più delle volte è la donna a scegliere il divorzio o la fine della relazione", così come sono loro – aggiungo io – a sceglierci come compagni di una sera o di una vita.
La situazione è talmente ribaltata che in Germania pensano ad un garante per le pari opportunità maschili, come è già successo nei paesi nordici. Da noi questo problema non si pone, almeno fino a quando le escort si trovano abbondanti (350 alla volta!) ed a buon mercato, per chi può pemettersele.

Sesso, sesso, ma quando? 1

Posted on marzo 13, 2010 by Maurice

Nun ce ne po’ fregà de mmeno, sembra la conclusione dello studio avviato dall’Università di Chicago e pubblicato sul British Medical Journal, che ha introdotto la misura “speranza di vita sessualmente attiva”, ripreso da Blitz Quotidiano.
1324139856_413eaa3eceSe l’uomo e la donna – pare – sono diversi, lo sono anche su sesso e sue applicazioni. Mentre l’uomo ce l’ha sempre lì (sulla fronte), alla donna sembra che non gliene importi più di tanto, dati alla mano. I maschietti "a 55 anni mediamente hanno ancora 15 anni di attività sessuale davanti a sé, mentre le coetanee meno di 11 anni". Non solo, perché "quando un uomo di 55 anni è in buona salute, può aggiungere altri 5-7 anni ai 15 che gli “spettano” di default, mentre lei al massimo ne aggiunge 3-6".
Facciamo due calcoli.
Un maschio ha un’"aspettativa" media di vita sessuale fino a 76 anni, mentre la sua compagna fino a 70 e le bene così. Domanda: che si fa – parlo da maschio – in quei 6 anni di differenza? Il problema è risolto se si sceglie una partner più giovane, sennò…
Tutto questo in linea teorica. Altri studi consolidati danno la "maturità" sessuale nella donna dopo i 40 anni e quindi il periodo del massimo godimento per un uomo sarebbe limitato a 30 anni, tutto questo prescindendo da astinenza ciclica e post parto, emicranee, Grande Fratello, giornate faticose, malattie infettive dei figli, colloqui di lavoro del giorno dopo, stasera no perché sono a metà del ciclo, urca non ho preso la pillola, è un momentaccio e non mi va, non è mica sabato oggi.
Strucca strucca, quanto rimane? e soprattutto cosa rimane?
Un altro studio rivela che nella metà dei casi la donna "finge" l’orgasmo, tanto l’uomo – normalmente rincoglionito, ma ancor più in quel momento – non se ne accorge. Male per le donne, che arrivano "(e qui la percentuale è addirittura una su cinque) a immaginare di fare sesso con un uomo diverso dal partner". Ma ditelo, buon dio, che fino a 76 anni non c’è problema e siamo sempre disponibili ad aiutare il prossimo.
Il rimescolamento delle carte però non avviene, così ci si gira dall’altra parte, e buonanotte ai suonatori.
"È sostanzialmente un problema di comunicazione – ha spiegato, infatti, un portavoce dell’azienda che ha finanziato il sondaggio in Inghilterra al londinese «Daily Mail» – e le donne dovrebbero sforzarsi di parlare di più con i loro uomini, per spiegare loro cosa davvero vogliono e, soprattutto, come raggiungerlo".
Provate a dirlo a vostra moglie (o a vostro marito): amore, mi piacerebbe tanto farlo con Belen (o col salumiere). Vedrete cosa succede, a qualsiasi età.

A whiter shadow of pale 1

Posted on dicembre 14, 2009 by Maurice

Di una cosa dobbiamo essere grati – almeno noi che non siamo più dei ragazzini – a chi ci governa di questi tempi, e lo dico senza ironia: visto come vanno le cose, non c’è piacere più grande che rifugiarsi nei tempi passati, in quello che di bello ci hanno lasciato nella memoria.
7Ci pensavo leggendo questo post  e riguardando certe foto di altri tempi. Nonostante tutti i fermenti ideali di allora, eravamo tutti molto naïf, molto più semplici, più schietti, meno artefatti, da una e dall’altra parte. Con i nostri maglioncini a giro collo, il foulard, i jeans attillati o scampanati, l’eskimo o il montgomery, le camicie comperate nei mercatini americani di seconda mano o a righe madras.
Noi che andavamo al liceo con la borsa quando c’era ginnastica e bisognava mettere dentro la tuta in cotonaccio, o quando c’era compito in classe di latino o di greco, ché portarsi in mano il Rocci non era tanto comodo. Non avevamo lo zaino, ma solo l’elastico per i giorni "leggeri" che doveva essere rigorosamente scritto con la biro.
Una volta all’anno c’era la foto di classe, ovviamente in BN, sui gradini d’ingresso alla scuola, con le nostre assurde pettinature ed il professore al centro in giacca e cravatta. Il giorno che ci consegnavano le foto era un passa-passa per lasciare la nostra firma sul retro: Ardigò, Bruni, Mezzina, Scattolin, Viberti, Fiocchi… c’era anche un Gesù Cristo, marchio del solito imbecille per nulla divertente.
Per anni, finché non è arrivato il riflusso, il rapporto tra ragazzi e ragazze era semplice e profondo allo stesso tempo. Se ci si piaceva il gioco era fatto, anche se uno o entrambi si era "occupati": non c’era tradimento, solo un’avventura, come diceva Lucio Battisti, senza tante menate pseudo morali.
A volte però le cose erano più complicate, quando subentrava il sentimento profondo. Allora c’erano i 45 giri dell’Equipe 84 o di Patty Pravo a farci precipitare nella malinconia più profonda. Bastava però un hully gully ballato in gruppo alla festina domenicale per rimetterci su di morale.
E poi tutti in piazza a manifestare. A quei tempi bastava uno sciopero generale per far cadere il governo di turno. Proprio altri tempi.



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